P. Angelo: Riflessioni

 

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a cura di Padre Angelo Grande

 

<21/07/2021 - <Svariate iniziative tendenti a promuovere il bene di tutti - adoperandosi a promuovere e difendere   ...>

<16/07/2021 - <Svariate iniziative tendenti a promuovere il bene di tutti - adoperandosi a promuovere e difendere   ...>

<01/07/2021 - <Ti è mai capitato di dover riordinare un cassetto, un angolo della casa, un ripostiglio o un semplice contenitore?   ...>

<24/06/2021 - <E’ saggio ed utile aggiornarsi sui “fatti del giorno” anche ascoltando e leggendo commenti ed interpretazioni che  ...>

<12/05/2021 - <Il calendario della Chiesa cattolica fa seguire alla festa di Pasqua un periodo di cinquanta giorni,  ...>

<20/04/2021 - <Padre Modesto avrebbe certamente commentato, con lo stile vivace ed incisivo che gli era proprio,  ...>

<06/04/2021 - <La pasqua non si esaurisce nel ricordo del segno, pur spettacolare, di un uomo che ritorna in vita   ...>

<24/03/2021 - <Avremo certamente udita, e forse anche ripetuta, l’espressione: “felice come una pasqua!” usata per   ...>

<17/03/2021 - <Ritengo utile riproporre alcune indicazioni per evitare di accompagnare, come spesso capita, l’esercizio della autorità con   ...>

<25/02/2021 - <Don Lorenzo Milani, valido educatore non sempre compreso, ha scritto nel suo “Esperienze pastorali” che   ...>

<10/02/2021 - <Mercoledì prossimo -17 febbraio – molti “prenderanno le Ceneri”.   ...>

<27/01/2021 - <Qualcuno lamenta, a ragione, la progressiva scomparsa di uno strumento che ha creato e diffuso,  ...>

<12/01/2021 - <Se a gennaio inoltrato continuassi a distribuire - come facevo negli ultimi giorni di dicembre  ...>

<28/12/2020 - <Credo nelle parole di augurio che dono e ricevo in questi giorni.  ...>

<25/12/2020 - <Anche quest'anno Gesù torna a bussare  ...>

<09/12/2020 - <Non so quando sia nata la tradizione di celebrare la messa di Natale a mezzanotte.  ...>

<26/11/2020 - <Incontrarsi o avvicinarsi rischia di rimanere, date le attuali pressanti raccomandazioni,  ...>

<21/11/2020 - <Preparandomi all’incontro, domenica 29 novembre, con la nuova edizione del “messale”   ...>

<08/11/2020 - <Mi sento precario, insicuro, instabile, fragile, preoccupato.   ...>

<31/10/2020 - <Alcuni giudicano la fede-fiducia in Dio, e conseguente preghiera, quasi una fuga dalla realtà, una   ...>

<21/10/2020 - <Qualche giorno fa ho raggiunto, per la prima volta, la vetta dei miei ottanta anni ed ho   ...>

<13/10/2020 - <Chi frequenta la messa domenicale si accorgerà, tra qualche settimana, di alcuni cambiamenti inseriti nella terza   ...>

<02/10/2020 - <Di fronte a certe mie reazioni emotive, passeggere o perduranti, a volte le sottopongo ad esame:  ...>

<18/09/2020 - <Continuo a pensare a Don Roberto Malgesini, prete di 51 anni, che il 14 settembre è stato ucciso a Como.   ...>

<05/09/2020 - <Alla frequente e comune domanda: “dove andremo a finire?”    ...>

<21/08/2020 - <Il 22 agosto P. Modesto avrebbe compiuto, o meglio compie, 63 anni. Compie perché egli vive    ...>

<07/08/2020 - <Quando la realtà ci coinvolge reagiamo con emozioni, parole, prendendo le distanze o    ...>

<23/07/2020 - <Chi frequenta la messa domenicale si sarà certamente rallegrato nel sentire, da una fonte autorevole quale è il Vangelo, che   ...>

<16/07/2020 - <Non è bene che l’uomo sia solo. Ma guardare agli altri, aprirsi, interessarsi, entrare in relazione genera altruismo,  ...>

<03/07/2020 - <La lunga e forzata convivenza con il COVID-19 ci ha ricordato spesso che  ...>

<18/06/2020 - <Credo che tutti, chi più chi meno, nel corso della giornata ci “connettiamo”. Parliamo ed ascoltiamo;  ...>

<06/06/2020 - <Per natura siamo socievoli, aperti alla relazione. Chi si isola, o peggio è tagliato fuori, ne soffre. Perciò  ...>

<28/05/2020 - <Il 31 maggio del 2017 moriva P. Modesto Paris. Lo ricordiamo con affetto, ammirazione, rimpianto. ...>

<23/05/2020 - <Il cammino della “fase due” che stiamo percorrendo, da una parte ci conferma nella speranza ...>

<14/05/2020 - <Certamente conosci il detto: <fare di necessità virtù>. Massima che può aiutare ad affrontare meglio il periodo ...>

<05/05/2020 - <Lontano dagli occhi, lontano dal cuore !>, recita un detto popolare per ricordare che alcuni buoni ...>

<28/04/2020 - Le reazioni ed i dibattiti su questioni controverse risentono del carattere e delle componenti culturali di ...>

<14/09/2019 - Riaprono le scuole. Ma quando mai, se in esse si insegna e impara a vivere, dovrebbero rimanere chiuse? ...>

<07/09/2019 - La organizzazione di ogni movimento, associazione, gruppo prevede la promozione di iniziative ...>

<23/08/2019 - Si dice, a ragione , che parlando si possono risolvere pacificamente molti problemi. Non sempre però ...>

<03/08/2019 - Non ho mai avuto il bernoccolo della geometria, eppure mi piace pensare che quanti vogliano ...>

<05/07/2019 - Anche a qualcuno che ci tiene a definirsi cattolico “doc” dà fastidio che papa Francesco chieda con insistenza...>

<29/06/2019 - Spesso capita di distrarsi, di dimenticare. Pensiamo ad esempio a tutte le volte che durante conversazioni....>

<13/06/2019 - L’invito a non giudicare fa parte del bagaglio che si trasmette lungo ogni processo formativo ed educativo....>

<01/06/2019 - Purtroppo, realisticamente e frequentemente dobbiamo constatare la presenza del male in mille forme e ...>

<27/05/2019 - Dopo la esultanza di alcuni ed il rammarico di altri è il momento dei veri politici, ...>

<17/05/2019 - Al ripetersi di significativi eventi, positivi o negativi, si presenta la domanda se ...>

<04/05/2019 - Molti di noi saranno interessati e coinvolti, più o meno direttamente, nelle feste di “prima comunione” che ...>

<26/04/2019 - Quando si partecipa con vivo interesse a qualche manifestazione, incontro, appuntamento  ...>

<21/04/2019 - Che tempo farà nei prossimi giorni? La liturgia della Chiesa risponde:   ...>

<13/04/2019 - La liturgia della Domenica delle Palme fa rivivere gli atteggiamenti con i quali Gesù è stato  ...>

<05/04/2019 - Viene portata da Gesù, per averne o meno l’approvazione, una donna condannata a  ...>

<30/03/2019 - Non sempre le novità portano miglioramento e progresso, sempre però il miglioramento ed il progresso  ...>

<22/03/2019 - Mi lascio guidare, in questo tempo di quaresima, dalla segnaletica che accompagna il cammino verso la Pasqua,  ...>

<16/03/2019 - Anche chi crede di aver dimenticato o perduto la fede, conserva la nostalgia ed  ...>

<09/03/2019 - La parola “ quaresima”, di origine latina, indica il periodo di “quaranta giorni” che precedono e ...>

<02/03/2019 - Non sempre il passaggio da una stagione all’altra avviene secondo i nostri ritmi o attese, nondimeno è ...>

<22/02/2019 - Spero di non annoiare alcuno per la insistenza con la quale, ancora una volta, parlo della importanza di ...>

<16/02/2019 - Se ad una persona abituata a lamentarsi di come vanno le cose si ...>

<09/02/2019 - Dalla qualità delle relazioni con gli altri dipende in buona parte la serenità del nostro quotidiano. ...>

<01/02/2019 - Domenica 3 febbraio si celebra la giornata per la Vita. Si era partiti 41 anni fa per scongiurare ...>

<26/01/2019 - Come fa piacere trovare in un ufficio, in un negozio, sul bus persone disponibili e gentili che rispondono,  ...>

<19/01/2019 - Mi hanno donato un libro – forse perché non sono capace, ma neppure lo voglio, di nascondere gli anni  ...>

<05/01/2019 - Può succedere che le feste, anche quelle religiose, perdano in armonia e serenità - a causa di assenze,  ...>

<29/12/2018 - Ciascuno di noi si porta dentro - forse dimenticati o addirittura soffocati - progetti, desideri e sogni.  ...>

<22/12/2018 - Il Natale non è ancora programma realizzato, traguardo raggiunto, vittoria conquistata.  ...>

<15/12/2018 - Chi si mette in viaggio, per venire o andare, desidera e si augura una buona accoglienza.  ...>

<09/12/2018 - Se vuoi veramente un “Natale che sia tale” indossa il vestito adatto, confacente!  ...>

<01/12/2018 - Rischierai, affrettatamente, di catalogare come “luogo comune “ da sorvolare quanto  ...>

<25/11/2018 - Ciascuno di noi, più o meno coscientemente e responsabilmente,   ...>

<17/11/2018 - Come è vero che le parole si moltiplicano quanto più la realtà da esse significata vien meno,   ...>

<10/11/2018 - Una delle più grandi gioie della vita consiste nel potersi relazionare serenamente, cioè nel capirsi,   ...>

<04/11/2018 - “Sporcarsi le mani”. “Avere le mani sporche”. Due espressioni che  ...>

<28/10/2018 - Un ponte collega: pensiamo a quello di 54 Km, inaugurato qualche giorno fa, che unisce Hong Kong a  ...>

<21/10/2018 - Domenica 14 ottobre ennesima dimostrazione di ricordo, affetto e gratitudine nei confronti di P. Modesto,  ...>

<13/10/2018 - Quanti, e sono molti, guardano in alto alla ricerca del volto di Dio non dovrebbero  ...>

<07/10/2018 - Condivido con voi esperienza e riflessione. Qualche giorno fa ho celebrato la messa per un  ...>

<30/09/2018 - Dopo la pausa estiva sono riprese appieno le attività: sul lavoro, nella scuola, nelle  ...>

<24/09/2018 - A me capita a volte – ma penso capiti anche a voi, a tutti - di avere la sensazione   ...>

<16/09/2018 - L’egoista è colui che pensa solo a se stesso, al proprio tornaconto   ...>

<11/09/2018 - Ripartire con il piede giusto! Riaprono le scuole e il ritmo della vita famigliare cambia.   ...>

<26/08/2018 - Non lasciarsi stroncare ma neppure dimenticare il crollo del ponte autostradale Morandi   ...>

<07/07/2018 - Può capitare nei discorsi anche meno impegnati, come quelli occasionali dei giorni di vacanza,  ...>

<16/06/2018 - Hai ma riflettuto su quali siano le tue reazioni più immediate, frequenti e durature di fronte alle “diversità”  ...>

<09/06/2018 - Con la “esortazione apostolica” – così vengono chiamati alcuni importanti documenti -:  ...>

<02/06/2018 - Le parole, gli scritti, le immagini sono strumenti di comunicazione e ben sappiamo quanto,  ...>

<25/05/2018 - Si riaffaccia vivo il ricordo della notte tra il 30 e il 31 maggio dello scorso anno.  ...>

<20/05/2018 - Tra i molti che si danno da fare per trasformare in meglio il mondo ve ne sono alcuni tentati    ...>

<13/05/2018 - Il bene seminato continua a germogliare. Lo abbiamo constatato ancora una volta a Rumo    ...>

<05/05/2018 - Ricordando l’educazione ricevuta in famiglia e a scuola, le persone di una certa età   ...>

<21/04/2018 - Nel linguaggio “rangers” ritorna spesso la parola “recinto” con chiaro riferimento alla pagina del vangelo   ...>

<14/04/2018 - Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?   ...>

<07/04/2018 - Caro Modesto,   ...>

<31/03/2018 - Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua   ...>

<23/03/2018 - Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza.   ...>

<18/03/2018 - È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò   ...>

<10/03/2018 - Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore!   ...>

<04/03/2018 - Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a   ...>

<25/02/2018 - Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti.  ...>

<17/02/2018 - Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando  ...>

<11/02/2018 - Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe  ...>

<04/02/2018 - Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri  ...>

<30/01/2018 - Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati  al santuario della Madonnetta  ...>

<21/01/2018 - “Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose.  ...>

<13/01/2018 - Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che  ...>

<05/01/2018 - Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”.  ...>

<27/12/2017 - “Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti.  ...>

<19/12/2017 - Natale 2017  ...>

<16/12/2017 - Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case  ...>         

<10/12/2017 - Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti  ...>

<02/12/2017 - Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, ...>

<28/11/2017 - Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o  ...>

<18/11/2017 - “Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri -  ...>

<12/11/2017 - Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico -  ...>

<05/11/2017 - Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere;  ...>

<28/10/2017 - “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. ...>

<20/10/2017 - A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da ...>

<18/10/2017 - Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che ...>

<05/10/2017 - “Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. ...>

<01/10/2017 - "Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino. ...>

<24/09/2017 - Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri. ...>

<18/09/2017 - Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi ...>

<10/09/2017 - E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, ...>

<05/09/2017 - Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne ...>

<01/09/2017 - Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di ...>

21/07/2021

Si cambia l’abito a seconda della stagione, del lavoro da svolgere, degli ambienti ed incontri frequentati, ecc …
E’ opportuno e conveniente.
Alcuni, purtroppo, con l’abito usano e cambiano anche la maschera – non certo quella utilissima anti Covid-19 - nel tentativo non solo di proteggersi o di nascondersi, ma peggio ancora di ingannare. Per fortuna rimane conosciuto ed efficace il detto popolare il quale ammonisce che: “l’abito non fa il monaco”.
Chi, con frequenza e disinvoltura, è solito cambiare maschera o gabbana svuota e saccheggia inevitabilmente se stesso al punto di non riconoscersi, di non ritrovarsi più. Che peccato!
 

16/07/2021

Svariate iniziative tendenti a promuovere il bene di tutti - adoperandosi a promuovere e difendere la dignità propria di ogni persona - rischiano di essere snobbate od ostacolate perché di matrice religiosa, politica, culturale, ecc …, non condivisa; e spesso neppure rispettata come si dovrebbe. Tutti affermano di difendere valori essenziali e irrinunciabili ma, in pratica, non ci si accorda sul contenuto delle parole che li esprimono. Si pensi ad esempio al modo diverso di intendere la libertà, il diritto, il rispetto, la uguaglianza, il merito, e così via.
Credo che i risultati sarebbero migliori di quelli finora raggiunti se si facesse leva anche su convinzioni e motivazioni religiose e trascendenti le quali, pur non esenti talvolta da interpretazioni e iniziative distorte, hanno inciso positivamente sulla storia e sulla cultura dei popoli.
Chi crede nella Bibbia dovrebbe ricordare queste solenni affermazioni: “Né chi pianta né chi irriga è qualcosa, ma è Dio che fa crescere. Voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio” (1Cor 3, 7. 9) e: “Se il Signore non costruisce la casa invano vi faticano i costruttori. Se la città non è custodita dal Signore, invano veglia il custode” (Sal 126).
La conclusione viene da sé: “ogni fatica è vana senza il Signore”.
Che peccato, quale danno se la famiglia cristiana, trascurando e rinunciando al proprio diritto-responsabilità di “tirare su i figli”, non colmasse le lacune della educazione laica e talvolta laicista. L’esperienza conferma la previsione di Gesù: “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e caddero su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia!” (Mt 7,24 – 25).
 

01/07/2021

Ti è mai capitato di dover riordinare un cassetto, un angolo della casa, un ripostiglio o un semplice contenitore?
Hai dovuto esaminare e scegliere: cose da buttare perché inutili, perché usurate, perché guaste, in una parola inservibili o peggio. Insieme cose da metter da parte, da conservare perché: “possono venire bene!”.
Quel cassetto, quel ripostiglio, quel contenitore è dentro di te e si chiama “coscienza”. Sarà mica da riordinare?
In essa c’è luce naturale per discernere, e lampade altrettanto affidabili: la fede e la buona educazione ricevuta.
 

24/06/2021

E’ saggio ed utile aggiornarsi sui “fatti del giorno” anche ascoltando e leggendo commenti ed interpretazioni che aiutano ad affrontare situazioni ed eventi con l’ atteggiamento ritenuto più idoneo .
Molto più saggio ed utile, però, è preoccuparsi di generare in se stessi gli anticorpi che abilitano a vivere, non da protagonisti ad ogni costo, bensì da persone capaci di riflettere, esaminare, scegliere ed agire di conseguenza; senza presunzione, ma con libertà e con rispetto per sé per gli altri.
Riusciamo a produrre vaccini efficaci quando sul nostro carattere, deposito innato di pulsioni ed emozioni, riusciamo a costruire il temperamento che, secondo il significato del termine, “tempera” cioè armonizza ed equilibra pulsioni ed emozioni sotto la guida di principi validi e convincenti.
Un lavorio che non conosce ferie o scioperi, un lavorio che dal diamante grezzo che abbiamo in dotazione ricava i diamanti che adornano di gioielli la nostra ed altrui esistenza. Un lavoro paziente e prezioso che può essere condiviso, ma non delegato in toto ad altri.
 

12/05/2021

Il calendario della Chiesa cattolica fa seguire alla festa di Pasqua un periodo di cinquanta giorni, il tempo pasquale che si concluderà a Pentecoste; tempo in cui siamo invitati a confrontarci sul messaggio e sulla eredità della festa celebrata. Messaggio ed eredità che ripropongo con le parole usate da S. Paolo nella lettera diretta, pochi anni dopo la risurrezione di Gesù, alla comunità cristiana della città di Efeso, nella odierna Turchia. Egli scrive: “Dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” (Ef 4, 23-24)
Troppo spesso ci si preoccupa di rinnovarsi nel modo di agire e di comportarsi, senza curarsi di verificare le motivazioni emotive con un adeguato corredo razionale e spirituale; unico corredo che rinnova una persona e di conseguenza, seppure lentamente e faticosamente, la società.
Non rendiamo sterile il seme deposto in noi dalla Pasqua ma accogliamolo e coltiviamolo con cura. Non tarderà a maturare
 

20/04/2021

Padre Modesto avrebbe certamente commentato, con lo stile vivace ed incisivo che gli era proprio, la pagina evangelica del “bel pastore” che dà il nome alla prossima IV domenica di Pasqua.
Ad essa si era ispirato nella sua opera educativa che mira a creare un “recinto allargato” (non una serra protettiva e chiusa) nel quale ci si prendesse cura e responsabilità gli uni degli altri con la benevola sollecitudine ed autorevolezza del “bel Pastore”.
Tutti ci rendiamo conto della necessità di individuare e seguire un “pastore” che ci conosca e ci chiami per nome; ci sostenga e ci custodisca. Ci guidi.
Gesù, sulla propria carta di identità, si presenta: “io sono la via, la verità, la vita”.
E’ necessario seguirlo, lasciarsi condurre. Camminare con lui.
La didattica a distanza, ce ne accorgiamo, ha i suoi limiti.
 

06/04/2021

La pasqua non si esaurisce nel ricordo del segno, pur spettacolare, di un uomo che ritorna in vita dopo la devastante crocifissione.
E’ molto di più: quel corpo disfatto, raggiunge ed attinge ad una sorgente di una vita nuova libera da gretti orizzonti, fondata su più autentici valori, sostenuta da motivazioni convinte e rinnovate.
C’ancora di più: quel tronco rifiorito comunica la fertile linfa, ad ogni ramo e germoglio che a lui aderisce, in lui si innesta.
Gesù lo aveva già detto:”Io sono la vite voi siete i tralci; se rimarrete uniti a me non morirete, anzi …!; chi accoglie il lievito che Io dono, si trasforma - da impasto informe e sterile - in pane fragrante”.
La pasqua di Gesù, dunque, non vuole solo stupirci o convincerci; vuole coinvolgerci, assimilarci, farci rinascere, rivivere. Non si limita a farci fare pasqua: tende a farci diventare pasqua!
Scriveva S. Paolo ai primi cristiani: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo seduto alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra” (Col 3,1).

 

24/03/2021

Avremo certamente udita, e forse anche ripetuta, l’espressione: “felice come una pasqua!” usata per indicare la gioia di una persona. Gioia grande che rimanda a quella degli Ebrei che ricordano a pasqua la fine della schiavitù nell’antico Egitto, e a quella dei cristiani che celebrano la risurrezione di Gesù che imprime nuovo corso alla storia di ciascuno e di tutti.
Ma la nostra esperienza personale ci permette ancora di credere alla gioia e di sperare di raggiungerla e di conservarla?
Si perde la felicità e la conseguente gioia se non abbiamo o ci vien tolto ciò che dona sicurezza e serenità: la famiglia, la salute, l’amicizia, l’amore, la solidarietà, il lavoro, la pace, le buone relazioni, ecc … ecc …
Eppure anche in assenza di tali valori, e di innumerevoli altri, rimane alta - anche se celata od inconscia - la tensione a qualcosa di migliore, di appagante, di rasserenante.
No! Non è possibile essere felici se gli orizzonti e i desideri sono limitati al quotidiano e all’immediato, se non ci si apre con fiducia ad un “oltre” che trascende i nostri calendari, esperienze e calcoli:
 

“Il Signore ravvivi
nel cuore di ciascuno
la sorgente della fiducia
e della speranza

FELICE PASQUA

 

17/03/2021

Ritengo utile riproporre alcune indicazioni per evitare di accompagnare, come spesso capita, l’esercizio della autorità con l’autoritarismo anziché, come si conviene, con la autorevolezza.
Genitori, insegnanti, educatori, preti i quali si preoccupano piuttosto di essere autoritari e quindi obbediti, più che di essere autorevoli tramite la convinzione e la conseguente coerenza.
Eppure da secoli si ripete che” gli esempi, convincono più delle parole!”.
Ma il rischio non è solo per le categorie sopra ricordate, ma per ciascuno, perché tutti siamo convinti, o tentati di credere, di avere qualcosa che ci rende superiori agli altri: intelligenza, pratica, disponibilità varie, età, professione, ecc .. ecc ..
I conflitti, le disobbedienze, le contrapposizioni, le discordie, le rivalità nascono il più delle volte perché non si mira a conciliare ma a prevalere. Si parla più di “o … o”, anziché di “e … e”.
E questo avviene quando si evita il confronto perché non si hanno motivazioni valide ed esempi praticabili da offrire.
Può succedere allora che, in alternativa, si ricorra ai pugni sul tavolo e … non solo sul tavolo.
 

25/02/2021

Don Lorenzo Milani, valido educatore non sempre compreso, ha scritto nel suo “Esperienze pastorali” che a quanti gli domandavano cosa dovesse fare un buon educatore, egli rispondeva che la domanda era formulata in modo sbagliato. E aggiungeva: “non bisogna infatti preoccuparsi di cosa bisogna fare ma, piuttosto, di come bisogna essere”.
Lo dice anche un antico proverbio: “si agisce secondo quello che si è (agere sequitur esse)”.
Lo ricordino i genitori e tutti coloro che si spendono in mille modi per cambiare (in meglio!) il mondo, senza tuttavia preoccuparsi di migliorare se stessi.

 

10/02/2021

Mercoledì prossimo -17 febbraio – molti “prenderanno le Ceneri”.
Un rito religioso significativo e impegnativo. Il simbolo ci mette in guardia dal costante pericolo di sbagliare obiettivi col rischio di riempirsi le mani con un “pugno di mosche”. Ci ammonisce a non valutare oro ciò che è solo cenere.
Ma ci ricorda anche che da un impasto di umile fango o cenere è nato uno stupendo miracolo: la creatura umana.
Ci assicura che lo stesso miracolo di “rimpasto” è possibile.
Per ciascuno: a Pasqua!


27/01/2021

Qualcuno lamenta, a ragione, la progressiva scomparsa di uno strumento che ha creato e diffuso, per secoli, cultura e civiltà. Parlo della carta stampata.
Se fino a qualche anno fa si notavano lettori anche sui mezzi pubblici di trasporto e nelle sale di attesa, oggi gli occhi della maggior parte delle persone non vanno oltre i pochi centimetri quadrati del telefonino o del computer. Un progresso o un arretramento? La risposta, che necessita di complesso esame e documentazione, si potrebbe tuttavia semplificare: dipende dall’uso che si fa degli strumenti e dal messaggio che si veicola. Così avviene anche in natura per molti elementi: si pensi, ad esempio, ai benefici o ai danni originati dall’acqua e dal fuoco.
La parola, in mille modi proferita o ascoltata, può consolare od abbattere, interessare o distrarre, incoraggiare o distruggere, portare frutto o isterilire, giovare o rovinare, promuovere o bloccare ecc… ecc…
Si richiede quindi grande responsabilità in chi comunica e trasmette; in chi riceve ed elabora.
 

12/01/2021

Se a gennaio inoltrato continuassi a distribuire - come facevo negli ultimi giorni di dicembre - auguri di buon Natale e di buon Anno, la gente mi guarderebbe stupita.
Per alcuni, forse i più, il Natale e il Capodanno sono ricordi che vanno sbiadendo, come i segni con i quali sono stati vissuti, per ricomparire fra un anno.
Ma chi ha celebrato Natale nella sua dimensiona religiosa e ha gioito nel ricordare che esso rinnova l’incontro avvenuto, tramite Gesù fra il cielo e la terra, non trova anacronistico l’augurio che il rinnovato e rinsaldato rapporto tra noi e Dio – continui a vivificare, confortare, influenzare il nostro quotidiano: oggi e domani.
Riponiamo pure gli addobbi dell’albero, le statuine del presepio,… ma continuiamo, però, ad accogliere ed ospitare Colui che non venne solo di passaggio, ma per abitare stabilmente fra noi. Nella misura in cui lo lasceremo crescere, sentiremo rinascere e crescere anche noi, e con noi il nostro piccolo e grande mondo. Un natale da vivere ed augurare perennemente!
 

 28/12/2020

Credo nelle parole di augurio che dono e ricevo in questi giorni.
Credo sincero il desiderio di bene che esprimono.
Ma ci credo, soprattutto, perché tali parole sono semi resi fertili da Chi, come abbiamo ricordato celebrando il suo Natale, venne ad abitare da buon vicino, fra noi.
A quanti lo riconoscono ed accolgono Egli, infatti, insegna a coltivare i cuori dai quali possono nascere i gusti e i colori che rendono migliori i giorni del nostro calendario.
 

25/12/2020

 

09/12/2020

Non so quando sia nata la tradizione di celebrare la messa di Natale a mezzanotte. Certamente uno dei motivi ispiratori è stata la narrazione del Vangelo (Lc 2, 8-15) dove leggiamo che, quando nacque Gesù, “c’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge”. Dopo l’annuncio dell’angelo essi si affrettarono: “Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere” (ivi).
Si aggiunga poi la scelta del 25 dicembre giorno in cui, presso popoli antichi, si celebrava la nascita del sole, e del momento preciso: le 24, ora in cui inizia il giorno. Per i cristiani infatti Gesù è il vero sole, il nuovo giorno, la insostituibile sorgente della Luce.
Questi segni o simboli non vengono eliminati dalle valide motivazioni che spostano, quest’anno, la “messa di mezzanotte.
Anticipando - ma sarà già buio!- di qualche ora la celebrazione affrettiamo l’attesa, intensifichiamo la preparazione e accresciamo la gioia dell’incontro. Dell’incontro con la Luce!
“I pastori, continua Luca (2,20), se ne tornarono, glorificando e lodando Dio, per tutto quello che avevano udito e visto”.


Un Natale diverso ma non un Natale opaco, triste.
Un “Natale che sia tale”.
Auguri.

 

26/11/2020

- Incontrarsi o avvicinarsi rischia di rimanere, date le attuali pressanti raccomandazioni, un desiderio mancato. E ciò proprio nell’approssimarsi del Natale, per eccellenza festa dell’incontro.
- Qualcuno, però, preme per avvicinarsi; e bussa. Gesù non si rassegna al distanziamento, anzi …! E noi lo attendiamo, a cuore aperto, perché abbiamo bisogno di Lui. Ci manca!
E’ questo l’atteggiamento più idoneo per vivere l’avvento, tempo di attesa.
- Per incontrare Gesù, che bussa alla tua porta e attende di essere accolto come un buon vicino di casa, ti propongo di procedere ad una presentazione non formale e frettolosa.
Occorre, innanzitutto, sostare davanti allo specchio, rimuovere fotomontaggi ingannevoli e chiederti: “Chi sono, come sono, dove sto andando; con quali progetti, desideri, sogni e punti di riferimento, di sostegno; ecc … ?”. Potrà essere necessario, il sacramento della confessione e riconciliazione che convalidi o meno la tua diagnosi e ti indichi la cura.
Il secondo passo, anch’esso impegnativo e necessario ti porta ad indagare su Gesù sottoponendo a radiografia i vangeli, cioè le testimonianze affidabili di quanti lo hanno conosciuto direttamente, lo hanno ascoltato, lo hanno seguito, lo hanno comunicato e tramandato. Si tratta di rileggere con calma, giorno dopo giorno il vangelo, sempre nuovo ed affascinante.
- L’incontro fra te e Gesù, incominciato sul pianerottolo, sull’ uscio di casa non è solo un ricordo che ti porta indietro negli anni, ma perdura, si trasforma in stima, amicizia, fiducia soprattutto con la partecipazione alla messa domenicale dove conosci altri amici e fratelli di Gesù da accogliere, nel suo nome, come tuoi nuovi amici e fratelli.
- E’ questo il miracolo del Natale; è questo il miglior regalo che puoi fare a Gesù e ricevere da Lui.
Un 25 dicembre reso più libero ed autentico, grazie anche a norme e decreti meritevoli obbedienza pur se nati da altre preoccupazioni ed intenti.
Buon avvento.
 

21/11/2020

Preparandomi all’incontro, domenica 29 novembre, con la nuova edizione del “messale” – il libro che, come dice il nome stesso, guida alla celebrazione della messa – ho avuto occasione di “riscopre l’acqua calda”, come siamo soliti dire allorché prendiamo coscienza di qualcosa cui raramente prestiamo la dovuta attenzione pur avendola sempre a portata di mano.
Il messale, durante la celebrazione, è letto ad alta voce quasi esclusivamente dal celebrante ma i presenti esprimono spesso la loro attenzione e partecipazione con una sola parola solenne, ricca di significato:

“Amen!”. Vale a dire: “è così, così sia, lo credo, mi auguro e mi impegno perché sia così, non esistono alternative migliori”.
Il messale è la guida più sicura per la nostra preghiera, per condurci alla familiarità e confidenza con Dio. E quante volte ci lamentiamo di non saper pregare!
Il messale dà voce alla preghiera personale e di tutta la comunità non solo cristiana ma umana, universale.
Seguendo il messale ci rendiamo conto di aver bisogno di perdono; ci arricchiamo con l’ascolto di parole che giungono la cuore; esprimiamo lode e gratitudine; rinnoviamo realisticamente la presenza di Gesù. Una presenza che ci serve come l’aria per respirare, e quindi per vivere.
Terminata la messa mi verrebbe voglia di portarmi il messale a casa! Impossibile: troppo pesante ed ingombrante!
Ma posso trovargli un posto nella mia mente e nel mio cuore e, soprattutto, … nella mia vita!

 

8/11/2020

Mi sento precario, insicuro, instabile, fragile, preoccupato.
Dovrei e vorrei sentirmi provvisorio cioè in attesa di una collocazione e posizione migliore, appagante, rasserenante. Desidero imboccare un sentiero il quale mi conduca ad una meta identificata e raggiungibile, e mi liberi dalla esitazione che mi assale di fronte a molteplici indicazioni di strade che possono condurre sì a tranquille oasi pur sempre però insidiate dal deserto.
Ce la faremo; andrà tutto bene ; mettiamocela tutta; rendiamoci responsabili e solidali, ecc …!
Ma per fare veramente un passo avanti, come tutti ci auguriamo, è necessario che ciascuno trovi tempo e voglia non solo di interrogare, di ascoltare, di agire, ma soprattutto di ascoltarsi, interrogarsi, impegnarsi.
E’ necessario riprendere in mano e consultare la bussola della propria coscienza e della propria fede, bussola ricevuta - insieme ad una mappa che traccia un sentiero inviolato - entrando nel mondo.
Con altri, insieme verso la stessa meta, ma con scarpe diverse.

 

31/10/2020

Alcuni giudicano la fede-fiducia in Dio, e conseguente preghiera, quasi una fuga dalla realtà, una evasione ed una illusione. Essa, al contrario, aiuta ad immergersi nel quotidiano guidati e scaldati da una luce che permette di cogliere l’essenziale a di là delle ingannevoli ed instabili apparenze. 

 

21/10/2020

Qualche giorno fa ho raggiunto, per la prima volta, la vetta dei miei ottanta anni ed ho rivisitato alcuni pensieri letti ed annotati strada facendo. Oso proporli anche ai lettori molto più giovani.
“Con il passare degli anni si sperimentano vari limiti evidenziati dal declinare delle forze fisiche e dal passo spedito di chi ci cammina accanto giusto il tempo per sorpassarci.
La prima reazione può essere di disappunto. Poi il buon senso ci dice che è la legge della vita. Infine, con mille altre motivazioni, si addolciscono le istintive motivazioni e si sente la serenità a portata di mano.
Non si tratta, però, di ritirarsi o di rendersi marginali, ma di occupare il posto giusto al tempo giusto.
Dio non disegna posteggi o, peggio ancora, ripostigli ma ritaglia spazi su misura”.

 

13/10/2020

Chi frequenta la messa domenicale si accorgerà, tra qualche settimana, di alcuni cambiamenti inseriti nella terza edizione del messale, il libro che ordina - nei riti e nelle preghiere - la celebrazione della eucaristia. Si tratta per lo più di nuove espressioni verbali che dovrebbero facilitare la comprensione del messaggio trasmesso.
Probabilmente alcuni resteranno delusi. Si aspettavano una riedizione che rendesse il rito alla portata di tutti, dei giovani in particolare i quali , come noto, sempre più sembrano disertare le funzioni religiose.
Mi pare opportuno chiarire alcuni concetti fondanti. La liturgia - insieme di riti, parole e segni – è il percorso che mette in comunicazione e quindi coinvolge Dio e il credente.
Ogni comunicazione o incontro esige che i protagonisti intervengano consapevoli del proprio ruolo. Nella messa e nei sacramenti, ad esempio, il protagonista è Dio che si fa avanti, precede, agisce, dona . Chi accoglie l’invito, per non vanificare o sprecare l’occasione, preparerà un ambiente favorevole che renda l’incontro utile, gioioso, appagante ma non si sostituisce al protagonista. Ci si presenta a Dio come recipienti; recipienti adattati, puliti, capaci, saldi, ma recipienti vuoti che chiedono di essere colmati di quanto si può attingere ad un’unica sorgente.
Pretendere di adattare ad ogni costo la celebrazione si rischia di appiattirla a livello di spettacolo rendendola coinvolgente emotivamente ma svuotandola del contenuto trascendente che le è proprio.
Concluderei questa pur frettolosa riflessione con l’invito a non privilegiare la forma o l’apparenza della confezione a scapito del contenuto. Al contrario il valore del dono ricevuto si scopre quando si riesce, magari con fatica, a liberarlo dalla confezione seppure attraente. In altre parole: non mancare alla meta distratti dal panorama offerto dal viaggio.
 

02/10/2020

Di fronte a certe mie reazioni emotive, passeggere o perduranti, a volte le sottopongo ad esame: sono frutto di preconcetto pessimismo o di ottimismo più o meno motivato?
Ragioni per coltivare il primo ce ne sono come pure, d’altra parte, abbondano motivi per nutrire fiducia e speranza.
Ognuno è condizionato dalla propria esperienza e dal vissuto che ne hanno plasmato il carattere.
La liturgia dei giorni scorsi ci ha presentato il dramma di Giobbe divenuto proverbiale per le avversità affrontate. Egli arriva ad imprecare contro il giorno della sua nascita, se la prende con Dio, con Lui discute, lo cita in giudizio, ma termina ammettendo: “Comprendo (Dio) che tu puoi tutto … chi è colui che da ignorante può oscurare il tuo piano? Davvero ho esposto cose che non capisco … Io ti conoscevo solo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo e mi pento sopra polvere e cenere … Il Signore benedisse il futuro di Giobbe più del suo passato”. 

 

18/09/2020

Continuo a pensare a Don Roberto Malgesini, prete di 51 anni, che il 14 settembre è stato ucciso a Como.
Come ogni mattina egli si apprestava a portare, aiutato da un gruppo di giovani volontari, il buon giorno - accompagnato da una colazione messa insieme grazie a baristi e panettieri della zona - a quanti avevano trascorso la notte in ripari di fortuna nel centro storico della città. Una persona conosciuta, e più volte aiutata, lo ha aggredito e ferito mortalmente.
Molti e contrastanti i commenti ed i giudizi della opinione pubblica.
In me e soprattutto in coloro che lo hanno conosciuto e seguito domina la ammirazione e la gratitudine. Ammirazione e gratitudine per la persona ed anche per la Chiesa di Dio che continua a seminare e coltivare frutti tanto saporiti

 

05/09/2020

Alla frequente e comune domanda: “dove andremo a finire?” , ho sentito che qualcuno ha risposto - con una buona dose di pessimismo - : “dove siamo ormai arrivati!”.
Eppure il buon Dio, insieme a qualche temporale, continua a salutare il mondo con il bacio del sole che sorge e tramonta ogni giorno! E’ un ottimista inguaribile! Non lasciamolo solo!

 

21/08/2020

Il 22 agosto P. Modesto avrebbe compiuto, o meglio compie, 63 anni. Compie perché egli vive e non solo nell’affettuoso ricordo di chi lo ha conosciuto ma nella vita piena che Dio ha preparato per quanti ha prima messi al mondo. Una vita serena, quella di P. Modesto. Gioiosa perché accolta con gratitudine e donata con gioia. Gioia e gratitudine che nascono e si alimentano in Alto. Chi semina gioia e gratitudine semina amore, e chi semina amore semina Dio. E trasforma il deserto.

 

07/08/2020

Quando la realtà ci coinvolge reagiamo con emozioni, parole, prendendo le distanze o intervenendo con le migliori disposizioni; secondo le circostanze e le possibilità.
E questo capita ogni volta che ci guardiamo dentro, ci guardiamo attorno, leggiamo o semplicemente ascoltiamo.
Soprattutto, però pensiamo, o dovremmo pensare, per ricercare cause, possibili rimedi, atteggiamenti adatti da assumere, provvedimenti da adottare, ecc …
Non sempre, tuttavia, queste nostre reazioni bastano a rasserenarci, a risolvere i problemi di fronte ai quali ci sentiamo limitati, incapaci ed inadeguati.
Allora andiamo oltre, più in alto: alla ricerca di un responsabile che sembra sordo ai nostri “perché?”, ma che non smette di sostenerci con la fiducia in Lui.
E questo basta per farci continuare il cammino a testa alta.
 

23/07/2020

Chi frequenta la messa domenicale si sarà certamente rallegrato nel sentire, da una fonte autorevole quale è il Vangelo, che nel mondo non circola solo il coronavirus ma ci sono anche tanti semi capaci di produrre frutto; c’è grano buono anche se frammisto ad erbacce; c’è lievito fertile; ci sono tesori e perle preziose anche se nascosti e a volte sciupati.
Dio è il seminatore la sorgente, la miniera; il campo è il cuore e la coscienza dell’uomo; gli ostacoli per un adeguato e abbondante raccolto sono la indifferenza, la superficialità, l’indolenza, la sfiducia, l’aperto rifiuto.
Ad essi si aggiunge il tentativo del “nemico” che continua ad offrire altri semi, altro lievito, altri tesori, altre perle.
Gesù è venuto a ripiantare il “seme”, a bonificare il campo, a portare il vaccino e ci assicura che, se vogliamo, la vittoria non sarà del male.
E’ necessario che ciascuno riscopra e coltivi il bene ed il positivo che gli è stato affidato, che si porta dentro; il bene ed il positivo nascosto o addirittura sepolto nel campo del vicino. Il primo a scendere nel campo o in miniera è il Signore: Non lasciamolo solo, diamogli una mano!.
 

16/07/2020

Non è bene che l’uomo sia solo. Ma guardare agli altri, aprirsi, interessarsi, entrare in relazione genera altruismo, come, al contrario, può rafforzare le proprie difese immunitarie, vale a dire egoismo; puro e gretto egoismo!
Guardare agli altri spinge alla comprensione, al rispetto alla gratitudine, ma anche al giudizio ed alla condanna.
Abbiamo una regola d’oro per evitare strade e mete fuorvianti: “ama il prossimo tuo come te stesso”.Ma per amarsi e per amare occorre riconoscere e valorizzare pregi e difetti propri ed altrui!.
 

03/07/2020

La lunga e forzata convivenza con il COVID-19 ci ha ricordato spesso che esistono persone le quali pur risultando positive - in seguito a specifici esami - sono tuttavia asintomatiche, non presentano cioè alcun disturbo o sintomo riferibile alla malattia.
Mi è giunta, e mi ha colpito, una riflessione che oso riproporre: “tante persone, e forse anche noi, risultano dai registri parrocchiali, battezzati; vale a dire cristiani positivi . Cristiani positivi ma asintomatici: anonimi, insipidi, inutili, sprecati”.
Gente che esiste senza vivere.
Che peccato!

 

18/06/2020

Credo che tutti, chi più chi meno, nel corso della giornata ci “connettiamo”. Parliamo ed ascoltiamo; leggiamo e mandiamo messaggi e foto; navighiamo guidati dal telecomando o dalla tastiera del computer. Entriamo nella miniera delle relazioni che ci arricchiscono come pure potrebbero derubarci. Gli incontri, infatti, possono completarci come pure impoverirci se giocano sulla superficialità e sulle emozioni, o se usano il fascino del pensiero dominante per cancellare la nostra originalità e ridurci a fotocopie.
Mi pare che sia da rivalutare un antico mezzo di comunicazione : la “carta stampata” , il “libro”.
La lettura, con il suo lento scorrere, aiuta a pensare e a confrontare con la verità lucente o pallida che ciascuno si porta dentro, quanto viene scritto e offerto. La lettura impegna a scegliere, a decidere con discernimento, senza precipitazione.
Si potrebbe dire, parafrasando un noto proverbio, che: “chi trova un buon libro, trova un tesoro”.

 

06/06/2020

Per natura siamo socievoli, aperti alla relazione. Chi si isola, o peggio è tagliato fuori, ne soffre. Perciò ammiriamo chi sa tessere buone relazioni, mantenere onesti contatti, creare giusti rapporti.
Potremmo sintetizzare le molte parole a favore della socievolezza con il proverbio: <chi trova un amico, trova un tesoro>.
Non possiamo però ignorare l’altra faccia della medaglia. Ci accorgiamo infatti come sia difficile mantenere buone relazioni.
Siamo cioè consapevoli che l’armonia e l’ equilibrio del vivere insieme si nutrono con il rispetto e l’accoglienza, e che essere in relazione, ossia “relativi”, può comportare vincoli e legami di dipendenza, dovuti alla diversità dei ruoli ed alle caratteristiche individuali.
Il bene si costruisce non tanto con la uniformità o uguaglianza ma con la generosa sussidiarietà e collaborazione che non azzerano ma valorizzano le doti personali.
Chi continua a dire che è meglio essere soli che male accompagnati forse non ha sradicato ancora dal proprio orticello la gramigna dell’egoismo e della presunzione!

 

28/05/2020

Il 31 maggio del 2017 moriva P. Modesto Paris. Lo ricordiamo con affetto, ammirazione, rimpianto. Sentimenti che esprimiamo in mille modi. Vorrei invitare a trasformare il ricordo in memoria perché mi pare che la memoria spinga con più coerenza alla imitazione. Pensiamo all'ottimismo, alla condivisione, alla speranza che avrebbero accompagnato il nostro nel difficile momento che stiamo attraversando. P. Modesto ci chiede di fare memoria concretizzando questi suoi atteggiamenti nel nostro quotidiano.
Fare memoria vivendo con trasparenza e generosità che hanno la prima sorgente nella fiducia in Dio, in Dio Padre.
 

23/05/2020

Il cammino della “fase due” che stiamo percorrendo, da una parte ci conferma nella speranza - calano infatti ,seppur lentamente contagi, ricoveri, decessi - ma ugualmente ci prospetta tempi duri per il lavoro, l’economia e per lo stile di vita cui eravamo abituati.
Siamo tutti coinvolti , tutti dovremmo sentirci responsabili. Per questo seguiamo quotidianamente, con interesse, l’evolversi della situazione.
Ma l’attenzione va rivolta anche un altro aspetto, non meno importante. Parlo dell’aspetto religioso che arricchisce la nostra vita di una dimensione verticale e che ha risentito e risente, positivamente o meno, del clima che stiamo vivendo. Anche il cammino con e verso Dio sta procedendo al passo della “fase due”. Anche in questo cammino c’è il rischio di indugiare eccessivamente sulle analisi e i conteggi, anziché andare oltre, e progettare il futuro.
Le due festività, Ascensione e Pentecoste, ricordate dal calendario di questi giorni ci rassicurano che non saremo soli perché “Io sono sempre con voi, sempre” anche quando la strada è in salita!
 

14/05/2020

Certamente conosci il detto: <fare di necessità virtù>. Massima che può aiutare ad affrontare meglio il periodo che stiamo vivendo. Il più delle volte, le necessità impongono limiti, rinunce, privazioni, addirittura cambio di stili di vita. E tutto ciò pesa, infastidisce, costa. Ma è anche vero che i limiti che ci costringono a rallentare, a fermarci, a cambiare senso di marcia prevengono cadute, incidenti ed ostacoli di vario genere. Ebbene, anche dalle situazioni negative possiamo ricavare qualcosa, e a volte molto, di buono. Tornando a noi: la sobrietà, la pazienza, il silenzio, il distanziamento fisico e non solo – ma i problemi attuali condizionano ben più pesantemente – possono essere riscoperti come occasioni per riordinare la scala di valori che seguiamo ordinariamente e per eventualmente riequilibrare, le abituali relazioni e dipendenze che abbiamo con noi stessi, con gli altri, con le cose, con il mondo e, perché no ?, con Dio. Anche in cima a steli spinosi può fiorire una splendide corolle di fiori. I fiori delle virtù che sbocciano sui rami spinosi delle necessità.

 

05/05/2020

<Lontano dagli occhi, lontano dal cuore !>, recita un detto popolare per ricordare che alcuni buoni sentimenti del cuore, rischiano di venir meno quando non hanno la possibilità di esprimersi e manifestarsi in modo visibile, palpabile.

Ma è ugualmente vero che  legami    di amicizia, di stima e di amore possono, con la lontananza fisica, diventare più disinteressati, più sinceri, più saldi.

Tra le varie vignette circolanti in tempo di Covid-19, una mi ha fatto particolarmente sorridere e riflettere.

Raffigura un diavoletto il quale, con ghigno   e sarcasmo, si presenta al Padre eterno con  un compiaciuto: <ho fatto chiudere tutte le chiese!>

<E io> - risponde bonario il vecchio Padre - <ne ho aperto una in ogni casa!>.

Rifletto: <anche in casa mia?>.

 

28/04/2020

Le reazioni ed i dibattiti su questioni controverse risentono del carattere e delle componenti culturali di ciascuno. Bisogna tuttavia evitare che la propria sensibilità distolga l'attenzione dall'aspetto prioritario delle situazioni per non correre il rischio di trasformare la crisi in rivalità- all'interno ed all'esterno della Chiesa - tra schieramenti che impropriamente siamo portati a catalogare con termini estranei al vocabolario cristiano. Dimentichiamo per un momento di contrapporre il decreto circa la "fase 2" e la "reazione" della Cei, e lasciamoci coinvolgere, direttamente, dalla questione di fondo la quale, in momenti di crisi, stimola la riflessione e conduce a conseguenti scelte e decisioni non sempre facili ed indolori.
Da anni le nostre comunità cristiane sono, più o meno vivacemente, stimolate con il motto-programma: "meno messe e più MESSA". Ora il pungolo si fa più insistente. Siamo richiamati, dunque, a riscoprire la sostanza ed il valore della messa prendendo atto che gli “accessori o accidenti di filosofica memoria” possono mutarsi da validi aiuti ad impedimenti talora anche fuorvianti . Basti pensare ad alcune messe celebrate in occasione di matrimoni, funerali, prime comunioni, ecc ...
Partendo con questa determinazione sarà certamente possibile superare positivamente anche questo aspetto "religioso" della crisi o prova che stiamo vivendo.
Guai, poi, a dimenticare che anche nel mare in tempesta, sulla barca c'è Lui il quale sembra dormire. Ma non dorme!
 

14/09/2019

Riaprono le scuole. Ma quando mai, se in esse si insegna e impara a vivere, dovrebbero rimanere chiuse?
Perché, dunque, non sono aperte tutto l’anno e per l’intera vita di ciascuno, naturalmente con programmi e metodi idonei?
Sono domande provocatorie per invitare tutti a sedersi sui banchi, fossero pure gli ultimi, convinti e desiderosi di imparare. Perché non impegnarsi affinché la vita in famiglia, sul lavoro, e nella società sia una scuola a tempo pieno dove ci educa a vicenda con distinzione di ruoli ma con complementarietà? Riapriamo le scuole!
 

07/09/2019

La organizzazione di ogni movimento, associazione, gruppo prevede la promozione di iniziative – raduni, feste, attività ludiche e culturali, ecc … - che rafforzino tra gli aderenti il senso di appartenenza e di identità e possano richiamare nuovi aderenti.
L’impegno, non indifferente, degli organizzatori in genere viene ripagato dalla partecipazione e da commenti e giudizi favorevoli e ,a volte, anche dal bilancio economico.
Quando però si tenta una completa”resa dei conti” che guardi anche alle motivazioni fondamentale per cui si fanno certe cose, allora si deve constatare che certi messaggi che si voleva veicolare non sono stati recepiti e forse neppure trasmessi.
Rinunciare ad agire? Assolutamente no! Ma, con la ripresa delle attività, pensarci su affinché il seme che si getta con tanto entusiasmo non produca solo il dieci o cinquanta per cento ma realizzi tutta la potenzialità di cui è dotato.

23/08/2019

Si dice, a ragione , che parlando si possono risolvere pacificamente molti problemi. Non sempre però tale affermazione diventa realtà perché spesso si parla a “senso unico” senza attendere o provocare adeguata risposta. E’ necessario che le parole suscitino scambio, dialogo, relazione. E’ necessario che trasmettano idee e convinzioni. E’ necessario che siano accompagnate dalla coerenza. Soprattutto è necessario non separare mai il parlare dall’ascoltare.

03/08/2019

Non ho mai avuto il bernoccolo della geometria, eppure mi piace pensare che quanti vogliano dare senso alla propria vita la debbano modellare sull’immagine del triangolo equilatero che riempie uno spazio delimitato da tre lati equilibratamente ed armoniosamente collegati fra loro. Mancando tale armonia il triangolo diventa isoscele o addirittura scaleno. I lati da mantenere, con impegno, “equilateri” si chiamano Dio, Io ,gli Altri. Queste basi o colonne sono in grado di garantire una vita migliore per gli individui e di riflesso per la società. Provare per credere!

05/07/2019

Anche a qualcuno che ci tiene a definirsi cattolico “doc” dà fastidio che papa Francesco chieda con insistenza l’attenzione e la preoccupazione per quanti soffrono in mille modi. Certamente il papa non vuole e non può ridurre il vangelo ad una dottrina sociale ma deve ricordare – e ce n’è bisogno - che Dio non abita solo i quartieri bene delle nostre città come non abita solo nelle periferie desolate. La presenza di Dio non è condizionata dagli appartamenti di lusso o dagli scantinati. La casa che Dio che si è costruita è l’uomo in carne ed ossa. Lì si fa trovare, lì va cercato, riconosciuto , rispettato ed amato. Ogni altro tempio non fa che custodire idoli creati dal devastante egoismo.
La missione del vangelo e dei suoi testimoni non è quella di dividere gli uomini e tantomeno di metterli gli uni contro gli altri. Al contrario e quella di invitare a riconoscersi come fratelli e a trattarsi di conseguenza. Torniamo a confrontarci con la parabola del buon samaritano.

29/06/2019

Spesso capita di distrarsi, di dimenticare. Pensiamo ad esempio a tutte le volte che durante conversazioni anche impegnative dobbiamo ammettere di “aver perduto il filo”, o a quando ci spostiamo da un luogo all’altro della casa alla ricerca di qualcosa che ci sfugge anche se è sotto i nostri occhi.
Più preoccupante è la superficialità che rischia di offuscare l’orizzonte, un tempo limpido ed invitante, che ci aveva spinti a scelte ed impegni significativi per la nostra vita. Tutto allora rischia di essere rimesso in gioco attraverso crisi le quali possono rinsaldare le motivazione iniziali come pure condurre alla amara constatazione di “aver tutto sbagliato”. Pensiamo ad esempio a quanti dicono di essere sul punto di perdere la fede perché, a loro giudizio, il papa, il parroco , il tale che pur frequenta la chiesa, dicono o fanno …. Se tali constatazioni, a volte comprensibili anche se non giustificabili, giungono ad intaccare una esperienza così qualificante quale è la fede significa che essa si fonda sulla emotiva simpatia suscitata da Benedetto o Francesco più che sull’ autentico incontro con Gesù forse emarginato a causa di superficiali “distrazioni e dimenticanze” .

13/06/2019

L’invito a non giudicare fa parte del bagaglio che si trasmette lungo ogni processo formativo ed educativo. La norma tuttavia dovrebbe essere maggiormente esplicitata e completata. Giudicare, infatti, è una delle facoltà più esclusive e qualificanti . Lo conferma il termine “giudizioso” che esprime ammirazione per una persona soprattutto se di giovane età.
Giudicare significa saper distinguere, separare e scegliere dopo accurato dialogo, sereno confronto, motivata rinuncia. Giudica rettamente chi agisce secondo coscienza e non sotto la spinta dell’emozione, dell’interesse egoistico, del pregiudizio, del pensiero dominante.
La regola d’oro va quindi completata con: “non giudicare superficialmente, affrettatamente, indipendentemente”.
Infine, prima di accomunare nel giudizio l’azione e che la compie, occorre camminare nelle scarpe di che agisce, almeno per una settimana. E’saggio e giusto.

01/06/2019

Purtroppo, realisticamente e frequentemente dobbiamo constatare la presenza del male in mille forme e apparenze. Non basta però limitarsi ad individuarne cause e responsabili.
Si può fare qualcosa di più come suggerisce Massimiliano Bardotti in Diario di segreto di un uomo qualunque:
“ La questione del male alla fine è molto semplice. C’è .
Esattamente come il bene. A noi la scelta”.
Riflessione buona, consolante e … impegnativa, non vi pare?

27/05/2019

Dopo la esultanza di alcuni ed il rammarico di altri è il momento dei veri politici, di quanti cioè hanno a cuore il bene comune.
Siamo ammaestrati dalla storia che i principi “non negoziabili” - perché ritenuti fondamento di ogni retto comportamento individuale e sociale - né si difendono, né si diffondono con leggi costrittive o permissive, ma si conservano e fortificano mediante convinzioni nate dalla conoscenza convalidata dalla testimonianza.
Non basta quindi, sotto le elezioni, individuare delegati incaricati di “bonificare” la società in ogni dimensione e livello, ma occorre impegnarsi perché le elezioni siano veramente democratiche cioè espressione di un sentire comune. Voce di popolo non plagiato dalla piazza ma attivamente proteso alla realizzazione delle migliori aspirazioni di cui , più o meno consapevolmente, siamo depositari e gestori. E’ compito della politica ravvivare e favorire tale consapevolezza. La politica non deve ridursi a carriera più o meno ambiziosa e redditizia per alcuni, ma essere interesse e impegno costante per ciascuno.

17/05/2019

Al ripetersi di significativi eventi, positivi o negativi, si presenta la domanda se sia più realistico cedere al pessimismo ed allo scoraggiamento, o alla fiducia e alla speranza. Neppure il riferimento alla storia fornisce una risposta univoca; nel passato troviamo infatti e di che rallegrarci e di che piangere.
Ma il cristianesimo offre ai credenti motivi di ottimismo.
Tutto ciò che è stato messo al mondo è buono, è bene. Anche, e soprattutto, l’ essere umano al quale è stata affidata la custodia e lo sviluppo dell’intero creato. Quando le cose non hanno funzionato o non funzionano non sono mancati e non mancano i richiami e gli interventi di Dio il quale, però, non ritira la patente di guida, ma si limita ad affiancarsi al conducente richiamandolo ad un uso responsabile della libertà e volontà, di cui è dotato, secondo un preciso codice stradale
A rendere il traffico più scorrevole o lento basta, a volte, un solo autista responsabile o meno.
Domandiamoci allora: come sto guidando?

04/05/2019

Molti di noi saranno interessati e coinvolti, più o meno direttamente, nelle feste di “prima comunione” che in questo periodo si celebrano nelle comunità parrocchiali. Una buona occasione per ritornare indietro negli anni e ripensare al tratto di strada, più o meno lungo, fatto “in comunione, insieme a Luì: Gesù”.
La vita di ciascuno è segnata dalle situazioni, dagli incontri e dalle successive relazioni che ne nascono: si pensi alla famiglia, alla scuola, al mondo del lavoro, alle amicizie, ecc … Un insieme di relazioni a volte difficili e pesanti, ma anche un insieme di relazioni che ci hanno accompagnati, sostenuti, gratificati. Fare comunione con Gesù è un fidarsi di Lui che dice di essere Via, Verità e Vita, elementi essenziali per una dignitosa esistenza. Fare comunione, o meglio vivere in comunione, non si realizza appieno con la “prima comunione” ma richiede continuità e stabilità, coerenza e disponibilità.

26/04/2019

Quando si partecipa con vivo interesse a qualche manifestazione, incontro, appuntamento non ci si accontenta di essere presenti come semplici spettatori ma si prende parte e ci si lascia coinvolgere. Ciascuno di noi ricorda senz’altro eventi vissuti che hanno influenzato la propria vita.
La celebrazione delle feste religiose si ripropone tale scopo.
A Pasqua, partecipando a riti religiosi, abbiamo sentito ripetere che Cristo è risorto e ci crediamo, ma forse ancora stentiamo a sentirlo appieno, vivo accanto a noi quale affidabile, generoso ed anche simpatico compagno di viaggio.
E’ utile ricordare che anche in questo caso vale la regola delle buone amicizie le quali, nate forse da incontri casuali, crescono e durano solo frequentandosi!

21/04/2019

Che tempo farà nei prossimi giorni? La liturgia della Chiesa risponde: "sfolgora il Sole di PASQUA" e con esso la luce e il calore, la primavera e la Vita. Spalanchiamo porte e finestre! AUGURI

13/04/2019

La liturgia della Domenica delle Palme fa rivivere gli atteggiamenti con i quali Gesù è stato ed è tuttora accolto. Siamo condotti a Gerusalemme affollata di pellegrini giunti per celebrare la Pasqua ebraica.
Un piccolo gruppo accoglie Gesù, anch’egli pellegrino, come l’atteso salvatore; alcuni grideranno tra qualche giorno ”sia crocifisso”; altri, forse la maggioranza, lo ignorano.
Anche ciascuno di noi è chiamato a schierarsi e ad esaminare, più che la consistenza numerica dei vari gruppi, le motivazioni della propria scelta di appartenenza. A scanso di adesioni superficiali e transitorie o peggio opportunistiche.
Il rametto di ulivo, che oggi portiamo a casa, manifesta accoglienza e disponibilità verso “colui che viene nel nome del Signore”. Si tratta di una accoglienza la quale, se coerente e perseverante, libera anziché condizionare; di una accoglienza che dona prima di chiedere. Si tratta di accettare o meno, di essere rimessi a nuovo, di rifiorire. Di fare Pasqua!

05/04/2019

Viene portata da Gesù, per averne o meno l’approvazione, una donna condannata a ad essere uccisa a sassate. Così leggiamo nel vangelo di questa V domenica di quaresima. Gesù , nel dare la sentenza , non si lascia influenzare né da calcoli di tornaconto personale, né dalla opinione pubblica. Egli vede davanti a sé , prima che una donna che ha peccato, una persona. E la salva non solo dai giustizieri , i quali ad uno ad uno abbandonano la scena, ma dalla sua stessa miseria: “và e non peccare più”.
Una salvezza totale, un nuovo inizio, una risurrezione. Una vita nuova resa possibile da un incontro a tu per tu, diretto, cuore a cuore.
E’ il miracolo che la Pasqua può ripetere in ciascuno di noi. Se lo vogliamo!


30/03/2019

Non sempre le novità portano miglioramento e progresso, sempre però il miglioramento ed il progresso richiedono cambiamento e novità. La quaresima che stiamo vivendo ci invita con insistenza alla conversione, ad un cambiamento che produca miglioramento. Ci vengono ricordate le parole di S. Paolo: “Se uno è in Cristo é una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove” (II Cor 5,17).
Perché ciò avvenga si richiedono necessariamente due elementi: il materiale da rielaborare ed un progetto adeguato.
Il primo materiale su cui intervenire è innanzitutto la nostra vita personale che spesso cerchiamo di gestire in modo egoistico e quindi ingiusto, mentre il progetto è indicato in due parole: “in Cristo” . Egli ci ha detto infatti: “imparate da me”.

22/03/2019

Mi lascio guidare, in questo tempo di quaresima, dalla segnaletica che accompagna il cammino verso la Pasqua, segnaletica visibile nei testi della Bibbia che vengono proposti nelle tappe domenicali.
Emblematica la figura di Mosè (Es 3, 1-8; 13-15), un ebreo che vive in un ambiente in cui è molto evanescente il ricordo del “Dio dei Padri”; del Dio che si è rivelato con benevolenza ad Abramo. Le vicende della vita hanno portato Mosè lontano dal suo popolo ed ora egli è preoccupato di guadagnare il pane per sé e per la propria famiglia. Poi il segno del fuoco che non consuma, di cui ci parla il brano citato, e la decisione: “voglio avvicinarmi a vedere questo meraviglioso spettacolo”.
E Dio torna a farsi vivo: “ho osservato la miseria del mio popolo … sono sceso per liberarlo”.
L’incontro cambia la vita di Mosè e di tutto il popolo al quale egli è mandato.
Un avvenimento di circa 4500 anni fa e che si ripete oggi, in mille forme, per fare scuola anche a noi sempre più convinti, o meglio illusi, di poterci gestire indipendentemente dall’Alto.

16/03/2019

Anche chi crede di aver dimenticato o perduto la fede, conserva la nostalgia ed il desiderio di un mondo diverso e, soprattutto, migliore.
Il cristiano si sente depositario e responsabile di questa attesa. Egli è chiamato sul monte – come leggiamo nel brano evangelico di questa seconda domenica di quaresima – per avere la possibilità di scoprire ed interpretare altri orizzonti. Bisogna però salire, seppure con fatica e lasciarsi coinvolgere in un incontro, la preghiera, che permette di vedere “aspetto nuovo e vesti candide e sfavillanti”. Per constatare e concludere con soddisfazione: “ Maestro, è bello per noi stare qui”.
E’ l’ esperienza e l’occasione che ci si offre ogni settimana, la domenica, a messa!

09/03/2019

La parola “ quaresima”, di origine latina, indica il periodo di “quaranta giorni” che precedono e preparano la Pasqua, festa che invita i cristiani ad immedesimarsi, fin d’ora, con Gesù risorto vivendone appieno il messaggio. Anche a costo di scelte difficili ma pur sempre gratificanti.
Il comune modo di dire: ”lungo come un quaresima” certo non è un accattivante lancio pubblicitario di tale periodo, anzi …! Ma a ben riflettere si capisce che le ricette della cura quaresimale sono quanto mai attuali ed efficaci.
In digiuno inteso soprattutto come distacco dal superfluo, spesso dannoso; la elemosina praticata come attenzione e sollecitudine verso chi è nel bisogno, non solo materiale; la preghiera che permette a Dio di condividere il nostro quotidiano privato e non, sono gli ingredienti che risvegliano il colore ed il sapore della esistenza.
Una quaresima vissuta così può liberarci dalla “quaresima sbiadita” che ci portiamo dentro e che invano cerchiamo di scacciare con i colori accattivanti del carnevale che vorremmo ci accompagnasse giorno dopo giorno.

02/03/2019

Non sempre il passaggio da una stagione all’altra avviene secondo i nostri ritmi o attese, nondimeno è inarrestabile e insopprimibile. Così è per la primavera ormai alle porte.
C’è un’altra primavera che attendiamo forse meno palesemente ma con uguale desiderio e speranza: la primavera che rigenera il mio cuore e quello degli altri; il mio e il nostro stare al mondo. Questa primavera si chiama riscatto, liberazione, balzo in avanti, salto in alto. Si chiama Pasqua di risurrezione.
La quaresima che la precede vuole liberarci dai rami secchi e dalle foglie morte che impediscono all’albero di rivestirsi di foglie e fiori nuovi e di arricchirsi di frutti migliori.

22/02/2019

Spero di non annoiare alcuno per la insistenza con la quale, ancora una volta, parlo della importanza di curare le buone relazioni interpersonali capaci di colorare anche il quotidiano più grigio.
Ho letto recentemente quanto ricordato da Papa Francesco e ci ho riflettuto: “Non tutti possono essere considerati amici: gli amici infatti si possono e si devono scegliere. Tutti però possono e devono essere considerati fratelli”.
Amici si diventa, fratelli siamo nati.
Ecco dunque una solida base o pedana di lancio per ridipingere gli interni delle nostre abitazioni, le facciate dei nostri caseggiati, le vie dei nostri quartieri.

16/02/2019

Se ad una persona abituata a lamentarsi di come vanno le cose si consiglia di adattarsi, si corre il rischio di essere fraintesi. Adattarsi, infatti, viene giudicato come rinuncia, cedimento, compromesso interessato.
Ma adeguarsi significa, innanzitutto, rendersi conto e quindi informarsi, confrontarsi, aggiornarsi, ponderare, valutare ed agire di conseguenza.
Adeguarsi , quindi, non è invito a ritirarsi ma stimolo alla ricerca di ciò che è meglio e dei mezzi più efficaci per raggiungerlo.
Adattarsi non è cedere le armi “pro bono pacis” ma continuare a combattere, quando ne valga la pena, senza colpo ferire.

09/02/2019

Dalla qualità delle relazioni con gli altri dipende in buona parte la serenità del nostro quotidiano. E questo sia fra le quattro mura di casa, che sul lavoro o negli incontri occasionali più o meno coinvolgenti.
Lasciarsi condizionare dalle impressioni o da giudizi affrettati è ingiusto e controproducente. Occorre procedere con prudenza e discernimento. Soprattutto non bisogna dimenticare che dietro la maschera che a volte deturpa il volto di alcune persone sopravvivono bellezza e dignità non apprezzate o peggio deturpate e apparentemente distrutte. Si tratta di riportarle alla luce e all’originario splendore! Non limitarsi a vedere ma impegnarsi a guardare!

01/02/2019

Domenica 3 febbraio si celebra la giornata per la Vita. Si era partiti 41 anni fa per scongiurare la legalizzazione dell’aborto. Oggi ci ritroviamo a difendere la vita anche da chi considera conquista la eutanasia sotto varie forme, da chi giustifica con leggerezza il suicidio, da chi con calcolo egoistico o per sola indifferenza espropria milioni e milioni di persone dal diritto non solo di vivere ma di vivere dignitosamente. Con quanti pretesti ed interessi distorti si procurano o si tollerano simili drammi! L’istinto innato della conservazione e del desiderio di una vita migliore bastano a convincere che la vita sia un dono. Un dono da apprezzare, rispettare e difendere in se stessi e in tutti gli altri. Un dono che nessuno ha convenienza o diritto a sciupare e tantomeno a distruggere. Nei giorni scorsi si e detto e ripetuto che non dobbiamo perdere la memoria di quanto è stato fatto o permesso durante la seconda guerra mondiale. Una vignetta, circolata in queste ore, raffigura un nero che dal parapetto di un barcone guarda un lontano orizzonte, la didascalia ne esplicita il pensiero:”finita una memoria se ne fa un’altra”. La celebrazione del 3 febbraio ci chiede di non permetterlo.

26/01/2019

Come fa piacere trovare in un ufficio, in un negozio, sul bus persone disponibili e gentili che rispondono, informano ed intervengono con gentilezza non affettata, con prontezza, con attenzione, con premura. Niente di straordinario ma un qualcosa che va oltre la buona educazione. A me è capitato recentemente nella biglietteria di una piccola stazione ferroviaria. Me ne sono rallegrato ed ho riflettuto: “quanto poco basta per sentirsi a proprio agio e , conseguentemente, quanto poco … per trasmettere serenità a persone e ambienti”. Un “tanto poco” di cui siamo creditori ed al tempo stesso debitori. Un “tanto poco” da non sprecare!

 

19/01/2019

Mi hanno donato un libro – forse perché non sono capace, ma neppure lo voglio, di nascondere gli anni evidenziati dalle rughe del mio volto - , un libro che insegna a valorizzare il tempo capace, col passare degli anni e dei decenni, di traghettarci alla saggezza che rende matura e serena la vita.
Leggendolo vi trovo riflessioni e consigli quanto mai opportuni. Viene evidenziato come quando si è giovani ci si preoccupa giustamente del futuro e lo si insegue anche a costo di adattamenti, di rinunce o addirittura di compromessi.
L’età matura, al contrario, costringe a concentrarsi su se stessi e a gestirsi con quanto si tiene nelle mani. E’ inconcludente e devastante ostinarsi - anche a rischio di cadere nel ridicolo - a seguire atteggiamenti e mode esclusive dei giovani e tentare così di trattenere o almeno di prolungare la giovinezza comunemente considerata l’età migliore.
In realtà è l’età che avanza che permette di riscoprire e mettere a frutto il tesoro della propria personalità, liberandola dai condizionamenti, a volte negativi, imposti dalle persone e dai contesti del quotidiano. Da qui il consiglio a guardarsi dentro con in propri occhi e a lavorare alla realizzazione delle proprie aspettative, indifferenti alle attese ed ai giudizi degli altri.
In effetti questo ragionamento è convalidato dalla esperienza, infatti la felice soluzione delle difficoltà dipende in buona parte dallo stato d’animo con cui si affrontano.
Proseguendo nella lettura del libro, però, si fa strada in me qualche riserva e perplessità. Pare si dia per scontato che nella miniera che siamo invitati ad esplorare vi sia solo “oro colato” o diamanti già finemente lavorati e trasformati in preziosi monili. Sembra di leggere che il proprio carattere, il proprio sentire, il proprio io debbano difendersi o riscattarsi solo da ogni confronto con il mondo esterno e con Dio stesso .
Sebbene a volte le relazioni con gli altri e con l’Altro, perché condizionate da formalismo e superficialità, abbiano prodotto effetti negativi, sarebbe desolante eliminarle dal nostro crescere.
Essere liberi non equivale ad essere indipendenti!
E’ stata questa la tentazione cui ha ceduto l’Adamo della bibbia il quale ha preteso di erigersi a misura del bene e del male sganciandosi da ogni riferimento considerato umiliante dipendenza.
L’esperienza e la fede, al contrario, mi confermano che chi si sente libero solo perché totalmente indipendente dagli altri e da Dio, rischia di ritrovarsi schiavo. Schiavo di se stesso.

05/01/2019

Può succedere che le feste, anche quelle religiose, perdano in armonia e serenità - a causa di assenze, preoccupazioni, inviti non ricevuti od omessi, ed anche spese vere e proprie - a scapito del divertimento inteso e programmato come evasione e fuga dal quotidiano. Ma non bastano, per fare festa, l’allegria e il divertimento perché l’ elemento essenziale della festa è il ricordo e la celebrazione - cioè la memoria - di un evento gioioso capace ancora di generare gioia e, conseguentemente, allegria e divertimento.
Con la fine delle festività natalizie scompaiono i segni della festa. Auguriamoci di custodire ed accrescere i motivi e i frutti di quella gioia nata con l’ annuncio degli angeli sulla grotta di Betlemme in occasione di un Natale veramente speciale!

29/12/2018

Ciascuno di noi si porta dentro - forse dimenticati o addirittura soffocati - progetti, desideri e sogni . Mille ragioni e mille esperienze ci possono spingere a tener chiuso il cassetto; ma mille ragioni, ed una in più – al contrario - ci convincono a riaprilo, a ripartire, riprovare. Chi crede nel Natale crede anche nell’Anno nuovo e nel domani migliore. Ci crede e ci spera perché si ritrova con energie e possibilità che sente di voler e dover utilizzare: per sé e per altri. Anche se alcuni chiudessero gli occhi, non è questa una buona ragione per non accendere la luce o per spegnerla. E poi: serve più accendere un fiammifero che maledire le tenebre!

22/12/2018

Il Natale non è ancora programma realizzato, traguardo raggiunto, vittoria conquistata.
La nascita di Gesù, al contrario, è stata e continua ad essere una linea di partenza. Il Figlio di Dio, con la sua presenza fra noi, è venuto infatti ad indicarci la strada ed anche a provvederci del necessario equipaggiamento per un lungo e faticoso viaggio. Se la meta appare ancora lontana, se la pace e la giustizia, la collaborazione e la sussidiarietà, la benevolenza ed il perdono non sono ancora fioriti ovunque, è perché il seme fertile che ci è stato donato è caduto su terreno sterile o refrattario della superficialità e dell’egoismo. Perché possa germogliare, crescere e portare frutto dipende quindi da noi, da ciascuno di noi!
Al lavoro, dunque, e buon Natale!

15/12/2018

Chi si mette in viaggio, per venire o andare, desidera e si augura una buona accoglienza.
A Natale siamo invitati ad accogliere “Colui che viene nel nome del Signore” e quanti – in definitiva tutti – Gesù considera parte di sé: “qualunque cosa, in bene o in male, avete fatto agli altri l’avete fatta a me”.
Ma anche chi accoglie ha bisogno di essere accettato, accolto, abbracciato. Solo allora un incontro matura in accoglienza, si trasforma in dono. Dono reciproco che arricchisce chi dà e chi riceve.
Con umiltà e fiducia mettiamoci dunque in cammino, in viaggio, in ricerca.
Buon viaggio!

09/12/2018

Se vuoi veramente un “Natale che sia tale” indossa il vestito adatto, confacente! Liberati delle vesti spesso sfilacciate o peggio, abbandona il taglio di capelli e gli ornamenti de quanto ti fa sentire alla moda ma non te stesso. . Ricerca e torna ad indossare la veste simbolica che ti è stata donata il giorno del tuo battesimo e che ti tè stata consegnata con le parole: “rivestiti del Signore nostro Gesù Cristo” . E’ ora di ritrovare, ripulire, rammendare e , soprattutto, indossare tale veste. Tale stile di vita. Ogni altro vestito non ti si addice. Non è stato cucito per te.

01/12/2018

Rischierai, affrettatamente, di catalogare come “luogo comune “ da sorvolare quanto hai cominciato a leggere. Eppure – come più di una volta ho osato proporre – abbiamo bisogno di riappropriarci del vero significato dei gesti e delle parole più usuali.
Il 25 dicembre è festa. Festa di chi, festa perché? Le risposte vengono dal modo con cui si “festeggia”: al mare o sulla neve; in famiglia o in vacanza; seguendo o meno rituali e menù tradizionali …
Ma la risposta vincente rimane - pur sempre - : è Natale. E Natale significa nascita, compleanno. Quindi il 25 dicembre si ricorda che è nato Gesù il quale è venuto a portare a ciascuno di noi il bacio di Dio!
Non è motivo sufficiente per rallegrarsi, festeggiare? Corriamo dunque incontro a chi viene a noi con le braccia spalancate.
 

25/11/2018

Ciascuno di noi, più o meno coscientemente e responsabilmente, cerca e difende la propria libertà.
Nel vangelo troviamo che è la conoscenza e la coerenza con la verità a renderci liberi. Gesù stesso nel processo di fronte a Pilato afferma di essere “re”, guida responsabile dei suoi in quanto è testimone della verità che rende credibile con il suo insegnamento ed esempio.
Vale la dunque la pena lasciarci guidare da Lui! O no?

17/11/2018

Come è vero che le parole si moltiplicano quanto più la realtà da esse significata vien meno, è altrettanto vero che esse non vengono più usate quando scompare dalla vita ciò che esprimevano ed indicavano. Così si parla tanto di pace perché le guerre continuano a prosperare , ma raramente si sente parlare, ad esempio, di spiritualità, di valori religiosi, ecc … Non bisogna però essere facili a giudicare perché alcuni tesori vengono custoditi gelosamente o manifestati e partecipati in modo diverso ma ugualmente apprezzabile. Si pensi alle varie forme di solidarietà e di volontariato che hanno sostituito il termine “carità” ma ne hanno moltiplicato i frutti. Non preoccupano le parole che cambiano o scompaiono. Il rischio incombente è quello di rendere vane ed inutili le parole separandole, incoerentemente o peggio interessatamente, dalla realtà da esse significata.

10/11/2018

Una delle più grandi gioie della vita consiste nel potersi relazionare serenamente, cioè nel capirsi, nel comunicare, nell’accogliersi, nel riuscire contemporaneamente a dare e a ricevere. E’ quindi importante curare adeguatamente i mezzi e gli strumenti che rendono possibile e appagante la relazione. I segni, il linguaggio, i mezzi della comunicazione cambiano e progrediscono; ne favoriscono la crescita ma anche a volte sono usati solo per pubblicizzare prodotti, crearne il bisogno, incrementarne il consumo, e le vendite.
La religiosità, le preghiere, la liturgia servono per comunicare, per facilitare la “connessione” con Dio. Scadono in pubblicità quando si limitano ad incrementare l’emozione ed il fervore, senza giungere a coinvolgere - sia pure gradualmente -, la ragione e la volontà che rendono responsabile l’agire umano. Se l’emotività favorita dalla architettura del tempio, dalla vivacità delle celebrazioni, dalla creatività dei riti e dei canti, dalla partecipazione attiva dei presenti, ecc …, non avvicina all’Altro e non conduce all’incontro con Lui - che pure si rende presente, parla ed agisce con la grazia dei sacramenti - rimane sterile autocompiacimento dei singoli o dei gruppi; una buona partenza su una strada senza sbocco; un limitarsi all’innamoramento senza aprirsi e giungere all’amore.

04/11/2018

“Sporcarsi le mani”. “Avere le mani sporche”. Due espressioni che usano le stesse parole per esprimere constatazioni e giudizi opposti. Si sporca le mani chi “non se ne lava le mani”, colui che si interessa fino a lasciarsi coinvolgere e se necessario a pagare di persona, anche quando si tratta di interessi che non lo toccano direttamente. Ma esiste qualcosa di bene o di male che non possa interessare tutti ed ognuno? Al contrario chi ha le mani sporche è colui che ha messo se stesso non accanto agli altri, ma sopra gli altri o addirittura contro gli altri.
Diceva don Lorenzo Milani che non merita lode chi ha le mani pulite solo perché le ha sempre tenute in tasca. Chi “mette le mani in pasta” potrà anche sporcarsele senza, però, “avere le mani sporche”!

28/10/2018

Un ponte collega: pensiamo a quello di 54 Km, inaugurato qualche giorno fa, che unisce Hong Kong a Macao. Un ponte può crollare, uccidere, separare e ostacolare: sanguina ancora la tragedia del Morandi.
Ci sono i “ponti”che rendono possibili e belle le relazioni fra i famigliari, i colleghi, le generazioni; sono però i più fragili: basta poco a “rompere i ponti” e generare sfiducia, isolamento o peggio. Ci sono poi i “ponti “che allungano ferie e riposo. C’è infine il “ponte” del silenzio, della riflessione, della lettura, del confronto leale che ci permette di raggiungere e incontrare noi stessi e di dare voce alla coscienza ed ossigeno alle potenzialità di ogni genere che spesso rischiamo di sottovalutare, zittire, soffocare. E’ un ponte che troppe volte teniamo transennato preferendo percorrere altre strade che riteniamo, pur ignorandone la meta, più agevoli e panoramiche. Rientrare in se stessi - in fondo si tratta di questo - prepara a percorrere tutti gli altri “ponti” in sicurezza.. Rientrare in se stessi e ritrovarsi può richiedere di tagliare alcuni ponti , certamente però ne progetta e costruisce altri. Stabili, affidabili!

21/10/2018

Domenica 14 ottobre ennesima dimostrazione di ricordo, affetto e gratitudine nei confronti di P. Modesto, ma soprattutto di testimonianza che il suo agire sprizzante coraggio, generosità, lungimiranza e fede è stato apprezzato, ereditato e viene messo a frutto. Lo hanno dimostrato chiaramente le decine e decine di persone di ogni età presenti alla inaugurazione della piazzetta, antistante la chiesa di S. Nicola in Corso Firenze (Genova), dedicata alla sua memoria. La manifestazione è stata preceduta da riunioni ed incontri di verifica e di programmazione per quanto bolle in pentola. La “Fondazione P. Modesto” è infatti presente ed impegnata in vari paesi e su molteplici campi. L’augurio quindi che “l’aquilone continui a volare nonostante o grazie al vento contrario”. A volare nella direzione giusta: verso l’alto!

13/10/2018

Quanti, e sono molti, guardano in alto alla ricerca del volto di Dio non dovrebbero trascurare di abbassare lo sguardo e all’occorrenza di inginocchiarsi, per riconoscerlo anche nel volto di chi cammina loro accanto. Sta scritto infatti: “Dio fece l’uomo, ogni uomo, a sua immagine e somiglianza “ e ancora: ” qualunque cosa – in bene o in male avete fatto agli altri, lo avete fatto a me”.

07/10/2018

Condivido con voi esperienza e riflessione. Qualche giorno fa ho celebrato la messa per un funerale. Al rientro in sacrestia ho trovato le persone che in precedenza avevano chiesto, per la stessa ora, la messa per un loro defunto e si sentivano danneggiate, per non aver sentito ricordare il nome del loro congiunto, tanto da chiedere come risarcimento la restituzione della offerta. Il disappunto, tanto per usare un eufemismo, si è accentuato nonostante la dimostrazione che la messa “prenotata” non era stata “soppressa” ma spostata di un giorno per il motivo imprevedibile e facilmente comprensibile. A nulla, poi, è valso l’invito a riflettere che il valore della messa non si misura dal tono della voce con cui si ricorda un defunto, ecc … La risposta è stata che: “come dice il papa, le messe non si dovrebbero pagare; voi preti invece … e poi vi lamentate che le chiese si svuotano, ecc …”.
Sono rimasto sconsolato ma sereno ed ho concluso, fra me e me: “quanto lunga e faticosa è la strada che ancora si deve percorrere”. Insieme!

30/09/2018

Dopo la pausa estiva sono riprese appieno le attività: sul lavoro, nella scuola, nelle associazioni, nei movimenti di volontariato, nelle comunità parrocchiali, ecc …
Molteplici sono le motivazioni che spingono ad operare, una però non deve mancare mai: l’amore. Spesso viene citata la frase agostiniana: “ama e fa ciò che vuoi” che troviamo nel commento alla prima lettera di S. Giovanni. Ad evitare però che l’esortazione venga fraintesa e svuotata così della sua positiva efficacia è bene completare la citazione con quel che segue: “sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, perché da questa radice non può procedere se non il bene”.
 

24/09/2018

A me capita a volte – ma penso capiti anche a voi, a tutti - di avere la sensazione poco appagante di aver combattuto piccole o grandi battaglie con risultati apparentemente deludenti. Eppure le intenzioni erano buone e l’impegno generoso. Quando però leggo nel Vangelo, che ritengo fornire le armi o meglio gli strumenti più idonei per non abbandonarsi allo scoraggiamento, che si può vincere perdendo e si riceve donando, rialzo la testa e riprendo il cammino cercando di calcare le orme di Colui il quale con l’autorevolezza che merita piena fiducia invita : “tu, seguimi” .

16/09/2018

L’egoista è colui che pensa solo a se stesso, al proprio tornaconto e benessere da raggiungere anche a costo di ignorare e danneggiare gli altri.
Chi si comporta da egoista rischia di rimanere veramente solo.
Non fraintendiamo però! Pensare solo a se stessi diventa deprecabile se indissolubilmente è in compagnia dell’avverbio : solamente, solo.
Anche Gesù ci chiede di avere verso gli altri la stessa misura di amore e di interessamento che usiamo per noi stessi.
In effetti corriamo il rischio di trascurarci, di non ricercare il nostro vero bene rendendo così sterile anche il bene che riversiamo sugli altri.
Lasciamoci interpellare, di tanto in tanto dalla domanda : “dove e come mi trovo; cammino ma verso dove e perché; come sono e come dovrei e vorrei essere, …?”.
Chi vuole produrre e condividere buoni frutti deve preoccuparsi di curare l’albero, il proprio albero.

11/09/2018

Ripartire con il piede giusto! Riaprono le scuole e il ritmo della vita famigliare cambia. Cambia per coloro che hanno usufruito di un periodo più o meno lungo di riposo e di ferie. Cambia anche per chi, neppure per un istante, ha potuto interrompere il tram tram quotidiano.
Si ricomincia, si riprende: ancora una volta con il desiderio di voltare pagina, fare qualcosa di più e di meglio. In ogni campo, in ogni ambiente, in ogni attività personale e comunitaria.
Non è facile ma è possibile. Incominciamo col provare a guardare le persone con le quali viviamo, lavoriamo o semplicemente incontriamo non solo da quello che appaiono o vogliono apparire: guardiamole dentro senza indagare o peggio spiare. Non mancheranno le sorprese. Le buone sorprese.!

26/08/2018

Non lasciarsi stroncare ma neppure dimenticare il crollo del ponte autostradale Morandi che ha causato la morte di tante persone, ha ferito la vita dei loro cari, ha costretto intere famiglie ad abbandonare la propria casa e continua a causare enormi disagi per gli spostamenti nell’ambito cittadino, nazionale ed anche internazionale.
Totale la partecipazione solidale e l’impegno a ricostruire.
Altri ponti sono crollati e continuano a cadere. Sono i ponti delle relazioni umane che riescono a rendere meno pesante il traffico del nostro quotidiano. Sono i ponti che avvicinano i colleghi di lavoro e fanno della fabbrica o dell’ufficio una famiglia e della famiglia un nido caldo, accogliente e sicuro.
Ponti che crollano o rischiano di rovinare perché difetta la manutenzione. Perché si trascura il rispetto reciproco, la pazienza, il perdono chiesto e donato, la collaborazione, l’altruismo. In una parola l’amore. Mettiamo mano alla ricostruzione!

07/07/2018

Può capitare nei discorsi anche meno impegnati, come quelli occasionali dei giorni di vacanza, di sentir parlare e di esprimersi sulla figura e l’operato di papa Francesco. Con il discorso si arriva al confronto e al confronto seguono il giudizio e la scelta. A me è capitato recentemente di essere interpellato perché ritenuto, in quanto sacerdote, “addetto ai lavori”. Mi sono limitato a rispondere che nessuno è in grado, né tantomeno in diritto, di formulare giudizi complessivi. Ho risposto semplicemente: “missione del papa è quella di annunciare il Vangelo! Se quello che dice o fa - al di là della simpatia o della popolarità che suscita - mi aiuta a conoscere meglio e ad amare più coerentemente, Gesù Cristo: è il papa che “mi va bene!”.

16/06/2018

Hai ma riflettuto su quali siano le tue reazioni più immediate, frequenti e durature di fronte alle “diversità” quali differenza di idee, di fede politica o religiosa; differenza di gusti o di cultura; differenza di età o di stato sociale; differenza di nazionalità, di carattere o di abitudini,ecc …
A volte ne siamo infastiditi e reagiamo con la indifferenza o la fuga; a volte accettiamo la sfida del confronto che ci porta al rispetto, alla accoglienza e condivisione, oppure ci fa distinguere, allontanare, contrapporre.
In genere fa difficoltà ad accettare le diversità sopra elencate ed altre ancora, chi misura tutto secondo i propri gusti od interessi, mentre è più saggio e realistico chi ritiene che, per rendere colorato il mosaico della propria vita, ha bisogno di alcune tessere che potrà trovare solo negli altri.
Se tu fossi convinto che il tuo bene lo raggiungi solo cercando “il bene”; se tu credessi che devi provare prima dello scontro il confronto e prima del rifiuto la accoglienza; se ti rendessi conto che anche gli altri sono importanti come e forse anche più di te saresti in pace con te stesso e con tutti. Ti pare poco?
Ma ricordati: non separare mai la fiducia dal discernimento, dalla prudenza!

09/06/2018

Con la “esortazione apostolica” – così vengono chiamati alcuni importanti documenti -: “Siate nella gioia ed esultate” (Gaudete et exultate), del 19 marzo 2018, Papa Francesco ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santità. Essere santi, infatti, non significa adottare strane forme o inusuali stili di vita, ma lasciarsi attrarre ed immedesimare nel mondo di Dio. Un mondo che non separa dal quotidiano nel quale siamo immersi, ma che insegna ad interpretare ed affrontare il vissuto con la mente e il cuore di Dio: con gioia ed esultanza. Dal documento, di circa cento pagine di facile lettura, riporto il pensiero che sintetizza la riflessione sulle “beatitudini”: la segnaletica che il Vangelo pone sulla strada della santità e di conseguenza della felicità. Una segnaletica da molti ignorata o peggio scartata, perché non indica scorciatoie alternative ed illusorie: “Essere poveri nel cuore, questo è santità (70). Reagire con umile mitezza, questo è santità (74). Saper piangere con gli altri, questo è santità (76).Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità (79). Guardare e agire con misericordia, questo è santità (82). Mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, questo è santità (86). Seminare pace intorno a noi, questo è santità (89). Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità (94)”. Questa strada –viene costantemente ripetuto nel documento – si può percorre solo se ci si lascia prendere per mano da Colui che l’ ha indicata e che fornisce gratuitamente e generosamente il necessario equipaggiamento.

02/06/2018

Le parole, gli scritti, le immagini sono strumenti di comunicazione e ben sappiamo quanto, per noi di noi, sia importante ed essenziale intessere relazioni. E’ come respirare e nutrirsi. Come l’aria, però, può essere inquinata e il cibo adulterato, così il “traffico” della comunicazione può condurre fuori strada. Occorrono responsabilità e discernimento capaci di valutare la qualità di quanto si mette o si trova in “rete”. E la qualità, il marchio di garanzia – ce lo ricorda il Vangelo – sono autenticati dal cuore, dalle intenzioni, dalle motivazioni. Guai a comprare o commerciare beni contraffatti! Serviamoci dunque di filtri idonei e di bilance trasparenti.

25/05/2018

Si riaffaccia vivo il ricordo della notte tra il 30 e il 31 maggio dello scorso anno. Telefonata dall’ospedale di Sampierdarena, del fratello Andrea: P. Modesto è morto. L’altro fratello Lucio, anch’egli a Genova, e P. Angelo si precipitano, …. Comprensibile e generale sconcerto; seguono solenni, partecipate e commosse celebrazioni alla Madonnetta, a Mione paese natale e poi, … E poi si continua nel desiderio e nell’impegno di non disperdere ,ma anzi di completare e rafforzare, quanto P. Modesto ha detto, insegnato e soprattutto fatto. E il cammino di questo anno sta a testimoniare che dietro slogans e frasi ad effetto, utili ma non sufficienti, c’è la solidità dei sani principi e valori veicolati ed accolti. E’ questo il modo migliore non solo di ricordare P. Modesto ma di sentirlo presente, vicino. Di incontrarlo, come ci ripetiamo ogni volta che mensilmente ci ritroviamo attorno all’altare per la messa con la quale si può realizzare appieno la comunione con Dio dal quale ha origine la vita che va ben oltre i nostri orologi e calendari, oltre i nostri spazzi. Complimenti agli autori della vignetta apparsa sull’ultimo numero (333) de “Il Chiodo” i quali, dopo aver ricordato l’effervescente “mondo rangers”, affidano alla famosa nuvoletta fuori campo il messaggio: “anche fuori dalla vignetta … vi sono ancora vicino!”. 

20/05/2018

Tra i molti che si danno da fare per trasformare in meglio il mondo ve ne sono alcuni tentati di ritirarsi perché l’impresa è faticosa e i risultati appaiono inadeguati e insoddisfacenti.
Spesso l’insuccesso dipende dagli strumenti e dal metodo usati.
Prima di cedere le armi proviamo a lavorare secondo le indicazioni del seguente proverbio cinese:
“Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo paese.
Se vuoi cambiare il tuo paese devi iniziare dal tuo villaggio.
Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa.
Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso”.
Si dice e si crede quanti credono in Gesù Cristo hanno una marcia in più perché hanno ricevuto lo Spirito di Dio capace e desideroso di rinnovare il mondo. Sia operante, questo Spirito, anche nelle nuove generazioni che in questi giorni ricevono la prima Comunione e la Cresima.

13/05/2018

Il bene seminato continua a germogliare. Lo abbiamo constatato ancora una volta a Rumo dove si è tenuto il “campo di primavera” che ha radunato più di cento aderenti a: Ragazzi Rangers, Millemani, Insieme si vola, Mosaico, … Si è fatto il bilancio, si sono stesi programmi e, soprattutto, si sono rafforzate le convinzioni e le motivazioni. Calorosa come sempre la accoglienza della gente del posto, commovente l’incontro con P. Modesto prima al cimitero e poi nella santa messa. E’ passato un anno ormai dalla sua scomparsa ma continuiamo a sentirlo presente e con il suo esempio e la sua vicinanza andiamo avanti anche contro corrente.

 

05/05/2018

Ricordando l’educazione ricevuta in famiglia e a scuola, le persone di una certa età provano sgomento al ripetersi di atti di vandalismo, di violenza e di bullismo operati singolarmente o in gruppo da ragazzi adolescenti.
Al giusto lamento, alla doverosa preoccupazione, alla efficace reazione non manchi il rallegramento per i raggi di sole che continuano a squarciare le nubi.
Pochi giorni fa un giovane italiano, studente universitario in Inghilterra, ha diffuso le foto del proprio volto, insanguinato e tumefatto a causa delle violenze immotivate subite da tre minorenni, commentando di essere più addolorato e preoccupato che arrabbiato.
Addolorato e preoccupato per il futuro dei suoi aggressori certamente privi – se arrivati a tanto - di adeguato clima familiare e sociale.
Per avere buoni frutti – si può interpretare – è necessario curare gli alberi e le loro radici.

21/04/2018

Nel linguaggio “rangers” ritorna spesso la parola “recinto” con chiaro riferimento alla pagina del vangelo (Gv 10,11-18) che ci viene riproposta il 22 aprile, IV domenica di Pasqua.
Il recinto rimanda al cerchio, cerchio che esprime unità, comunione, solidarietà, amicizia.
Il cerchio richiama soprattutto convergenza al centro.
Gesù si proclama centro, punto di riferimento, guida, e chiede di essere ascoltato, seguito. Ce lo dice con le parole: “Io sono il buon pastore che si dona per le pecore, per difenderle, per custodirle, per farle crescere. Un pastore che guarda oltre il recinto e che aspetta trepidante, che anche le pecore ancora lontane ritrovino la strada verso il ritorno, il centro”.
Ricordando il pastore per eccellenza non possiamo dimenticare quanti, come Pietro, continuano ad essere chiamati da Gesù a pascere, con lui, le “sue” pecore. 

14/04/2018

Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?
Gli esperti alternano previsioni di bassa ed alta pressione; di correnti calde o venti dal nord e conseguente aumento o calo della temperatura, ecc …
Il nostro influsso sulle stagioni non va oltre attese più o meno confermate.
Al contrario possiamo e dobbiamo influenzare ed anche dominare le stagioni che riempiono di tepore o gelo, di serenità o nuvole, di fiori e frutti o rovi e bacche i nostri giorni e le pareti fra cui viviamo.

07/04/2018

Caro Modesto,
mancano poche settimane al primo anniversario della tua partenza per un Paese lontano ma ben conosciuto, un paese che giustamente amiamo chiamare Casa., casa del Padre e quindi nostra.
Con discrezione, anche se pubblicamente perché sicuro di dare voce a tanti altri, desidero intrattenermi con te - con più parole di quante ne usassimo un tempo - con la stima e l’affetto, spero reciproci, non scoppiati emotivamente ma costruiti ed anche difesi negli anni che ci hanno visto crescere non solo vicini ma soprattutto assieme.
Forse, se fossi stato di turno alla porta, quando hai bussato per chiedere di entrare in Casa ti avrei raccomandato ancora una volta di riordinare il tuo aspetto e curare più attentamente alcuni particolari, ma poi guardandoti più in profondità e leggendoti nel cuore, avrei aperto; non solo: avrei addirittura spalancato i battenti perché la onestà, la generosità, l’altruismo, l’amore verso il Padre e i Fratelli sono chiavi che aprono ogni serratura.
Perciò, alla domanda – che non può mancare in una lettera – “come stai?”, sono sicuro che risponderai, come eri solito fare, non dicendo”bene, benissimo”, ma mostrando il pollice della mano destra alzato, e premurandoti di aggiungere anche quello della mano sinistra.
Come sai bene – sono infatti sicuro che aprendo con la mano le nuvole ti affacci spesso dalle nostre parti, leggi “Il Chiodo”, ascolti “Radio fra le note”, partecipi attentamente alle riunioni ad ogni livello, ti aggiri per le sedi – almeno una volta al mese ci ritroviamo in tanti (questa sera otto aprile nella chiesa di S. Nicola a Sestri) a pregare per te; soprattutto a pregare con te, insieme.
Insieme fra noi e con te per fare in modo che il buon seme evangelico della fiducia verso gli altri e soprattutto verso Dio, che hai instancabilmente donato, sia custodito gelosamente, accompagnato nella crescita e difeso da quanti lo vorrebbero modificare o trasformare geneticamente.
Ciao Modesto e grazie!

31/03/2018

Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua i quali invitano ad adorare e acclamare, con ammirazione e gratitudine, quanto ricordato e ricreato:
dal crudele e secco legno di una croce è sorta e continua a nascere vita e conseguentemente gioia.
Come è possibile?
Se guardo il Crocifisso - con le braccia spalancate e accoglienti - ricordo le parole di Gesù:
“per voi, per te!”, e non posso fare a meno di sentirmi amato.
E chi si sente amato non ha forse scoperto e bevuto alla sorgente della serena felicità?
Sono poi sicuro, me lo conferma la risurrezione, che la fonte è sempre viva e zampillante.
Cantiamo allora, con tutto il cuore, la parola ebraica ”alleluia: lodate Dio”.
Buona Pasqua!

23/03/2018

Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza. Avanza inarrestabile.
Perché non sentirci coinvolti in questo processo di rifioritura e di rinascita?
Perché rimanere rinchiusi o addirittura prigionieri nel nido che ci costruiamo e che a lungo andare rischia di soffocarci?
E’ Pasqua! Nessuno rimanga inchiodato alle proprie croci, sigillato nella propria tomba.
Possiamo e dobbiamo rialzarci, uscire, camminare, risorgere.
Fin da ora.
Grazie a Lui, con Lui.

18/03/2018

È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo!”. In molti, prima e dopo di lui, hanno cercato di cambiare il mondo facendo leva su generosità, intelligenza, retta intenzione, buona volontà: spendendosi e donandosi senza riserva o addirittura imponendosi con il potere.
Anche il mondo dei Rangers-Millemani-Mosaico, e con esso l’universo del volontariato si impegna a “trasformare il mondo”.
L’autore cristiano della “lettera agli Ebrei” (I sec.) chiama àncora il punto di appoggio che ci presenta ed offre. Egli scrive: “abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è stata proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra … dove Gesù (con la risurrezione) è entrato precursore per noi” (6,18-20). Da sempre l’àncora è simbolo di stabilità, sicurezza. E’ garanzia di speranza.

10/03/2018

Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore! Nei giorni scorsi ne ho parlato con bambini e ragazzi del gruppo Madonnetta del movimento Rangers, fondato da P. Modesto. Ho ricordato con loro che quando si domanda ai più piccoli quanto bene vogliano alla mamma ed al papà, essi rispondono allargando le braccia quanto possibile. Guardando il Crocifisso e rivolgendo a Gesù la domanda: “quanto bene mi vuoi?” avremmo la stessa risposta: due braccia aperte all’inverosimile in segno di accoglienza che perdona e rincuora: due braccia più eloquenti di tante parole!

04/03/2018

Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a presentarsi quale in effetti non è. Bisognerebbe, invece, darsi da fare per costruirsi interiormente senza preoccuparsi eccessivamente del riflesso della propria immagine. Gli aderenti a Millemani, Rangers e simpatizzanti hanno riflettuto sull’argomento nel primo dei tre incontri in preparazione alla Pasqua. L’ ”apparire” è stato accostato alla “religiosità” la quale corre il rischio di essere limitata o ridotta a parole, a immagini derubate della propria valenza capace di alimentare ed esprimere sinceramente un interiore atteggiamento di fede-fiducia, unica in grado di garantire una autentica relazione con Dio

25/02/2018

Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti. Sono i fatti la migliore garanzia a quanto si afferma.
Ma le mani vengono mosse dal cervello e perché il loro parlare non scaturisca solo dalla intelligenza, dal ragionamento, dal calcolo a volte freddo o peggio opportunista, è necessario che con il cervello intervenga il cuore.
Un cuore che deve essere educato, curato e, a volte, sostituito, trapiantato.. La quaresima è una buona occasione per sottoporsi a questa cura capace di rendere il nostro agire utile, intelligente e soprattutto insaporito e riscaldato dall’amore.

17/02/2018

Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando tra le bancarelle dei mercati – al vedere attorno ad esse interesse e movimento di folla – esclamasse: “Di quante cose posso fare a meno!”.
Oggi si afferma che si progredisce nella misura in cui si produce, e conseguentemente si invita a consumare per produrre di più.
Ma cosa consumare e cosa produrre? Produrre per creare esigenze velleitarie o per soddisfare bisogni e necessità?
Si sbagliava o aveva ragione S. Agostino che insegnava che è meglio controllare i desideri che accaparrarsi le cose?
Il tempo di quaresima ci ricorda e ci propone un cammino guidato da : “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).

11/02/2018

Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe che il più delle volte sono attribuibili ad alcuni, anche se molti.
Nei giorni scorsi, ad esempio, abbiamo letto che in Italia ogni famiglia, in media, spreca annualmente 145 kg di cibo per un totale di 16 miliardi; spreco non certamente imputabile a quanti vediamo rovistare nei cassonetti.
Il prossimo 14 febbraio entreremo, con l’austero segno-richiamo delle “ceneri”, nei quaranta giorni di quaresima. Una buona occasione per disintossicarci e riprendere la linea. Soprattutto una occasione per liberarci dall’ansia di avere sempre di più, di più. Una occasione - da trasformare in abitudine - per aprirci agli altri in ogni dimensione di attenzione e di solidarietà.
Anche a costo di qualche rinuncia e sacrificio personali.

04/02/2018

Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri. Tutti, quindi, in qualche misura siamo educatori e formatori; responsabili del bene o del male comune. Non basta guardare dalla finestra limitandosi ad approvare o a condannare gli altri.
Siamo coinvolti. Verifichiamo dunque il nostro comportamento con la seguente affermazione di Romano Guardini: “Il primo fattore formativo è: ciò che l’educatore è; il secondo ciò che l’educatore fa; solo il terzo è ciò che egli dice”
(Le età della vita).

30/01/2018

Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati al santuario della Madonnetta per “incontrare” P. Modesto. Nell’invito si parlava di “ricordarlo” con la celebrazione della messa, la messa che non deve finire! Ma celebrare la messa significa incontrare Colui ha affermato essere vita, una vita comunicata ai suoi perché con Lui continuino a vivere. A vivere nella casa del Padre. Per questo siamo convinti che il ricordo si è trasformato in incontro, in comunione. Come in una grande famiglia stretta attorno ad unico Padre.

21/01/2018

“Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose. La veduta dipende dallo sguardo”. Condivido appieno questa riflessione della poetessa Alda Merini (1931-2009) . In essa si esprime rispetto per lo sguardo, la sensibilità, la cultura - in una parola - per la personalità dell’altro. Sono nondimeno grato a chi, guardando con me dalla finestra, mi aiuta a riconoscere nel panorama, aspetti e particolari che altrimenti mi sfuggirebbero. Non devo svendere la mia originalità ma neppure negare, con orgoglio e presunzione, ogni dialogo e confronto.
E’ da saggi permettere che alla finestra della nostra vita si affaccino con noi altri i quali, all’occorrenza, possano fornirci di occhiali adatti. Adatti non solo a vedere in superficie ma a conoscere in profondità.

13/01/2018

Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che impediscono di realizzare quanto ritiene cosa buona in se stessa; cosa buona che vada ben oltre l’utile e il piacevole immediati. I condizionamenti più numerosi e più vincolanti li troviamo in noi stessi: l’ ignoranza che fa apparire lanterne semplici lucciole; l’egoismo e l’orgoglio che limitano gli orizzonti e rifiutano le occasioni di confronto; l’avarizia che rende calcolatori gretti; l’opportunismo che non rispetta niente e nessuno; la pigrizia che impedisce ogni coinvolgimento e rimanda senza mai concludere; la presunzione che si arroga il diritto di giudicare e pure di condannare; la permalosità che spegne la serenità e la gioia; ecc .. ecc …
Tutti questi nemici della libertà, ed altri ancora, li riconosciamo e combattiamo facilmente nei comportamenti degli altri. Non basta!
La libertà si conquista quando si riesce a spezzare o per lo meno a controllare i legacci che ci portiamo dentro.
E’ pienamente libero, dunque, chi non è soggetto a condizionamenti personali od esterni, chi è guidato e condotto dal bene. Dal Bene!

05/01/2018

Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”. E mentre alcuni saranno contenti di riprendere una vita più tranquilla, altri rimpiangeranno vacanze, incontri, cenoni, ecc …
Ma poiché ogni festa vuole ricordare e possibilmente rinnovare qualche evento gioioso, è doveroso interrogarci su quanto hanno prodotto e lasciato in noi gli eventi ricordati e celebrati con il Natale. Possiamo, ad esempio, dire che tali feste sono state una stella cometa che ci ha guidati allo riscoperta del Bambino nato per noi? E in quel Bambino abbiamo riconosciuto che attraverso Lui, lo stesso Dio prende il nostro DNA e ci dona il suo? Ci siamo sentiti spinti ad entrare più realisticamente nella famiglia che raduna tutti, proprio tutti, attorno allo stesso Padre?
Solo nella misura in cui tali certezze sono rinate e si sono consolidate possiamo continuare a cantare coerentemente: “la nostra festa non deve finire, perché la festa siamo noi …” e ce la portiamo dentro, motore di vita!

27/12/2017

“Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti. Vi si possono cogliere il riposo, la disponibilità a riflettere e a discernere; il tempo di ricordare e progettare con serenità; la opportunità di conoscersi e di conoscere al di là delle apparenze, ecc …
Accanto a questi frutti ne crescono altri amari, velenosi. La solitudine, infatti, può generare sfiducia, depressione, insoddisfazione pessimismo, egoismo, rivalità, ecc … ecc …
Nell’aiuola della solitudine si possono cogliere fiori o rovi. Può trovare fiori chi è solo, raccoglie rovi chi si sente solo”.
La festa del Natale ci ha ricordato che “ (Dio) venne ad abitare accanto a noi” (Gv 1,14) e che anche se “io sono povero e solo, il Signore ha cura di me”(Sal 40, 18)”.
Con questa fiducia sapremo cogliere, nel giardino del 2018, più fiori che rovi. Auguri!

19/12/2017 - NATALE 2017

16/12/2017

Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case e nelle piazze di molte città; mi rappacifico con le luci che rischiarano vie e vetrine.
Penso: “sono solo inconscio desiderio di fuga ed evasione dal grigiore quotidiano; ricerca di colori e di tepore o segnale dell’ inconscio desiderio e innato bisogno di essere trasfigurati da un’altra Luce?
Giovanni, nel suo vangelo, così presenta il Natale: “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (1,9).
Le altre sono luci che devono orientare e condurre alla Fonte (cfr Gv 1,7-8).
L’augurio di buon Natale ci invita a ricercare e a premere l’ interruttore giusto
 

10/12/2017

Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti apparentemente non interessati al loro messaggio religioso. Dispiace, d’altra parte, che la superficialità e l’indifferenza dilaganti impediscano di apprezzarne l’aroma particolare con il quale tali feste, vissute con autenticità e coerenza, rendono gustoso il vissuto quotidiano. Natale ci ricorda la costante presenza e vicinanza di Dio; una vicinanza che può maturare in un’esaltante incontro a tu per Tu; un incontro che permette di guardarsi in faccia con il cuore negli occhi, e che apre ad una sconfinata fiducia reciproca. Questo sì che è un “buon Natale”!

02/12/2017

Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, di positivo, di buono.
Qualcosa o qualcuno!
Durante la celebrazione della Messa il sacerdote, convinto che avere Dio compagno di cammino sia garanzia rassicurante, augura ripetutamente: “il Signore sia con voi”.
Anche nel comune modo di dire si usa l’espressione: “Vai con Dio”.
Il calendario della Chiesa fa precedere il Natale dal periodo di “avvento, venuta” per motivarci ad accogliere convenientemente Colui che prese nazionalità, residenza e domicilio accanto a ciascuno di noi per assicurarci così “nuovi cieli e terra nuova”.
La celebrazione dell’”avvento” non solo ci dispone ad aspettarlo ma ci spinge anche ad “andargli incontro”.
Buon viaggio, dunque!

28/11/2017

Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o del suo contrario. Quando la frequentazione diventa, per vari motivi, più coinvolgente ed assidua è necessario lavorare su tali reazioni. L’incontro con l’altro provoca il confronto, il confronto evidenzia le differenze, le differenze costringono alla ricerca e alla scelta di ciò che è meglio. Individuare e condividere assieme i valori portanti apre alla collaborazione e sussidiarietà, mentre la mancanza di dialogo porta al disinteresse, alla sopportazione, allo scontro. Il cammino insieme, non sempre facile, è reso possibile e fruttuoso solo se ci si rispetta ed accoglie reciprocamente.

18/11/2017

“Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri (domenica 19 novembre), associazione, parrocchie e gruppi si sono ispirati per mettere a punto iniziative a favore degli “ultimi”. Un parroco di Roma, ad esempio, ha coinvolto 10 ristoranti che per l’occasione offriranno il pranzo a 120 persone. Altri 4.000 “poveri” saranno accolti, dopo la messa celebrata in S. Pietro, nell’Aula delle udienze e in vari istituti e collegi di Roma. Cose tutte buone e ottime se non usate per mascherare egoismo ed indifferenza e per tacitare la propria coscienza. Gli “ultimi”, ha scritto il Papa per l’occasione, non devono essere “i destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta a settimana ma fratelli con i quali incontrarsi per dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita”.

12/11/2017

Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico - prima di leggere la seguente sua riflessione: “Per il fatto che mezza dozzina di grilli, sotto una siepe, facciano risuonare tutto il campo col loro strepito incessante, non dovete credere che quelli che fanno tanto rumore siano i soli abitanti del campo stesso”. E’ confortante avere conferma che la ragione non sempre è di chi, nel campo, più alza la voce.

05/11/2017

Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere; quanto ci passa tra le mani ma al tempo stesso ci fugge. Ciò che è fluido, liquido ci appare inconsistente, superficiale, vano. Alcuni definiscono fluide la società, le attività, la famiglia, le relazioni interpersonali, … e conseguentemente la vita stessa. Esiste fortunatamente un antidoto a questa deriva di pensiero che rischia di frenare ogni slancio e spinge alla indifferenza e al disinteresse. Esiste un solidificante capace di dare consistenza a quanto è fluido o forse appare solo tale. Si chiama: amore, una parola che tradotta significa: andare oltre se stessi.

28/10/2017

“Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Anche chi è digiuno di vangelo conosce,e forse ha anche citato, questa risposta che Gesù diede a chi voleva metterlo in seria difficoltà chiedendogli una netta ed imbarazzante presa di posizione politica. Infatti: legittimando il tributo a Cesare - l’imperatore straniero ed invasore - egli avrebbe approvato il potere usurpatore e al tempo stesso negato la piena sovranità di Dio sul popolo eletto. La sua risposta lo avrebbe scoperto o collaborazionista o rivoluzionario compromettendogli in ogni caso la vita.
Gesù ampia gli orizzonti, alza il tiro e risponde: esiste un mondo tangibile, il mondo di Cesare, nel quale viviamo ed esiste anche - non meno reale – un mondo spirituale, il mondo di Dio. Due realtà non necessariamente in contrasto o in competizione fra loro, ma pienamente conciliabili, anzi capaci di collaborazione ed intesa. La stessa umana vita di Gesù sta a dimostrare la possibilità e la bellezza di questo incontro tra il cielo e la terra. L’ordine e l’ equilibrio si rompono quando l’uomo pretende di invadere il campo di Dio o pensa di poterne farne a meno. Il mondo di Dio e quello di Cesare possono e devono camminare assieme per la costruzione di un progresso vero e duraturo.
 

20/10/2017

A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da convenzioni condizionanti, non è affatto libera ma soggetta a reazioni istintive non sempre positive. La paura, ad esempio, è una reazione - di fronte ad una situazione preoccupante o creduta tale - spontanea ma anche istintiva, e sappiamo bene che ciò che è istintivo prima di avere il via libera della volontà dovrebbe passare all’esame della ragione e degli altri valori nei quali si crede.
Riflettere e ponderare prima di parlare e di agire non mortifica dunque la spontaneità ma la arricchisce di maggiore consapevolezza e libertà.

18/10/2017

Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che a volte ci affliggono: raffreddori, piccole contusioni, ecc … Altri disturbi richiedono ricerche approfondite e cure impegnative e durature. Così avviene anche per quanto può turbare la serenità delle persone, dei gruppi, della società. A volte sono sufficienti una parola chiarificatrice od primo passo fatto con gratuità e benevolenza; spesso però ciò che inquina la vita personale e di relazione è qualcosa di più serio e profondo. In questi casi non basta incontrarsi, dialogare, trattare ma si dovrà intervenire per risanare il cuore e la mente di chi pensa ed agisce prevalentemente per egoismo, tornaconto, grettezza; con superficialità, con indifferenza. La terapia è lunga, richiede impegno ed anche fatica ma i risultati ci sono e … si vedono.

05/10/2017

“Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. “Inoltrandosi nella terza età si sperimentano i limiti evidenziati dal declino delle forze fisiche e dal passo spedito di chi ci cammina accanto giusto il tempo di sorpassarci.
La prima reazione può essere di disappunto. Poi il buon senso ci dice che è la legge della vita ed infine, con mille altre motivazioni anche le più negative emozioni istintive si addolciscono e si sente la serenità a portata di mano.
In definitiva non si tratta di ritirarsi o di essere emarginati ma di occupare il posto giusto al tempo giusto.
Per nessuno Dio disegna posteggi, tantomeno ripostigli. Al contrario ritaglia, per ciascuno, spazi su misura”.

01/10/2017

"Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino e sono, per così dire, più “creative”. Una in particolare dovremmo sempre ricordare. Si intitola: il Vangelo. Una parola che già in sé stessa significa “lieto annuncio, buona notizia”. Il Vangelo propaga la notizia della esistenza, della presenza, della vicinanza di Dio; di Dio paternità, benevolenza, misericordia. E’ la notizia predicata da Gesù, affidata ai suoi discepoli e giunta fino a noi. Ha cambiato, nel corso dei secoli, il cuore e la vita a milioni di persone. E’ una notizia conosciuta e al tempo stesso dimenticata; molto predicata e non altrettanto messa in pratica; a volte combattuta ma sempre vitale. E’ la notizia che può rinnovare il mondo perché è in grado di risanare il cuore delle persone e renderle così capaci di fare e di ricevere il bene. Altre ricette possono rivelarsi rimedi palliativi e illusorii".

24/09/2017

Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri.
Da martedì 19 settembre il quotidiano Corriere della Sera pubblica e distribuisce gratuitamente un inserto settimanale dedicato alla “buone notizie, all’impresa del bene!”.
Ci si accorge che sono all’opera 300 mila imprese non profit, 4,7 milioni di volontari, e circa 1 milione di dipendenti e collaboratori.
Ci si accorge, e questa è - sopra tutte - la buona notizia, che anche il bene interessa la opinione pubblica, non tanto per dimenticare il male, ma perché in tutti c’è sì la voglia di stare bene ma anche il desiderio di fare il bene.

18/09/2017

Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi di presenza e di azione sono chiaramente indicati e delimitati da tre lati. Tre lati chiaramente distinti seppur saldamente uniti e quindi comunicanti, in relazione. Se ben ricordo le nozioni di geometria apprese a suo tempo, mentre nelle altre figure triangolari ogni lato ha un nome proprio nell’equilatero la distinzione non è necessaria. Ma i confini o lati che regolano lo spazio della vita hanno il loro nome. Si chiamano Dio, gli altri, io. Se questi lati-confine fossero riconosciuti, accettati, rispettati, ed anche allargati ma equamente … Alcuni potranno pensare che le parole : lato, confine, spazio evocano l’idea della chiusura, della difesa, dell’egoismo. Anche il termine “porta” può indicare realtà contraddittorie a seconda che sia una porta aperta o una porta chiusa!

10/09/2017

E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, si è notato un crescente avvistamento di cetacei; fenomeno documentato da una lunga lista di nomi con i relativi numeri confrontati con quello degli anni precedenti. Anche le presenze degli “umani” hanno reso più vivace la città di Genova e la riviera. Pur interessato alla ecologia ed in qualche modo coinvolto in ciò che comporta la promozione o meno del turismo, mi interessa, tuttavia, fare una riflessione meno economica ma che credo ugualmente importante. Dovremmo renderci più attenti ed entusiasti per quanto continua a fiorire attorno a noi; anche sull’asfalto, fra le pietre, nei cuori apparentemente più aridi. Contemporaneamente dovremmo renderci meno indifferenti, più attenti e preoccupati per quanto di positivo rischia di appassire, seccare, morire anche nei terreni già fiorenti e fertili.

05/09/2017

Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne crescono altri nel silenzio, rischiano di venir ritenuti illusi che chiudono gli occhi su quanto accade non solo nel mondo ma anche in casa nostra.

In realtà se non ci fossero persone sostenute -  nel loro pensare ed agire -  dalla fiducia, dalla speranza, dalla generosità il deserto avrebbe già ricoperto la terra.  

Ha scritto Georges Bernanos:  

“Noi apparteniamo alla razza di chi spera; apparteniamo a quel popolo dell’ attesa che non dispera mai, per la quale la disperazione è una parola vuota di senso analoga alla parola niente”.

Anche una sola goccia di acqua dolce rende l’oceano meno salato, come la benevolenza di un semplice sorriso o sguardo alleggerisce il fardello che incurva tante spalle.

01/09/2017

Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di osservare con interesse sì  - ma anche con superficialità - un monumento o qualche grande edificio.

Ora mi ci sto avvicinando e continuo a fare scoperte sorprendenti e belle.

Sto parlando del pianeta “rangers” e dei suoi molteplici satelliti.

Mondi tutti nei quali si ritrovano valori che si credevano perduti; mondi nei quali non ci si limita a pensare, discutere ma ci si sforza di passare, con coerenza, al dunque.

Si cerca anche se non sempre si riesce a realizzare tutto e subito, come si vorrebbe.

Sarei felice che, fra le “millemani” e i mille cuori, continuasse a trovare posto il pizzico di sale che dalla fiducia nel Vangelo trova   la capacità e la forza di dare vivacità, sapore e gusto anche alle cose più semplici e scontate. 

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Ultimo aggiornamento: 23-07-21