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a cura di Padre Angelo Grande


 

<14/04/2018 - Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?   ...>

<07/04/2018 - Caro Modesto,   ...>

<31/03/2018 - Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua   ...>

<23/03/2018 - Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza.   ...>

<18/03/2018 - È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò   ...>

<10/03/2018 - Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore!   ...>

<04/03/2018 - Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a   ...>

<25/02/2018 - Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti.  ...>

<17/02/2018 - Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando  ...>

<11/02/2018 - Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe  ...>

<04/02/2018 - Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri  ...>

<30/01/2018 - Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati  al santuario della Madonnetta  ...>

<21/01/2018 - “Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose.  ...>

<13/01/2018 - Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che  ...>

<05/01/2018 - Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”.  ...>

<27/12/2017 - “Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti.  ...>

<19/12/2017 - Natale 2017  ...>

<16/12/2017 - Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case  ...>         

<10/12/2017 - Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti  ...>

<02/12/2017 - Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, ...>

<28/11/2017 - Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o  ...>

<18/11/2017 - “Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri -  ...>

<12/11/2017 - Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico -  ...>

<05/11/2017 - Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere;  ...>

<28/10/2017 - “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. ...>

<20/10/2017 - A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da ...>

<18/10/2017 - Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che ...>

<05/10/2017 - “Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. ...>

<01/10/2017 - "Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino. ...>

<24/09/2017 - Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri. ...>

<18/09/2017 - Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi ...>

<10/09/2017 - E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, ...>

<05/09/2017 - Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne ...>

<01/09/2017 - Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di ...>

 

14/04/2018

Ma la primavera di questo 2018 si decide ad arrivare o no?
Gli esperti alternano previsioni di bassa ed alta pressione; di correnti calde o venti dal nord e conseguente aumento o calo della temperatura, ecc …
Il nostro influsso sulle stagioni non va oltre attese più o meno confermate.
Al contrario possiamo e dobbiamo influenzare ed anche dominare le stagioni che riempiono di tepore o gelo, di serenità o nuvole, di fiori e frutti o rovi e bacche i nostri giorni e le pareti fra cui viviamo.

07/04/2018

Caro Modesto,
mancano poche settimane al primo anniversario della tua partenza per un Paese lontano ma ben conosciuto, un paese che giustamente amiamo chiamare Casa., casa del Padre e quindi nostra.
Con discrezione, anche se pubblicamente perché sicuro di dare voce a tanti altri, desidero intrattenermi con te - con più parole di quante ne usassimo un tempo - con la stima e l’affetto, spero reciproci, non scoppiati emotivamente ma costruiti ed anche difesi negli anni che ci hanno visto crescere non solo vicini ma soprattutto assieme.
Forse, se fossi stato di turno alla porta, quando hai bussato per chiedere di entrare in Casa ti avrei raccomandato ancora una volta di riordinare il tuo aspetto e curare più attentamente alcuni particolari, ma poi guardandoti più in profondità e leggendoti nel cuore, avrei aperto; non solo: avrei addirittura spalancato i battenti perché la onestà, la generosità, l’altruismo, l’amore verso il Padre e i Fratelli sono chiavi che aprono ogni serratura.
Perciò, alla domanda – che non può mancare in una lettera – “come stai?”, sono sicuro che risponderai, come eri solito fare, non dicendo”bene, benissimo”, ma mostrando il pollice della mano destra alzato, e premurandoti di aggiungere anche quello della mano sinistra.
Come sai bene – sono infatti sicuro che aprendo con la mano le nuvole ti affacci spesso dalle nostre parti, leggi “Il Chiodo”, ascolti “Radio fra le note”, partecipi attentamente alle riunioni ad ogni livello, ti aggiri per le sedi – almeno una volta al mese ci ritroviamo in tanti (questa sera otto aprile nella chiesa di S. Nicola a Sestri) a pregare per te; soprattutto a pregare con te, insieme.
Insieme fra noi e con te per fare in modo che il buon seme evangelico della fiducia verso gli altri e soprattutto verso Dio, che hai instancabilmente donato, sia custodito gelosamente, accompagnato nella crescita e difeso da quanti lo vorrebbero modificare o trasformare geneticamente.
Ciao Modesto e grazie!

31/03/2018

Vorrei condividere una riflessione suggerita dai testi della liturgia dei giorni di Pasqua i quali invitano ad adorare e acclamare, con ammirazione e gratitudine, quanto ricordato e ricreato:
dal crudele e secco legno di una croce è sorta e continua a nascere vita e conseguentemente gioia.
Come è possibile?
Se guardo il Crocifisso - con le braccia spalancate e accoglienti - ricordo le parole di Gesù:
“per voi, per te!”, e non posso fare a meno di sentirmi amato.
E chi si sente amato non ha forse scoperto e bevuto alla sorgente della serena felicità?
Sono poi sicuro, me lo conferma la risurrezione, che la fonte è sempre viva e zampillante.
Cantiamo allora, con tutto il cuore, la parola ebraica ”alleluia: lodate Dio”.
Buona Pasqua!

23/03/2018

Lentamente, pur senza esplosione di colori e tepore, la primavera avanza. Avanza inarrestabile.
Perché non sentirci coinvolti in questo processo di rifioritura e di rinascita?
Perché rimanere rinchiusi o addirittura prigionieri nel nido che ci costruiamo e che a lungo andare rischia di soffocarci?
E’ Pasqua! Nessuno rimanga inchiodato alle proprie croci, sigillato nella propria tomba.
Possiamo e dobbiamo rialzarci, uscire, camminare, risorgere.
Fin da ora.
Grazie a Lui, con Lui.

18/03/2018

È nota l’affermazione di Archimede di Siracusa (287 ? – 212 a.C.): “datemi un punto di appoggio e solleverò il mondo!”. In molti, prima e dopo di lui, hanno cercato di cambiare il mondo facendo leva su generosità, intelligenza, retta intenzione, buona volontà: spendendosi e donandosi senza riserva o addirittura imponendosi con il potere.
Anche il mondo dei Rangers-Millemani-Mosaico, e con esso l’universo del volontariato si impegna a “trasformare il mondo”.
L’autore cristiano della “lettera agli Ebrei” (I sec.) chiama àncora il punto di appoggio che ci presenta ed offre. Egli scrive: “abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è stata proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra … dove Gesù (con la risurrezione) è entrato precursore per noi” (6,18-20). Da sempre l’àncora è simbolo di stabilità, sicurezza. E’ garanzia di speranza.

10/03/2018

Al centro della festa di Pasqua c’è la morte in croce e la risurrezione di Gesù Cristo, il Signore! Nei giorni scorsi ne ho parlato con bambini e ragazzi del gruppo Madonnetta del movimento Rangers, fondato da P. Modesto. Ho ricordato con loro che quando si domanda ai più piccoli quanto bene vogliano alla mamma ed al papà, essi rispondono allargando le braccia quanto possibile. Guardando il Crocifisso e rivolgendo a Gesù la domanda: “quanto bene mi vuoi?” avremmo la stessa risposta: due braccia aperte all’inverosimile in segno di accoglienza che perdona e rincuora: due braccia più eloquenti di tante parole!

04/03/2018

Essere ed apparire. Non sempre, nella vita reale, i due verbi si incontrano perché spesso una persona riesce a presentarsi quale in effetti non è. Bisognerebbe, invece, darsi da fare per costruirsi interiormente senza preoccuparsi eccessivamente del riflesso della propria immagine. Gli aderenti a Millemani, Rangers e simpatizzanti hanno riflettuto sull’argomento nel primo dei tre incontri in preparazione alla Pasqua. L’ ”apparire” è stato accostato alla “religiosità” la quale corre il rischio di essere limitata o ridotta a parole, a immagini derubate della propria valenza capace di alimentare ed esprimere sinceramente un interiore atteggiamento di fede-fiducia, unica in grado di garantire una autentica relazione con Dio

25/02/2018

Chi parla con le mani, cioè chi agisce coerentemente al suo dire, si fa capire da tutti. Sono i fatti la migliore garanzia a quanto si afferma.
Ma le mani vengono mosse dal cervello e perché il loro parlare non scaturisca solo dalla intelligenza, dal ragionamento, dal calcolo a volte freddo o peggio opportunista, è necessario che con il cervello intervenga il cuore.
Un cuore che deve essere educato, curato e, a volte, sostituito, trapiantato.. La quaresima è una buona occasione per sottoporsi a questa cura capace di rendere il nostro agire utile, intelligente e soprattutto insaporito e riscaldato dall’amore.

17/02/2018

Si narra che il filosofo greco Diogene (416-323 circa a. C.), passeggiando tra le bancarelle dei mercati – al vedere attorno ad esse interesse e movimento di folla – esclamasse: “Di quante cose posso fare a meno!”.
Oggi si afferma che si progredisce nella misura in cui si produce, e conseguentemente si invita a consumare per produrre di più.
Ma cosa consumare e cosa produrre? Produrre per creare esigenze velleitarie o per soddisfare bisogni e necessità?
Si sbagliava o aveva ragione S. Agostino che insegnava che è meglio controllare i desideri che accaparrarsi le cose?
Il tempo di quaresima ci ricorda e ci propone un cammino guidato da : “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).

11/02/2018

Le statistiche, lo sappiamo, sono da interpretare. Esse infatti attribuiscono a ciascuno meriti o colpe che il più delle volte sono attribuibili ad alcuni, anche se molti.
Nei giorni scorsi, ad esempio, abbiamo letto che in Italia ogni famiglia, in media, spreca annualmente 145 kg di cibo per un totale di 16 miliardi; spreco non certamente imputabile a quanti vediamo rovistare nei cassonetti.
Il prossimo 14 febbraio entreremo, con l’austero segno-richiamo delle “ceneri”, nei quaranta giorni di quaresima. Una buona occasione per disintossicarci e riprendere la linea. Soprattutto una occasione per liberarci dall’ansia di avere sempre di più, di più. Una occasione - da trasformare in abitudine - per aprirci agli altri in ogni dimensione di attenzione e di solidarietà.
Anche a costo di qualche rinuncia e sacrificio personali.

04/02/2018

Ciascuno di noi, più o meno consapevolmente, influenza e a volte pure condiziona l’agire degli altri. Tutti, quindi, in qualche misura siamo educatori e formatori; responsabili del bene o del male comune. Non basta guardare dalla finestra limitandosi ad approvare o a condannare gli altri.
Siamo coinvolti. Verifichiamo dunque il nostro comportamento con la seguente affermazione di Romano Guardini: “Il primo fattore formativo è: ciò che l’educatore è; il secondo ciò che l’educatore fa; solo il terzo è ciò che egli dice”
(Le età della vita).

30/01/2018

Qualche giorno fa, per la precisione sabato 27 gennaio, ci siamo ritrovati al santuario della Madonnetta per “incontrare” P. Modesto. Nell’invito si parlava di “ricordarlo” con la celebrazione della messa, la messa che non deve finire! Ma celebrare la messa significa incontrare Colui ha affermato essere vita, una vita comunicata ai suoi perché con Lui continuino a vivere. A vivere nella casa del Padre. Per questo siamo convinti che il ricordo si è trasformato in incontro, in comunione. Come in una grande famiglia stretta attorno ad unico Padre.

21/01/2018

“Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose. La veduta dipende dallo sguardo”. Condivido appieno questa riflessione della poetessa Alda Merini (1931-2009) . In essa si esprime rispetto per lo sguardo, la sensibilità, la cultura - in una parola - per la personalità dell’altro. Sono nondimeno grato a chi, guardando con me dalla finestra, mi aiuta a riconoscere nel panorama, aspetti e particolari che altrimenti mi sfuggirebbero. Non devo svendere la mia originalità ma neppure negare, con orgoglio e presunzione, ogni dialogo e confronto.
E’ da saggi permettere che alla finestra della nostra vita si affaccino con noi altri i quali, all’occorrenza, possano fornirci di occhiali adatti. Adatti non solo a vedere in superficie ma a conoscere in profondità.

13/01/2018

Si ritiene libero chi non subisce condizionamenti di sorta che impediscono di realizzare quanto ritiene cosa buona in se stessa; cosa buona che vada ben oltre l’utile e il piacevole immediati. I condizionamenti più numerosi e più vincolanti li troviamo in noi stessi: l’ ignoranza che fa apparire lanterne semplici lucciole; l’egoismo e l’orgoglio che limitano gli orizzonti e rifiutano le occasioni di confronto; l’avarizia che rende calcolatori gretti; l’opportunismo che non rispetta niente e nessuno; la pigrizia che impedisce ogni coinvolgimento e rimanda senza mai concludere; la presunzione che si arroga il diritto di giudicare e pure di condannare; la permalosità che spegne la serenità e la gioia; ecc .. ecc …
Tutti questi nemici della libertà, ed altri ancora, li riconosciamo e combattiamo facilmente nei comportamenti degli altri. Non basta!
La libertà si conquista quando si riesce a spezzare o per lo meno a controllare i legacci che ci portiamo dentro.
E’ pienamente libero, dunque, chi non è soggetto a condizionamenti personali od esterni, chi è guidato e condotto dal bene. Dal Bene!

05/01/2018

Come si dice popolarmente: “con l’Epifania, tutte le feste vanno via”. E mentre alcuni saranno contenti di riprendere una vita più tranquilla, altri rimpiangeranno vacanze, incontri, cenoni, ecc …
Ma poiché ogni festa vuole ricordare e possibilmente rinnovare qualche evento gioioso, è doveroso interrogarci su quanto hanno prodotto e lasciato in noi gli eventi ricordati e celebrati con il Natale. Possiamo, ad esempio, dire che tali feste sono state una stella cometa che ci ha guidati allo riscoperta del Bambino nato per noi? E in quel Bambino abbiamo riconosciuto che attraverso Lui, lo stesso Dio prende il nostro DNA e ci dona il suo? Ci siamo sentiti spinti ad entrare più realisticamente nella famiglia che raduna tutti, proprio tutti, attorno allo stesso Padre?
Solo nella misura in cui tali certezze sono rinate e si sono consolidate possiamo continuare a cantare coerentemente: “la nostra festa non deve finire, perché la festa siamo noi …” e ce la portiamo dentro, motore di vita!

27/12/2017

“Nel giardino della solitudine crescono due generi di frutti. Vi si possono cogliere il riposo, la disponibilità a riflettere e a discernere; il tempo di ricordare e progettare con serenità; la opportunità di conoscersi e di conoscere al di là delle apparenze, ecc …
Accanto a questi frutti ne crescono altri amari, velenosi. La solitudine, infatti, può generare sfiducia, depressione, insoddisfazione pessimismo, egoismo, rivalità, ecc … ecc …
Nell’aiuola della solitudine si possono cogliere fiori o rovi. Può trovare fiori chi è solo, raccoglie rovi chi si sente solo”.
La festa del Natale ci ha ricordato che “ (Dio) venne ad abitare accanto a noi” (Gv 1,14) e che anche se “io sono povero e solo, il Signore ha cura di me”(Sal 40, 18)”.
Con questa fiducia sapremo cogliere, nel giardino del 2018, più fiori che rovi. Auguri!

19/12/2017 - NATALE 2017

16/12/2017

Quest’anno mi sto riconciliando con le luci fantasiose che sprigionano gli alberi di Natale in tante case e nelle piazze di molte città; mi rappacifico con le luci che rischiarano vie e vetrine.
Penso: “sono solo inconscio desiderio di fuga ed evasione dal grigiore quotidiano; ricerca di colori e di tepore o segnale dell’ inconscio desiderio e innato bisogno di essere trasfigurati da un’altra Luce?
Giovanni, nel suo vangelo, così presenta il Natale: “Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” (1,9).
Le altre sono luci che devono orientare e condurre alla Fonte (cfr Gv 1,7-8).
L’augurio di buon Natale ci invita a ricercare e a premere l’ interruttore giusto
 

10/12/2017

Ci si rallegra che alcune feste cristiane siano ricordate e celebrate anche in ambienti apparentemente non interessati al loro messaggio religioso. Dispiace, d’altra parte, che la superficialità e l’indifferenza dilaganti impediscano di apprezzarne l’aroma particolare con il quale tali feste, vissute con autenticità e coerenza, rendono gustoso il vissuto quotidiano. Natale ci ricorda la costante presenza e vicinanza di Dio; una vicinanza che può maturare in un’esaltante incontro a tu per Tu; un incontro che permette di guardarsi in faccia con il cuore negli occhi, e che apre ad una sconfinata fiducia reciproca. Questo sì che è un “buon Natale”!

02/12/2017

Quando si fanno gli auguri si esprime il desiderio che nella vita dei destinatari entri e cresca qualcosa di bello, di positivo, di buono.
Qualcosa o qualcuno!
Durante la celebrazione della Messa il sacerdote, convinto che avere Dio compagno di cammino sia garanzia rassicurante, augura ripetutamente: “il Signore sia con voi”.
Anche nel comune modo di dire si usa l’espressione: “Vai con Dio”.
Il calendario della Chiesa fa precedere il Natale dal periodo di “avvento, venuta” per motivarci ad accogliere convenientemente Colui che prese nazionalità, residenza e domicilio accanto a ciascuno di noi per assicurarci così “nuovi cieli e terra nuova”.
La celebrazione dell’”avvento” non solo ci dispone ad aspettarlo ma ci spinge anche ad “andargli incontro”.
Buon viaggio, dunque!

28/11/2017

Ogni incontro interpersonale, anche il più superficiale, fa scattare la reazione della simpatia o del suo contrario. Quando la frequentazione diventa, per vari motivi, più coinvolgente ed assidua è necessario lavorare su tali reazioni. L’incontro con l’altro provoca il confronto, il confronto evidenzia le differenze, le differenze costringono alla ricerca e alla scelta di ciò che è meglio. Individuare e condividere assieme i valori portanti apre alla collaborazione e sussidiarietà, mentre la mancanza di dialogo porta al disinteresse, alla sopportazione, allo scontro. Il cammino insieme, non sempre facile, è reso possibile e fruttuoso solo se ci si rispetta ed accoglie reciprocamente.

18/11/2017

“Non amiamo a parole ma con i fatti”. Al tema della prima Giornata Mondiale dei poveri (domenica 19 novembre), associazione, parrocchie e gruppi si sono ispirati per mettere a punto iniziative a favore degli “ultimi”. Un parroco di Roma, ad esempio, ha coinvolto 10 ristoranti che per l’occasione offriranno il pranzo a 120 persone. Altri 4.000 “poveri” saranno accolti, dopo la messa celebrata in S. Pietro, nell’Aula delle udienze e in vari istituti e collegi di Roma. Cose tutte buone e ottime se non usate per mascherare egoismo ed indifferenza e per tacitare la propria coscienza. Gli “ultimi”, ha scritto il Papa per l’occasione, non devono essere “i destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta a settimana ma fratelli con i quali incontrarsi per dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita”.

12/11/2017

Non conoscevo Edmund Burke (1729-1797) - uomo politico, filosofo e scrittore britannico - prima di leggere la seguente sua riflessione: “Per il fatto che mezza dozzina di grilli, sotto una siepe, facciano risuonare tutto il campo col loro strepito incessante, non dovete credere che quelli che fanno tanto rumore siano i soli abitanti del campo stesso”. E’ confortante avere conferma che la ragione non sempre è di chi, nel campo, più alza la voce.

05/11/2017

Definiamo fluido ciò che riusciamo a toccare ma non a trattenere; quanto ci passa tra le mani ma al tempo stesso ci fugge. Ciò che è fluido, liquido ci appare inconsistente, superficiale, vano. Alcuni definiscono fluide la società, le attività, la famiglia, le relazioni interpersonali, … e conseguentemente la vita stessa. Esiste fortunatamente un antidoto a questa deriva di pensiero che rischia di frenare ogni slancio e spinge alla indifferenza e al disinteresse. Esiste un solidificante capace di dare consistenza a quanto è fluido o forse appare solo tale. Si chiama: amore, una parola che tradotta significa: andare oltre se stessi.

28/10/2017

“Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Anche chi è digiuno di vangelo conosce,e forse ha anche citato, questa risposta che Gesù diede a chi voleva metterlo in seria difficoltà chiedendogli una netta ed imbarazzante presa di posizione politica. Infatti: legittimando il tributo a Cesare - l’imperatore straniero ed invasore - egli avrebbe approvato il potere usurpatore e al tempo stesso negato la piena sovranità di Dio sul popolo eletto. La sua risposta lo avrebbe scoperto o collaborazionista o rivoluzionario compromettendogli in ogni caso la vita.
Gesù ampia gli orizzonti, alza il tiro e risponde: esiste un mondo tangibile, il mondo di Cesare, nel quale viviamo ed esiste anche - non meno reale – un mondo spirituale, il mondo di Dio. Due realtà non necessariamente in contrasto o in competizione fra loro, ma pienamente conciliabili, anzi capaci di collaborazione ed intesa. La stessa umana vita di Gesù sta a dimostrare la possibilità e la bellezza di questo incontro tra il cielo e la terra. L’ordine e l’ equilibrio si rompono quando l’uomo pretende di invadere il campo di Dio o pensa di poterne farne a meno. Il mondo di Dio e quello di Cesare possono e devono camminare assieme per la costruzione di un progresso vero e duraturo.
 

20/10/2017

A volte la spontaneità, dote apprezzabile ed apprezzata perché libera da convenzioni condizionanti, non è affatto libera ma soggetta a reazioni istintive non sempre positive. La paura, ad esempio, è una reazione - di fronte ad una situazione preoccupante o creduta tale - spontanea ma anche istintiva, e sappiamo bene che ciò che è istintivo prima di avere il via libera della volontà dovrebbe passare all’esame della ragione e degli altri valori nei quali si crede.
Riflettere e ponderare prima di parlare e di agire non mortifica dunque la spontaneità ma la arricchisce di maggiore consapevolezza e libertà.

18/10/2017

Si individuano con un una certa facilità le cause ed anche i rimedi di alcuni malesseri che a volte ci affliggono: raffreddori, piccole contusioni, ecc … Altri disturbi richiedono ricerche approfondite e cure impegnative e durature. Così avviene anche per quanto può turbare la serenità delle persone, dei gruppi, della società. A volte sono sufficienti una parola chiarificatrice od primo passo fatto con gratuità e benevolenza; spesso però ciò che inquina la vita personale e di relazione è qualcosa di più serio e profondo. In questi casi non basta incontrarsi, dialogare, trattare ma si dovrà intervenire per risanare il cuore e la mente di chi pensa ed agisce prevalentemente per egoismo, tornaconto, grettezza; con superficialità, con indifferenza. La terapia è lunga, richiede impegno ed anche fatica ma i risultati ci sono e … si vedono.

05/10/2017

“Spero sia utile, anche ai giovani, la riflessione che col passare degli anni mi accompagna insistentemente. “Inoltrandosi nella terza età si sperimentano i limiti evidenziati dal declino delle forze fisiche e dal passo spedito di chi ci cammina accanto giusto il tempo di sorpassarci.
La prima reazione può essere di disappunto. Poi il buon senso ci dice che è la legge della vita ed infine, con mille altre motivazioni anche le più negative emozioni istintive si addolciscono e si sente la serenità a portata di mano.
In definitiva non si tratta di ritirarsi o di essere emarginati ma di occupare il posto giusto al tempo giusto.
Per nessuno Dio disegna posteggi, tantomeno ripostigli. Al contrario ritaglia, per ciascuno, spazi su misura”.

01/10/2017

"Tutte le belle notizie rallegrano e danno coraggio e speranza. Alcune però ci toccano più da vicino e sono, per così dire, più “creative”. Una in particolare dovremmo sempre ricordare. Si intitola: il Vangelo. Una parola che già in sé stessa significa “lieto annuncio, buona notizia”. Il Vangelo propaga la notizia della esistenza, della presenza, della vicinanza di Dio; di Dio paternità, benevolenza, misericordia. E’ la notizia predicata da Gesù, affidata ai suoi discepoli e giunta fino a noi. Ha cambiato, nel corso dei secoli, il cuore e la vita a milioni di persone. E’ una notizia conosciuta e al tempo stesso dimenticata; molto predicata e non altrettanto messa in pratica; a volte combattuta ma sempre vitale. E’ la notizia che può rinnovare il mondo perché è in grado di risanare il cuore delle persone e renderle così capaci di fare e di ricevere il bene. Altre ricette possono rivelarsi rimedi palliativi e illusorii".

24/09/2017

Una bella iniziativa che farà certamente piacere al mondo di Millemani e a molti altri.
Da martedì 19 settembre il quotidiano Corriere della Sera pubblica e distribuisce gratuitamente un inserto settimanale dedicato alla “buone notizie, all’impresa del bene!”.
Ci si accorge che sono all’opera 300 mila imprese non profit, 4,7 milioni di volontari, e circa 1 milione di dipendenti e collaboratori.
Ci si accorge, e questa è - sopra tutte - la buona notizia, che anche il bene interessa la opinione pubblica, non tanto per dimenticare il male, ma perché in tutti c’è sì la voglia di stare bene ma anche il desiderio di fare il bene.

18/09/2017

Mi piace immaginare la mia vita all’interno di un triangolo equilatero dove gli spazi di presenza e di azione sono chiaramente indicati e delimitati da tre lati. Tre lati chiaramente distinti seppur saldamente uniti e quindi comunicanti, in relazione. Se ben ricordo le nozioni di geometria apprese a suo tempo, mentre nelle altre figure triangolari ogni lato ha un nome proprio nell’equilatero la distinzione non è necessaria. Ma i confini o lati che regolano lo spazio della vita hanno il loro nome. Si chiamano Dio, gli altri, io. Se questi lati-confine fossero riconosciuti, accettati, rispettati, ed anche allargati ma equamente … Alcuni potranno pensare che le parole : lato, confine, spazio evocano l’idea della chiusura, della difesa, dell’egoismo. Anche il termine “porta” può indicare realtà contraddittorie a seconda che sia una porta aperta o una porta chiusa!

10/09/2017

E’ di qualche giorno fa la notizia che nel mar Ligure, nel corso di quest’anno, si è notato un crescente avvistamento di cetacei; fenomeno documentato da una lunga lista di nomi con i relativi numeri confrontati con quello degli anni precedenti. Anche le presenze degli “umani” hanno reso più vivace la città di Genova e la riviera. Pur interessato alla ecologia ed in qualche modo coinvolto in ciò che comporta la promozione o meno del turismo, mi interessa, tuttavia, fare una riflessione meno economica ma che credo ugualmente importante. Dovremmo renderci più attenti ed entusiasti per quanto continua a fiorire attorno a noi; anche sull’asfalto, fra le pietre, nei cuori apparentemente più aridi. Contemporaneamente dovremmo renderci meno indifferenti, più attenti e preoccupati per quanto di positivo rischia di appassire, seccare, morire anche nei terreni già fiorenti e fertili.

05/09/2017

Quanti si ostinano a credere e a dire che accanto a tanti alberi che cadono fragorosamente ne crescono altri nel silenzio, rischiano di venir ritenuti illusi che chiudono gli occhi su quanto accade non solo nel mondo ma anche in casa nostra.

In realtà se non ci fossero persone sostenute -  nel loro pensare ed agire -  dalla fiducia, dalla speranza, dalla generosità il deserto avrebbe già ricoperto la terra.  

Ha scritto Georges Bernanos:  

“Noi apparteniamo alla razza di chi spera; apparteniamo a quel popolo dell’ attesa che non dispera mai, per la quale la disperazione è una parola vuota di senso analoga alla parola niente”.

Anche una sola goccia di acqua dolce rende l’oceano meno salato, come la benevolenza di un semplice sorriso o sguardo alleggerisce il fardello che incurva tante spalle.

01/09/2017

Fino a qualche tempo fa mi sentivo quasi un “turista” che si accontenta di osservare con interesse sì  - ma anche con superficialità - un monumento o qualche grande edificio.

Ora mi ci sto avvicinando e continuo a fare scoperte sorprendenti e belle.

Sto parlando del pianeta “rangers” e dei suoi molteplici satelliti.

Mondi tutti nei quali si ritrovano valori che si credevano perduti; mondi nei quali non ci si limita a pensare, discutere ma ci si sforza di passare, con coerenza, al dunque.

Si cerca anche se non sempre si riesce a realizzare tutto e subito, come si vorrebbe.

Sarei felice che, fra le “millemani” e i mille cuori, continuasse a trovare posto il pizzico di sale che dalla fiducia nel Vangelo trova   la capacità e la forza di dare vivacità, sapore e gusto anche alle cose più semplici e scontate. 

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Ultimo aggiornamento: 14-04-18