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a cura di Padre Angelo Grande


 

<13/10/2018 - Quanti, e sono molti, guardano in alto alla ricerca del volto di Dio non dovrebbero  ...>

<07/10/2018 - Condivido con voi esperienza e riflessione. Qualche giorno fa ho celebrato la messa per un  ...>

<30/09/2018 - Dopo la pausa estiva sono riprese appieno le attività: sul lavoro, nella scuola, nelle  ...>

<24/09/2018 - A me capita a volte – ma penso capiti anche a voi, a tutti - di avere la sensazione   ...>

<16/09/2018 - L’egoista è colui che pensa solo a se stesso, al proprio tornaconto   ...>

<11/09/2018 - Ripartire con il piede giusto! Riaprono le scuole e il ritmo della vita famigliare cambia.   ...>

<26/08/2018 - Non lasciarsi stroncare ma neppure dimenticare il crollo del ponte autostradale Morandi   ...>

<07/07/2018 - Può capitare nei discorsi anche meno impegnati, come quelli occasionali dei giorni di vacanza,  ...>

<16/06/2018 - Hai ma riflettuto su quali siano le tue reazioni più immediate, frequenti e durature di fronte alle “diversità”  ...>

<09/06/2018 - Con la “esortazione apostolica” – così vengono chiamati alcuni importanti documenti -:  ...>

<02/06/2018 - Le parole, gli scritti, le immagini sono strumenti di comunicazione e ben sappiamo quanto,  ...>

<25/05/2018 - Si riaffaccia vivo il ricordo della notte tra il 30 e il 31 maggio dello scorso anno.  ...>

<20/05/2018 - Tra i molti che si danno da fare per trasformare in meglio il mondo ve ne sono alcuni tentati    ...>

<13/05/2018 - Il bene seminato continua a germogliare. Lo abbiamo constatato ancora una volta a Rumo    ...>

<05/05/2018 - Ricordando l’educazione ricevuta in famiglia e a scuola, le persone di una certa età   ...>

<21/04/2018 - Nel linguaggio “rangers” ritorna spesso la parola “recinto” con chiaro riferimento alla pagina del vangelo   ...>

<14/04/2018 - Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?   ...>

<07/04/2018 - Caro Modesto,   ...>

<31/03/2018 - Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua   ...>

<23/03/2018 - Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza.   ...>

<18/03/2018 - È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò   ...>

<10/03/2018 - Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore!   ...>

<04/03/2018 - Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a   ...>

<25/02/2018 - Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti.  ...>

<17/02/2018 - Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando  ...>

<11/02/2018 - Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe  ...>

<04/02/2018 - Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri  ...>

<30/01/2018 - Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati  al santuario della Madonnetta  ...>

<21/01/2018 - “Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose.  ...>

<13/01/2018 - Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che  ...>

<05/01/2018 - Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”.  ...>

<27/12/2017 - “Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti.  ...>

<19/12/2017 - Natale 2017  ...>

<16/12/2017 - Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case  ...>         

<10/12/2017 - Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti  ...>

<02/12/2017 - Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, ...>

<28/11/2017 - Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o  ...>

<18/11/2017 - “Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri -  ...>

<12/11/2017 - Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico -  ...>

<05/11/2017 - Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere;  ...>

<28/10/2017 - “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. ...>

<20/10/2017 - A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da ...>

<18/10/2017 - Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che ...>

<05/10/2017 - “Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. ...>

<01/10/2017 - "Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino. ...>

<24/09/2017 - Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri. ...>

<18/09/2017 - Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi ...>

<10/09/2017 - E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, ...>

<05/09/2017 - Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne ...>

<01/09/2017 - Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di ...>

 

13/10/2018

Quanti, e sono molti, guardano in alto alla ricerca del volto di Dio non dovrebbero trascurare di abbassare lo sguardo e all’occorrenza di inginocchiarsi, per riconoscerlo anche nel volto di chi cammina loro accanto. Sta scritto infatti: “Dio fece l’uomo, ogni uomo, a sua immagine e somiglianza “ e ancora: ” qualunque cosa – in bene o in male avete fatto agli altri, lo avete fatto a me”.

07/10/2018

Condivido con voi esperienza e riflessione. Qualche giorno fa ho celebrato la messa per un funerale. Al rientro in sacrestia ho trovato le persone che in precedenza avevano chiesto, per la stessa ora, la messa per un loro defunto e si sentivano danneggiate, per non aver sentito ricordare il nome del loro congiunto, tanto da chiedere come risarcimento la restituzione della offerta. Il disappunto, tanto per usare un eufemismo, si è accentuato nonostante la dimostrazione che la messa “prenotata” non era stata “soppressa” ma spostata di un giorno per il motivo imprevedibile e facilmente comprensibile. A nulla, poi, è valso l’invito a riflettere che il valore della messa non si misura dal tono della voce con cui si ricorda un defunto, ecc … La risposta è stata che: “come dice il papa, le messe non si dovrebbero pagare; voi preti invece … e poi vi lamentate che le chiese si svuotano, ecc …”.
Sono rimasto sconsolato ma sereno ed ho concluso, fra me e me: “quanto lunga e faticosa è la strada che ancora si deve percorrere”. Insieme!

30/09/2018

Dopo la pausa estiva sono riprese appieno le attività: sul lavoro, nella scuola, nelle associazioni, nei movimenti di volontariato, nelle comunità parrocchiali, ecc …
Molteplici sono le motivazioni che spingono ad operare, una però non deve mancare mai: l’amore. Spesso viene citata la frase agostiniana: “ama e fa ciò che vuoi” che troviamo nel commento alla prima lettera di S. Giovanni. Ad evitare però che l’esortazione venga fraintesa e svuotata così della sua positiva efficacia è bene completare la citazione con quel che segue: “sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, perché da questa radice non può procedere se non il bene”.
 

24/09/2018

A me capita a volte – ma penso capiti anche a voi, a tutti - di avere la sensazione poco appagante di aver combattuto piccole o grandi battaglie con risultati apparentemente deludenti. Eppure le intenzioni erano buone e l’impegno generoso. Quando però leggo nel Vangelo, che ritengo fornire le armi o meglio gli strumenti più idonei per non abbandonarsi allo scoraggiamento, che si può vincere perdendo e si riceve donando, rialzo la testa e riprendo il cammino cercando di calcare le orme di Colui il quale con l’autorevolezza che merita piena fiducia invita : “tu, seguimi” .

16/09/2018

L’egoista è colui che pensa solo a se stesso, al proprio tornaconto e benessere da raggiungere anche a costo di ignorare e danneggiare gli altri.
Chi si comporta da egoista rischia di rimanere veramente solo.
Non fraintendiamo però! Pensare solo a se stessi diventa deprecabile se indissolubilmente è in compagnia dell’avverbio : solamente, solo.
Anche Gesù ci chiede di avere verso gli altri la stessa misura di amore e di interessamento che usiamo per noi stessi.
In effetti corriamo il rischio di trascurarci, di non ricercare il nostro vero bene rendendo così sterile anche il bene che riversiamo sugli altri.
Lasciamoci interpellare, di tanto in tanto dalla domanda : “dove e come mi trovo; cammino ma verso dove e perché; come sono e come dovrei e vorrei essere, …?”.
Chi vuole produrre e condividere buoni frutti deve preoccuparsi di curare l’albero, il proprio albero.

11/09/2018

Ripartire con il piede giusto! Riaprono le scuole e il ritmo della vita famigliare cambia. Cambia per coloro che hanno usufruito di un periodo più o meno lungo di riposo e di ferie. Cambia anche per chi, neppure per un istante, ha potuto interrompere il tram tram quotidiano.
Si ricomincia, si riprende: ancora una volta con il desiderio di voltare pagina, fare qualcosa di più e di meglio. In ogni campo, in ogni ambiente, in ogni attività personale e comunitaria.
Non è facile ma è possibile. Incominciamo col provare a guardare le persone con le quali viviamo, lavoriamo o semplicemente incontriamo non solo da quello che appaiono o vogliono apparire: guardiamole dentro senza indagare o peggio spiare. Non mancheranno le sorprese. Le buone sorprese.!

26/08/2018

Non lasciarsi stroncare ma neppure dimenticare il crollo del ponte autostradale Morandi che ha causato la morte di tante persone, ha ferito la vita dei loro cari, ha costretto intere famiglie ad abbandonare la propria casa e continua a causare enormi disagi per gli spostamenti nell’ambito cittadino, nazionale ed anche internazionale.
Totale la partecipazione solidale e l’impegno a ricostruire.
Altri ponti sono crollati e continuano a cadere. Sono i ponti delle relazioni umane che riescono a rendere meno pesante il traffico del nostro quotidiano. Sono i ponti che avvicinano i colleghi di lavoro e fanno della fabbrica o dell’ufficio una famiglia e della famiglia un nido caldo, accogliente e sicuro.
Ponti che crollano o rischiano di rovinare perché difetta la manutenzione. Perché si trascura il rispetto reciproco, la pazienza, il perdono chiesto e donato, la collaborazione, l’altruismo. In una parola l’amore. Mettiamo mano alla ricostruzione!

07/07/2018

Può capitare nei discorsi anche meno impegnati, come quelli occasionali dei giorni di vacanza, di sentir parlare e di esprimersi sulla figura e l’operato di papa Francesco. Con il discorso si arriva al confronto e al confronto seguono il giudizio e la scelta. A me è capitato recentemente di essere interpellato perché ritenuto, in quanto sacerdote, “addetto ai lavori”. Mi sono limitato a rispondere che nessuno è in grado, né tantomeno in diritto, di formulare giudizi complessivi. Ho risposto semplicemente: “missione del papa è quella di annunciare il Vangelo! Se quello che dice o fa - al di là della simpatia o della popolarità che suscita - mi aiuta a conoscere meglio e ad amare più coerentemente, Gesù Cristo: è il papa che “mi va bene!”.

16/06/2018

Hai ma riflettuto su quali siano le tue reazioni più immediate, frequenti e durature di fronte alle “diversità” quali differenza di idee, di fede politica o religiosa; differenza di gusti o di cultura; differenza di età o di stato sociale; differenza di nazionalità, di carattere o di abitudini,ecc …
A volte ne siamo infastiditi e reagiamo con la indifferenza o la fuga; a volte accettiamo la sfida del confronto che ci porta al rispetto, alla accoglienza e condivisione, oppure ci fa distinguere, allontanare, contrapporre.
In genere fa difficoltà ad accettare le diversità sopra elencate ed altre ancora, chi misura tutto secondo i propri gusti od interessi, mentre è più saggio e realistico chi ritiene che, per rendere colorato il mosaico della propria vita, ha bisogno di alcune tessere che potrà trovare solo negli altri.
Se tu fossi convinto che il tuo bene lo raggiungi solo cercando “il bene”; se tu credessi che devi provare prima dello scontro il confronto e prima del rifiuto la accoglienza; se ti rendessi conto che anche gli altri sono importanti come e forse anche più di te saresti in pace con te stesso e con tutti. Ti pare poco?
Ma ricordati: non separare mai la fiducia dal discernimento, dalla prudenza!

09/06/2018

Con la “esortazione apostolica” – così vengono chiamati alcuni importanti documenti -: “Siate nella gioia ed esultate” (Gaudete et exultate), del 19 marzo 2018, Papa Francesco ci ricorda che tutti siamo chiamati alla santità. Essere santi, infatti, non significa adottare strane forme o inusuali stili di vita, ma lasciarsi attrarre ed immedesimare nel mondo di Dio. Un mondo che non separa dal quotidiano nel quale siamo immersi, ma che insegna ad interpretare ed affrontare il vissuto con la mente e il cuore di Dio: con gioia ed esultanza. Dal documento, di circa cento pagine di facile lettura, riporto il pensiero che sintetizza la riflessione sulle “beatitudini”: la segnaletica che il Vangelo pone sulla strada della santità e di conseguenza della felicità. Una segnaletica da molti ignorata o peggio scartata, perché non indica scorciatoie alternative ed illusorie: “Essere poveri nel cuore, questo è santità (70). Reagire con umile mitezza, questo è santità (74). Saper piangere con gli altri, questo è santità (76).Cercare la giustizia con fame e sete, questo è santità (79). Guardare e agire con misericordia, questo è santità (82). Mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l’amore, questo è santità (86). Seminare pace intorno a noi, questo è santità (89). Accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi, questo è santità (94)”. Questa strada –viene costantemente ripetuto nel documento – si può percorre solo se ci si lascia prendere per mano da Colui che l’ ha indicata e che fornisce gratuitamente e generosamente il necessario equipaggiamento.

02/06/2018

Le parole, gli scritti, le immagini sono strumenti di comunicazione e ben sappiamo quanto, per noi di noi, sia importante ed essenziale intessere relazioni. E’ come respirare e nutrirsi. Come l’aria, però, può essere inquinata e il cibo adulterato, così il “traffico” della comunicazione può condurre fuori strada. Occorrono responsabilità e discernimento capaci di valutare la qualità di quanto si mette o si trova in “rete”. E la qualità, il marchio di garanzia – ce lo ricorda il Vangelo – sono autenticati dal cuore, dalle intenzioni, dalle motivazioni. Guai a comprare o commerciare beni contraffatti! Serviamoci dunque di filtri idonei e di bilance trasparenti.

25/05/2018

Si riaffaccia vivo il ricordo della notte tra il 30 e il 31 maggio dello scorso anno. Telefonata dall’ospedale di Sampierdarena, del fratello Andrea: P. Modesto è morto. L’altro fratello Lucio, anch’egli a Genova, e P. Angelo si precipitano, …. Comprensibile e generale sconcerto; seguono solenni, partecipate e commosse celebrazioni alla Madonnetta, a Mione paese natale e poi, … E poi si continua nel desiderio e nell’impegno di non disperdere ,ma anzi di completare e rafforzare, quanto P. Modesto ha detto, insegnato e soprattutto fatto. E il cammino di questo anno sta a testimoniare che dietro slogans e frasi ad effetto, utili ma non sufficienti, c’è la solidità dei sani principi e valori veicolati ed accolti. E’ questo il modo migliore non solo di ricordare P. Modesto ma di sentirlo presente, vicino. Di incontrarlo, come ci ripetiamo ogni volta che mensilmente ci ritroviamo attorno all’altare per la messa con la quale si può realizzare appieno la comunione con Dio dal quale ha origine la vita che va ben oltre i nostri orologi e calendari, oltre i nostri spazzi. Complimenti agli autori della vignetta apparsa sull’ultimo numero (333) de “Il Chiodo” i quali, dopo aver ricordato l’effervescente “mondo rangers”, affidano alla famosa nuvoletta fuori campo il messaggio: “anche fuori dalla vignetta … vi sono ancora vicino!”. 

20/05/2018

Tra i molti che si danno da fare per trasformare in meglio il mondo ve ne sono alcuni tentati di ritirarsi perché l’impresa è faticosa e i risultati appaiono inadeguati e insoddisfacenti.
Spesso l’insuccesso dipende dagli strumenti e dal metodo usati.
Prima di cedere le armi proviamo a lavorare secondo le indicazioni del seguente proverbio cinese:
“Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo paese.
Se vuoi cambiare il tuo paese devi iniziare dal tuo villaggio.
Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa.
Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso”.
Si dice e si crede quanti credono in Gesù Cristo hanno una marcia in più perché hanno ricevuto lo Spirito di Dio capace e desideroso di rinnovare il mondo. Sia operante, questo Spirito, anche nelle nuove generazioni che in questi giorni ricevono la prima Comunione e la Cresima.

13/05/2018

Il bene seminato continua a germogliare. Lo abbiamo constatato ancora una volta a Rumo dove si è tenuto il “campo di primavera” che ha radunato più di cento aderenti a: Ragazzi Rangers, Millemani, Insieme si vola, Mosaico, … Si è fatto il bilancio, si sono stesi programmi e, soprattutto, si sono rafforzate le convinzioni e le motivazioni. Calorosa come sempre la accoglienza della gente del posto, commovente l’incontro con P. Modesto prima al cimitero e poi nella santa messa. E’ passato un anno ormai dalla sua scomparsa ma continuiamo a sentirlo presente e con il suo esempio e la sua vicinanza andiamo avanti anche contro corrente.

 

05/05/2018

Ricordando l’educazione ricevuta in famiglia e a scuola, le persone di una certa età provano sgomento al ripetersi di atti di vandalismo, di violenza e di bullismo operati singolarmente o in gruppo da ragazzi adolescenti.
Al giusto lamento, alla doverosa preoccupazione, alla efficace reazione non manchi il rallegramento per i raggi di sole che continuano a squarciare le nubi.
Pochi giorni fa un giovane italiano, studente universitario in Inghilterra, ha diffuso le foto del proprio volto, insanguinato e tumefatto a causa delle violenze immotivate subite da tre minorenni, commentando di essere più addolorato e preoccupato che arrabbiato.
Addolorato e preoccupato per il futuro dei suoi aggressori certamente privi – se arrivati a tanto - di adeguato clima familiare e sociale.
Per avere buoni frutti – si può interpretare – è necessario curare gli alberi e le loro radici.

21/04/2018

Nel linguaggio “rangers” ritorna spesso la parola “recinto” con chiaro riferimento alla pagina del vangelo (Gv 10,11-18) che ci viene riproposta il 22 aprile, IV domenica di Pasqua.
Il recinto rimanda al cerchio, cerchio che esprime unità, comunione, solidarietà, amicizia.
Il cerchio richiama soprattutto convergenza al centro.
Gesù si proclama centro, punto di riferimento, guida, e chiede di essere ascoltato, seguito. Ce lo dice con le parole: “Io sono il buon pastore che si dona per le pecore, per difenderle, per custodirle, per farle crescere. Un pastore che guarda oltre il recinto e che aspetta trepidante, che anche le pecore ancora lontane ritrovino la strada verso il ritorno, il centro”.
Ricordando il pastore per eccellenza non possiamo dimenticare quanti, come Pietro, continuano ad essere chiamati da Gesù a pascere, con lui, le “sue” pecore. 

14/04/2018

Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?
Gli esperti alternano previsioni di bassa ed alta pressione; di correnti calde o venti dal nord e conseguente aumento o calo della temperatura, ecc …
Il nostro influsso sulle stagioni non va oltre attese più o meno confermate.
Al contrario possiamo e dobbiamo influenzare ed anche dominare le stagioni che riempiono di tepore o gelo, di serenità o nuvole, di fiori e frutti o rovi e bacche i nostri giorni e le pareti fra cui viviamo.

07/04/2018

Caro Modesto,
mancano poche settimane al primo anniversario della tua partenza per un Paese lontano ma ben conosciuto, un paese che giustamente amiamo chiamare Casa., casa del Padre e quindi nostra.
Con discrezione, anche se pubblicamente perché sicuro di dare voce a tanti altri, desidero intrattenermi con te - con più parole di quante ne usassimo un tempo - con la stima e l’affetto, spero reciproci, non scoppiati emotivamente ma costruiti ed anche difesi negli anni che ci hanno visto crescere non solo vicini ma soprattutto assieme.
Forse, se fossi stato di turno alla porta, quando hai bussato per chiedere di entrare in Casa ti avrei raccomandato ancora una volta di riordinare il tuo aspetto e curare più attentamente alcuni particolari, ma poi guardandoti più in profondità e leggendoti nel cuore, avrei aperto; non solo: avrei addirittura spalancato i battenti perché la onestà, la generosità, l’altruismo, l’amore verso il Padre e i Fratelli sono chiavi che aprono ogni serratura.
Perciò, alla domanda – che non può mancare in una lettera – “come stai?”, sono sicuro che risponderai, come eri solito fare, non dicendo”bene, benissimo”, ma mostrando il pollice della mano destra alzato, e premurandoti di aggiungere anche quello della mano sinistra.
Come sai bene – sono infatti sicuro che aprendo con la mano le nuvole ti affacci spesso dalle nostre parti, leggi “Il Chiodo”, ascolti “Radio fra le note”, partecipi attentamente alle riunioni ad ogni livello, ti aggiri per le sedi – almeno una volta al mese ci ritroviamo in tanti (questa sera otto aprile nella chiesa di S. Nicola a Sestri) a pregare per te; soprattutto a pregare con te, insieme.
Insieme fra noi e con te per fare in modo che il buon seme evangelico della fiducia verso gli altri e soprattutto verso Dio, che hai instancabilmente donato, sia custodito gelosamente, accompagnato nella crescita e difeso da quanti lo vorrebbero modificare o trasformare geneticamente.
Ciao Modesto e grazie!

31/03/2018

Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua i quali invitano ad adorare e acclamare, con ammirazione e gratitudine, quanto ricordato e ricreato:
dal crudele e secco legno di una croce è sorta e continua a nascere vita e conseguentemente gioia.
Come è possibile?
Se guardo il Crocifisso - con le braccia spalancate e accoglienti - ricordo le parole di Gesù:
“per voi, per te!”, e non posso fare a meno di sentirmi amato.
E chi si sente amato non ha forse scoperto e bevuto alla sorgente della serena felicità?
Sono poi sicuro, me lo conferma la risurrezione, che la fonte è sempre viva e zampillante.
Cantiamo allora, con tutto il cuore, la parola ebraica ”alleluia: lodate Dio”.
Buona Pasqua!

23/03/2018

Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza. Avanza inarrestabile.
Perché non sentirci coinvolti in questo processo di rifioritura e di rinascita?
Perché rimanere rinchiusi o addirittura prigionieri nel nido che ci costruiamo e che a lungo andare rischia di soffocarci?
E’ Pasqua! Nessuno rimanga inchiodato alle proprie croci, sigillato nella propria tomba.
Possiamo e dobbiamo rialzarci, uscire, camminare, risorgere.
Fin da ora.
Grazie a Lui, con Lui.

18/03/2018

È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo!”. In molti, prima e dopo di lui, hanno cercato di cambiare il mondo facendo leva su generosità, intelligenza, retta intenzione, buona volontà: spendendosi e donandosi senza riserva o addirittura imponendosi con il potere.
Anche il mondo dei Rangers-Millemani-Mosaico, e con esso l’universo del volontariato si impegna a “trasformare il mondo”.
L’autore cristiano della “lettera agli Ebrei” (I sec.) chiama àncora il punto di appoggio che ci presenta ed offre. Egli scrive: “abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è stata proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra … dove Gesù (con la risurrezione) è entrato precursore per noi” (6,18-20). Da sempre l’àncora è simbolo di stabilità, sicurezza. E’ garanzia di speranza.

10/03/2018

Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore! Nei giorni scorsi ne ho parlato con bambini e ragazzi del gruppo Madonnetta del movimento Rangers, fondato da P. Modesto. Ho ricordato con loro che quando si domanda ai più piccoli quanto bene vogliano alla mamma ed al papà, essi rispondono allargando le braccia quanto possibile. Guardando il Crocifisso e rivolgendo a Gesù la domanda: “quanto bene mi vuoi?” avremmo la stessa risposta: due braccia aperte all’inverosimile in segno di accoglienza che perdona e rincuora: due braccia più eloquenti di tante parole!

04/03/2018

Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a presentarsi quale in effetti non è. Bisognerebbe, invece, darsi da fare per costruirsi interiormente senza preoccuparsi eccessivamente del riflesso della propria immagine. Gli aderenti a Millemani, Rangers e simpatizzanti hanno riflettuto sull’argomento nel primo dei tre incontri in preparazione alla Pasqua. L’ ”apparire” è stato accostato alla “religiosità” la quale corre il rischio di essere limitata o ridotta a parole, a immagini derubate della propria valenza capace di alimentare ed esprimere sinceramente un interiore atteggiamento di fede-fiducia, unica in grado di garantire una autentica relazione con Dio

25/02/2018

Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti. Sono i fatti la migliore garanzia a quanto si afferma.
Ma le mani vengono mosse dal cervello e perché il loro parlare non scaturisca solo dalla intelligenza, dal ragionamento, dal calcolo a volte freddo o peggio opportunista, è necessario che con il cervello intervenga il cuore.
Un cuore che deve essere educato, curato e, a volte, sostituito, trapiantato.. La quaresima è una buona occasione per sottoporsi a questa cura capace di rendere il nostro agire utile, intelligente e soprattutto insaporito e riscaldato dall’amore.

17/02/2018

Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando tra le bancarelle dei mercati – al vedere attorno ad esse interesse e movimento di folla – esclamasse: “Di quante cose posso fare a meno!”.
Oggi si afferma che si progredisce nella misura in cui si produce, e conseguentemente si invita a consumare per produrre di più.
Ma cosa consumare e cosa produrre? Produrre per creare esigenze velleitarie o per soddisfare bisogni e necessità?
Si sbagliava o aveva ragione S. Agostino che insegnava che è meglio controllare i desideri che accaparrarsi le cose?
Il tempo di quaresima ci ricorda e ci propone un cammino guidato da : “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).

11/02/2018

Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe che il più delle volte sono attribuibili ad alcuni, anche se molti.
Nei giorni scorsi, ad esempio, abbiamo letto che in Italia ogni famiglia, in media, spreca annualmente 145 kg di cibo per un totale di 16 miliardi; spreco non certamente imputabile a quanti vediamo rovistare nei cassonetti.
Il prossimo 14 febbraio entreremo, con l’austero segno-richiamo delle “ceneri”, nei quaranta giorni di quaresima. Una buona occasione per disintossicarci e riprendere la linea. Soprattutto una occasione per liberarci dall’ansia di avere sempre di più, di più. Una occasione - da trasformare in abitudine - per aprirci agli altri in ogni dimensione di attenzione e di solidarietà.
Anche a costo di qualche rinuncia e sacrificio personali.

04/02/2018

Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri. Tutti, quindi, in qualche misura siamo educatori e formatori; responsabili del bene o del male comune. Non basta guardare dalla finestra limitandosi ad approvare o a condannare gli altri.
Siamo coinvolti. Verifichiamo dunque il nostro comportamento con la seguente affermazione di Romano Guardini: “Il primo fattore formativo è: ciò che l’educatore è; il secondo ciò che l’educatore fa; solo il terzo è ciò che egli dice”
(Le età della vita).

30/01/2018

Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati al santuario della Madonnetta per “incontrare” P. Modesto. Nell’invito si parlava di “ricordarlo” con la celebrazione della messa, la messa che non deve finire! Ma celebrare la messa significa incontrare Colui ha affermato essere vita, una vita comunicata ai suoi perché con Lui continuino a vivere. A vivere nella casa del Padre. Per questo siamo convinti che il ricordo si è trasformato in incontro, in comunione. Come in una grande famiglia stretta attorno ad unico Padre.

21/01/2018

“Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose. La veduta dipende dallo sguardo”. Condivido appieno questa riflessione della poetessa Alda Merini (1931-2009) . In essa si esprime rispetto per lo sguardo, la sensibilità, la cultura - in una parola - per la personalità dell’altro. Sono nondimeno grato a chi, guardando con me dalla finestra, mi aiuta a riconoscere nel panorama, aspetti e particolari che altrimenti mi sfuggirebbero. Non devo svendere la mia originalità ma neppure negare, con orgoglio e presunzione, ogni dialogo e confronto.
E’ da saggi permettere che alla finestra della nostra vita si affaccino con noi altri i quali, all’occorrenza, possano fornirci di occhiali adatti. Adatti non solo a vedere in superficie ma a conoscere in profondità.

13/01/2018

Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che impediscono di realizzare quanto ritiene cosa buona in se stessa; cosa buona che vada ben oltre l’utile e il piacevole immediati. I condizionamenti più numerosi e più vincolanti li troviamo in noi stessi: l’ ignoranza che fa apparire lanterne semplici lucciole; l’egoismo e l’orgoglio che limitano gli orizzonti e rifiutano le occasioni di confronto; l’avarizia che rende calcolatori gretti; l’opportunismo che non rispetta niente e nessuno; la pigrizia che impedisce ogni coinvolgimento e rimanda senza mai concludere; la presunzione che si arroga il diritto di giudicare e pure di condannare; la permalosità che spegne la serenità e la gioia; ecc .. ecc …
Tutti questi nemici della libertà, ed altri ancora, li riconosciamo e combattiamo facilmente nei comportamenti degli altri. Non basta!
La libertà si conquista quando si riesce a spezzare o per lo meno a controllare i legacci che ci portiamo dentro.
E’ pienamente libero, dunque, chi non è soggetto a condizionamenti personali od esterni, chi è guidato e condotto dal bene. Dal Bene!

05/01/2018

Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”. E mentre alcuni saranno contenti di riprendere una vita più tranquilla, altri rimpiangeranno vacanze, incontri, cenoni, ecc …
Ma poiché ogni festa vuole ricordare e possibilmente rinnovare qualche evento gioioso, è doveroso interrogarci su quanto hanno prodotto e lasciato in noi gli eventi ricordati e celebrati con il Natale. Possiamo, ad esempio, dire che tali feste sono state una stella cometa che ci ha guidati allo riscoperta del Bambino nato per noi? E in quel Bambino abbiamo riconosciuto che attraverso Lui, lo stesso Dio prende il nostro DNA e ci dona il suo? Ci siamo sentiti spinti ad entrare più realisticamente nella famiglia che raduna tutti, proprio tutti, attorno allo stesso Padre?
Solo nella misura in cui tali certezze sono rinate e si sono consolidate possiamo continuare a cantare coerentemente: “la nostra festa non deve finire, perché la festa siamo noi …” e ce la portiamo dentro, motore di vita!

27/12/2017

“Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti. Vi si possono cogliere il riposo, la disponibilità a riflettere e a discernere; il tempo di ricordare e progettare con serenità; la opportunità di conoscersi e di conoscere al di là delle apparenze, ecc …
Accanto a questi frutti ne crescono altri amari, velenosi. La solitudine, infatti, può generare sfiducia, depressione, insoddisfazione pessimismo, egoismo, rivalità, ecc … ecc …
Nell’aiuola della solitudine si possono cogliere fiori o rovi. Può trovare fiori chi è solo, raccoglie rovi chi si sente solo”.
La festa del Natale ci ha ricordato che “ (Dio) venne ad abitare accanto a noi” (Gv 1,14) e che anche se “io sono povero e solo, il Signore ha cura di me”(Sal 40, 18)”.
Con questa fiducia sapremo cogliere, nel giardino del 2018, più fiori che rovi. Auguri!

19/12/2017 - NATALE 2017

16/12/2017

Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case e nelle piazze di molte città; mi rappacifico con le luci che rischiarano vie e vetrine.
Penso: “sono solo inconscio desiderio di fuga ed evasione dal grigiore quotidiano; ricerca di colori e di tepore o segnale dell’ inconscio desiderio e innato bisogno di essere trasfigurati da un’altra Luce?
Giovanni, nel suo vangelo, così presenta il Natale: “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (1,9).
Le altre sono luci che devono orientare e condurre alla Fonte (cfr Gv 1,7-8).
L’augurio di buon Natale ci invita a ricercare e a premere l’ interruttore giusto
 

10/12/2017

Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti apparentemente non interessati al loro messaggio religioso. Dispiace, d’altra parte, che la superficialità e l’indifferenza dilaganti impediscano di apprezzarne l’aroma particolare con il quale tali feste, vissute con autenticità e coerenza, rendono gustoso il vissuto quotidiano. Natale ci ricorda la costante presenza e vicinanza di Dio; una vicinanza che può maturare in un’esaltante incontro a tu per Tu; un incontro che permette di guardarsi in faccia con il cuore negli occhi, e che apre ad una sconfinata fiducia reciproca. Questo sì che è un “buon Natale”!

02/12/2017

Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, di positivo, di buono.
Qualcosa o qualcuno!
Durante la celebrazione della Messa il sacerdote, convinto che avere Dio compagno di cammino sia garanzia rassicurante, augura ripetutamente: “il Signore sia con voi”.
Anche nel comune modo di dire si usa l’espressione: “Vai con Dio”.
Il calendario della Chiesa fa precedere il Natale dal periodo di “avvento, venuta” per motivarci ad accogliere convenientemente Colui che prese nazionalità, residenza e domicilio accanto a ciascuno di noi per assicurarci così “nuovi cieli e terra nuova”.
La celebrazione dell’”avvento” non solo ci dispone ad aspettarlo ma ci spinge anche ad “andargli incontro”.
Buon viaggio, dunque!

28/11/2017

Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o del suo contrario. Quando la frequentazione diventa, per vari motivi, più coinvolgente ed assidua è necessario lavorare su tali reazioni. L’incontro con l’altro provoca il confronto, il confronto evidenzia le differenze, le differenze costringono alla ricerca e alla scelta di ciò che è meglio. Individuare e condividere assieme i valori portanti apre alla collaborazione e sussidiarietà, mentre la mancanza di dialogo porta al disinteresse, alla sopportazione, allo scontro. Il cammino insieme, non sempre facile, è reso possibile e fruttuoso solo se ci si rispetta ed accoglie reciprocamente.

18/11/2017

“Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri (domenica 19 novembre), associazione, parrocchie e gruppi si sono ispirati per mettere a punto iniziative a favore degli “ultimi”. Un parroco di Roma, ad esempio, ha coinvolto 10 ristoranti che per l’occasione offriranno il pranzo a 120 persone. Altri 4.000 “poveri” saranno accolti, dopo la messa celebrata in S. Pietro, nell’Aula delle udienze e in vari istituti e collegi di Roma. Cose tutte buone e ottime se non usate per mascherare egoismo ed indifferenza e per tacitare la propria coscienza. Gli “ultimi”, ha scritto il Papa per l’occasione, non devono essere “i destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta a settimana ma fratelli con i quali incontrarsi per dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita”.

12/11/2017

Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico - prima di leggere la seguente sua riflessione: “Per il fatto che mezza dozzina di grilli, sotto una siepe, facciano risuonare tutto il campo col loro strepito incessante, non dovete credere che quelli che fanno tanto rumore siano i soli abitanti del campo stesso”. E’ confortante avere conferma che la ragione non sempre è di chi, nel campo, più alza la voce.

05/11/2017

Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere; quanto ci passa tra le mani ma al tempo stesso ci fugge. Ciò che è fluido, liquido ci appare inconsistente, superficiale, vano. Alcuni definiscono fluide la società, le attività, la famiglia, le relazioni interpersonali, … e conseguentemente la vita stessa. Esiste fortunatamente un antidoto a questa deriva di pensiero che rischia di frenare ogni slancio e spinge alla indifferenza e al disinteresse. Esiste un solidificante capace di dare consistenza a quanto è fluido o forse appare solo tale. Si chiama: amore, una parola che tradotta significa: andare oltre se stessi.

28/10/2017

“Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Anche chi è digiuno di vangelo conosce,e forse ha anche citato, questa risposta che Gesù diede a chi voleva metterlo in seria difficoltà chiedendogli una netta ed imbarazzante presa di posizione politica. Infatti: legittimando il tributo a Cesare - l’imperatore straniero ed invasore - egli avrebbe approvato il potere usurpatore e al tempo stesso negato la piena sovranità di Dio sul popolo eletto. La sua risposta lo avrebbe scoperto o collaborazionista o rivoluzionario compromettendogli in ogni caso la vita.
Gesù ampia gli orizzonti, alza il tiro e risponde: esiste un mondo tangibile, il mondo di Cesare, nel quale viviamo ed esiste anche - non meno reale – un mondo spirituale, il mondo di Dio. Due realtà non necessariamente in contrasto o in competizione fra loro, ma pienamente conciliabili, anzi capaci di collaborazione ed intesa. La stessa umana vita di Gesù sta a dimostrare la possibilità e la bellezza di questo incontro tra il cielo e la terra. L’ordine e l’ equilibrio si rompono quando l’uomo pretende di invadere il campo di Dio o pensa di poterne farne a meno. Il mondo di Dio e quello di Cesare possono e devono camminare assieme per la costruzione di un progresso vero e duraturo.
 

20/10/2017

A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da convenzioni condizionanti, non è affatto libera ma soggetta a reazioni istintive non sempre positive. La paura, ad esempio, è una reazione - di fronte ad una situazione preoccupante o creduta tale - spontanea ma anche istintiva, e sappiamo bene che ciò che è istintivo prima di avere il via libera della volontà dovrebbe passare all’esame della ragione e degli altri valori nei quali si crede.
Riflettere e ponderare prima di parlare e di agire non mortifica dunque la spontaneità ma la arricchisce di maggiore consapevolezza e libertà.

18/10/2017

Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che a volte ci affliggono: raffreddori, piccole contusioni, ecc … Altri disturbi richiedono ricerche approfondite e cure impegnative e durature. Così avviene anche per quanto può turbare la serenità delle persone, dei gruppi, della società. A volte sono sufficienti una parola chiarificatrice od primo passo fatto con gratuità e benevolenza; spesso però ciò che inquina la vita personale e di relazione è qualcosa di più serio e profondo. In questi casi non basta incontrarsi, dialogare, trattare ma si dovrà intervenire per risanare il cuore e la mente di chi pensa ed agisce prevalentemente per egoismo, tornaconto, grettezza; con superficialità, con indifferenza. La terapia è lunga, richiede impegno ed anche fatica ma i risultati ci sono e … si vedono.

05/10/2017

“Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. “Inoltrandosi nella terza età si sperimentano i limiti evidenziati dal declino delle forze fisiche e dal passo spedito di chi ci cammina accanto giusto il tempo di sorpassarci.
La prima reazione può essere di disappunto. Poi il buon senso ci dice che è la legge della vita ed infine, con mille altre motivazioni anche le più negative emozioni istintive si addolciscono e si sente la serenità a portata di mano.
In definitiva non si tratta di ritirarsi o di essere emarginati ma di occupare il posto giusto al tempo giusto.
Per nessuno Dio disegna posteggi, tantomeno ripostigli. Al contrario ritaglia, per ciascuno, spazi su misura”.

01/10/2017

"Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino e sono, per così dire, più “creative”. Una in particolare dovremmo sempre ricordare. Si intitola: il Vangelo. Una parola che già in sé stessa significa “lieto annuncio, buona notizia”. Il Vangelo propaga la notizia della esistenza, della presenza, della vicinanza di Dio; di Dio paternità, benevolenza, misericordia. E’ la notizia predicata da Gesù, affidata ai suoi discepoli e giunta fino a noi. Ha cambiato, nel corso dei secoli, il cuore e la vita a milioni di persone. E’ una notizia conosciuta e al tempo stesso dimenticata; molto predicata e non altrettanto messa in pratica; a volte combattuta ma sempre vitale. E’ la notizia che può rinnovare il mondo perché è in grado di risanare il cuore delle persone e renderle così capaci di fare e di ricevere il bene. Altre ricette possono rivelarsi rimedi palliativi e illusorii".

24/09/2017

Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri.
Da martedì 19 settembre il quotidiano Corriere della Sera pubblica e distribuisce gratuitamente un inserto settimanale dedicato alla “buone notizie, all’impresa del bene!”.
Ci si accorge che sono all’opera 300 mila imprese non profit, 4,7 milioni di volontari, e circa 1 milione di dipendenti e collaboratori.
Ci si accorge, e questa è - sopra tutte - la buona notizia, che anche il bene interessa la opinione pubblica, non tanto per dimenticare il male, ma perché in tutti c’è sì la voglia di stare bene ma anche il desiderio di fare il bene.

18/09/2017

Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi di presenza e di azione sono chiaramente indicati e delimitati da tre lati. Tre lati chiaramente distinti seppur saldamente uniti e quindi comunicanti, in relazione. Se ben ricordo le nozioni di geometria apprese a suo tempo, mentre nelle altre figure triangolari ogni lato ha un nome proprio nell’equilatero la distinzione non è necessaria. Ma i confini o lati che regolano lo spazio della vita hanno il loro nome. Si chiamano Dio, gli altri, io. Se questi lati-confine fossero riconosciuti, accettati, rispettati, ed anche allargati ma equamente … Alcuni potranno pensare che le parole : lato, confine, spazio evocano l’idea della chiusura, della difesa, dell’egoismo. Anche il termine “porta” può indicare realtà contraddittorie a seconda che sia una porta aperta o una porta chiusa!

10/09/2017

E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, si è notato un crescente avvistamento di cetacei; fenomeno documentato da una lunga lista di nomi con i relativi numeri confrontati con quello degli anni precedenti. Anche le presenze degli “umani” hanno reso più vivace la città di Genova e la riviera. Pur interessato alla ecologia ed in qualche modo coinvolto in ciò che comporta la promozione o meno del turismo, mi interessa, tuttavia, fare una riflessione meno economica ma che credo ugualmente importante. Dovremmo renderci più attenti ed entusiasti per quanto continua a fiorire attorno a noi; anche sull’asfalto, fra le pietre, nei cuori apparentemente più aridi. Contemporaneamente dovremmo renderci meno indifferenti, più attenti e preoccupati per quanto di positivo rischia di appassire, seccare, morire anche nei terreni già fiorenti e fertili.

05/09/2017

Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne crescono altri nel silenzio, rischiano di venir ritenuti illusi che chiudono gli occhi su quanto accade non solo nel mondo ma anche in casa nostra.

In realtà se non ci fossero persone sostenute -  nel loro pensare ed agire -  dalla fiducia, dalla speranza, dalla generosità il deserto avrebbe già ricoperto la terra.  

Ha scritto Georges Bernanos:  

“Noi apparteniamo alla razza di chi spera; apparteniamo a quel popolo dell’ attesa che non dispera mai, per la quale la disperazione è una parola vuota di senso analoga alla parola niente”.

Anche una sola goccia di acqua dolce rende l’oceano meno salato, come la benevolenza di un semplice sorriso o sguardo alleggerisce il fardello che incurva tante spalle.

01/09/2017

Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di osservare con interesse sì  - ma anche con superficialità - un monumento o qualche grande edificio.

Ora mi ci sto avvicinando e continuo a fare scoperte sorprendenti e belle.

Sto parlando del pianeta “rangers” e dei suoi molteplici satelliti.

Mondi tutti nei quali si ritrovano valori che si credevano perduti; mondi nei quali non ci si limita a pensare, discutere ma ci si sforza di passare, con coerenza, al dunque.

Si cerca anche se non sempre si riesce a realizzare tutto e subito, come si vorrebbe.

Sarei felice che, fra le “millemani” e i mille cuori, continuasse a trovare posto il pizzico di sale che dalla fiducia nel Vangelo trova   la capacità e la forza di dare vivacità, sapore e gusto anche alle cose più semplici e scontate. 

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Ultimo aggiornamento: 14-10-18