a cura di Padre Luigi Kershbamer
10/08 - Preghiera
Signore Dio mio, presta ascolto alla mia preghiera (Sal 60, 2); la tua
misericordia esaudisca il mio desiderio, che non arde per me solo, ma vuole
anche servire alla mia carità per i fratelli. Tu vedi nel mio cuore che è
così. (Conf. XI, 2.3)
Per la riflessione
La salita alla sapienza parte dal timore, perché: Principio della
sapienza è il timore del Signore. Dalla valle del pianto si sale al monte
della pace. (Sermo 347, 2)
Pensiero agostiniano
Il timore è schiavo, la carità è libera; così che possiamo anche dire:
il timore è lo schiavo della carità. (Sermo 156, 13.14)
09/08 - Preghiera
Signore, mi valga per il conseguimento della liberazione il prezzo tanto
grande del sangue del mio Signore; e nei pericoli di questa vita, non mi
abbandoni la tua misericordia. (En. in Ps. 25, I, 11)
Per la riflessione
Per conservare la verecondia corporale si può tollerare la menzogna,
almeno quella che non lede né la dottrina della fede, né la pietà, né la
rettitudine, né la benevolenza. (De mendacio 20.41)
Pensiero agostiniano
Quanto alla salute eterna, nessuno può esservi addotto con l’ausilio
della menzogna. (De mendacio 21.42)
08/08 - Preghiera
Se tu, Signore, mi soccorri, se tu mi accogli […] stabilisci la legge
per me nel tuo Cristo. Perché la stessa via ci ha parlato ed ha detto: Io
sono la via, la verità, la vita (Gv 14, 6). (En. in Ps. 17, 38)
Per la riflessione
Quando coloro che non sono mansueti ascoltano queste parole, non si
allietano, ma si adirano; sono costoro che dicono che li abbiamo fatti
diventare asini. Coloro invece che son mansueti, non disdegnino di ascoltare
e di essere ciò che odono. (En. in Ps. 33, d. 2, 5)
Pensiero agostiniano
Il dono primario e grande dello Spirito è l’umiltà e la mitezza del
cuore. (Expositio ad Galatas 45)
07/08 - Preghiera
Per tutto il tempo in cui sono in questa vita, nessuna avversità mi
escluda dal numero di coloro che mantengono in tutto il mondo l’unità e la
verità della fede del Signore. Al fine cioè che si manifesti, a me che
persevero nella fede, la visione gioiosa [di Dio], e possa contemplarla
faccia a faccia. E assorbita la morte nella vittoria, possa rivestire
l’immortalità, divenuto suo tempio. (En. in Ps. 26, I, 4)
Per la riflessione
Che tu possa volere qualcosa di proprio, diverso da ciò che vuole Dio, è
permesso all’umana fragilità, all’umana debolezza: è difficile che non ti
capiti di volere qualcosa di particolare; ma subito rifletti a chi è sopra
di te. Egli è sopra di te, tu sei sotto di Lui; […] per questo ti corregge,
ti sottomette alla sua volontà, dicendo per te: Non però ciò che io voglio,
ma ciò che tu vuoi, Padre. (En. in Ps. 32, II, d. 1, 2)
Pensiero agostiniano
Il gelo della carità è il silenzio del cuore; l’ardore della carità è il
grido del cuore. (En. in Ps. 37, 14)
06/08 - Preghiera
In te, Signore, è la mia gioia, riscattami da quella tristezza che in me
suscitano i miei peccati. (En. in Ps. 31, I, 7)
Per la riflessione
La tua volontà si pieghi alla volontà di Dio, e non la volontà di Dio si
torca alla tua. (En. in Ps. 31, II, 26)
Pensiero agostiniano
Sottoponiamo l’anima a Dio, se vogliamo sottoporre il nostro corpo a
schiavitù e trionfare del diavolo. (De agone christiano 13.14)
05/08 - Pensiero agostiniano
Non è penoso e gravoso ciò che comanda Colui che aiuta a mettere in
pratica ciò che comanda. (Sermo 96, 1)
04/08 - Pensiero agostiniano
La giustizia è un bene che non solo nessuno possiede male, ma nessuno
può possederla se non l’ama. (Ep. 153, 6.26)
03/08 - Pensiero agostiniano
Trascendi il corpo e comincia a gustare l’anima; trascendi anche l’anima
e arriva a gustare Dio. (In Io. Ev. 20, 11)
02/08 - Pensiero agostiniano
Anche se tu chiedessi qualche altra cosa, come ti basterebbe dal momento
che non ti basta Dio? (Sermo 105, 3.4)
01/08 - Pensiero agostiniano
Nelle cose spirituali, quando il più piccolo si unisce al più grande,
come la creatura al Creatore, il primo diventa più grande di quello che era,
non il secondo. (De Trinitate VI, 8)

31/07 - Pensiero agostiniano
Imparate, o uomini, a bramare la vita eterna mediante la grazia della Nuova
Alleanza. (Ep. 140, 8.22)
30/07 - Pensiero agostiniano
Cantate con le voci, cantate con i cuori; cantate con le labbra, cantate con
i costumi. (Sermo 34, 6)
29/07 - Pensiero agostiniano
E non è un trascurabile avvicinarsi alla felicità il riconoscimento della
propria miseria. (De serm. Domini in monte I, 12.36)
28/07 - Pensiero agostiniano
Nessuno ha da fidarsi delle proprie forze nel mantenere quanto ha
promesso. (En. in Ps. 131, 3)
27/07 - Pensiero agostiniano
Unisciti ai buoni, a coloro che tu vedi condividere con te l’amore per
il tuo Re. Scoprirai infatti che ce ne sono molti, se anche tu comincerai ad
esser tale. (De catech. rudibus 25.49)
26/07 - Pensiero agostiniano
Chiunque dice la verità, la dice sotto l’influsso di Colui ch’è la
Verità in persona. (Ep. 166, 4.9)
25/07 - Pensiero agostiniano
Dio non desidera condannare, ma salvare e se ha pazienza verso i
cattivi, è per poter cambiare i cattivi e renderli buoni. (Sermo 18, 2)
24/07 - Pensiero agostiniano
In seguito venne il Figlio di Dio: il grande dal piccolo, il Salvatore
dal salvando, il vivo dal morto. (Sermo 26, 11)
23/07 - Pensiero agostiniano
Se ti avvicini a lui, ne guadagnerai; ti perdi, se ti allontani da lui.
(In Io. Ev. 11, 5)
22/07 - Pensiero agostiniano
Siamo grati di ciò che abbiamo, perché ci sia dato in aggiunta ciò che
non abbiamo e non perdiamo ciò che abbiamo. (Sermo 158, 5)

21/07 - Pensiero agostiniano
Gli uomini possono conoscere le nostre opere che compiamo con le azioni
e con le parole, ma con quale animo le compiamo, e dove desideriamo giungere
con esse, lo sa solo quel Dio che scruta reni e cuori. (En. in Ps. 7, 9)
20/07 - Pensiero agostiniano
Eppure tutti questi beni naturali sono sollievi d’infelici e condannati,
non premio dei beati. (De civ. Dei XXII, 24.5)
19/07 - Pensiero agostiniano
Rispetta Cristo in te, riconosci Cristo in te. (Sermo 161, 1.1)
18/07 - Pensiero agostiniano
Amico, rimani unito a Dio, dal quale sei stato creato uomo; rimani
attaccato a lui, confida in lui, invoca lui, la tua forza è lui. (Sermo 97,
4)
17/07 - Pensiero agostiniano
Ti dispiaccia sempre ciò che sei, se vuoi guadagnare ciò che non sei. (Sermo
169, 15.18)
16/07 - Pensiero agostiniano
Tu che ti dai tanto da fare per morire un po’ più tardi, fa’ qualcosa
per non morire mai. (Sermo 302, 4)
15/07 - Pensiero agostiniano
Dio, il quale dà a te, non ti dà di meglio che se stesso. (Sermo 105,
3.4)

14/07 - Pensiero agostiniano
L’allegrezza del mondo è la cattiveria impunita. (Sermo 171, 4)
13/07 - Pensiero agostiniano
Se sei buono, lo sei per un dono di Lui; se sei cattivo, lo sei per
colpa tua. Fuggi da te e vieni da colui che ti ha creato. (Sermo 29, 4)
12/07 - Pensiero agostiniano
Manda [le ricchezze] in rovina per non andare tu stesso in rovina;
donale per acquistarle, spargile come seme per poterle mietere. (Sermo 113,
4.4)
11/07 - Pensiero agostiniano
A tutti piace un posto elevato, ma il gradino è l’umiltà. (Sermo 96, 3)
10/07 - Pensiero agostiniano
Se uno si renderà conto di aver deviato, torni sulla via per
percorrerla; se si renderà conto di essere sulla via, cammini per giungere
alla meta. (En. in Ps. 31, II, 1)
09/07 - Pensiero agostiniano
I diecimila che si mettono a combattere contro il re che ne ha ventimila
indicano la semplicità del cristiano, che si dispone a lottare contro la
doppiezza del diavolo, cioè contro i suoi inganni e le sue false lusinghe.
Il Signore colloca queste virtù nel cuore di colui che rinunzia a tutto ciò
che ha di proprio. (Quaestiones Evangelorum II, 31)
08/07 - Pensiero agostiniano
È una dottrina semplice essere convinti che Dio quando dona, dona per
misericordia e quando toglie, toglie per misericordia. Come non devi
crederti abbandonato dalla divina misericordia quando Dio ti accarezza con
doni (ciò fa perché non ti scoraggi), così nemmeno quando ti fa
esperimentare la sua severità, cosa che egli dispone perché non ti rovini
nella tua gioia. (En. in Ps. 144, 4)

07/07/47
Esattamente 61 anni
con un grande grazie al Signore!!!
Preghiera
Veramente, Signore, tu sei giusto, perché tanto proteggi i giusti che li
illumini mediante te stesso, e fai in modo che i peccatori siano puniti non
dalla tua, ma dalla loro malvagità. (En. in Ps. 7, 19)
Per la riflessione
Chi abbandona colui dal quale è fatto, per decadere in ciò di cui fu fatto,
cioè nel nulla, diviene tenebra in questo peccato; e tuttavia non perisce
del tutto, ma si colloca nell’estrema bassezza. (En. in Ps. 7, 19)
Pensiero agostiniano
La felicità che il Signore ti concede in questa vita, è per consolarti,
non per corromperti. (In Io. Ev. 12, 14)
06/07 - Pensiero agostiniano
Quando una questione naturalmente oscura sorpassa la capacità della
nostra intelligenza e non ci viene apertamente in aiuto la Sacra Scrittura,
la congettura umana a torto s’immagina di dare una risposta precisa su di
essa senza incorrere nella temerità. (Ep. 190, 5.16)
05/07 - Pensiero agostiniano
Amerai veramente l’amico solo se e quando odierai ciò che all’amico
nuoce. (Sermo 49, 5)
04/07 - Pensiero agostiniano
In quell’ordine di pace col quale alcuni uomini sono soggetti ad altri,
come giova l’umiltà a quelli che sono schiavi, così nuoce la superbia a
coloro che sono padroni. (De civ. Dei XIX, 15)
03/07 - Pensiero agostiniano
Cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. (Sermo 80, 8)
02/07 - Pensiero agostiniano
Lavoriamo ora nella Chiesa; verrà giorno in cui erediteremo la Chiesa. (Sermo
45, 5)
01/07 - Pensiero agostiniano
E’ molto ragionevole credere che una prassi conservata da tutta la
Chiesa e non istituita dai concili, ma sempre conservata, non può averla
tramandata che l’autorità degli Apostoli. (De baptismo contra Donatistas IV,
24.31)

30/06 - Preghiera
Dio, ricordati dunque di me non secondo la tua ira della
quale io sono degno, ma secondo la tua misericordia che è degna di te. Non a
motivo dei miei meriti, ma a cagione della tua bontà, Signore. (En. in Ps.
24, 7)
Lettura: Il sacrificio universale
I veri sacrifici sono le opere di misericordia verso noi
stessi e verso il prossimo, che sono riferite a Dio. Le opere di
misericordia inoltre si compiono per liberarsi dalla infelicità e così
divenire felici; e questo si ottiene solamente con quel bene di cui è stato
detto: Il mio bene è unirmi a Dio (Sal 72, 28). Ne consegue dunque che tutta
la città redenta, cioè l’assemblea comunitaria dei santi, viene offerta a
Dio come sacrificio universale per la mediazione del sacerdote grande, che
nella passione offrì anche se stesso per noi nella forma di servo, perché
fossimo il corpo di un capo così grande. Ha immolato la forma di servo, in
essa è stato immolato, perché in essa è mediatore, sacerdote e sacrificio.
L’Apostolo dunque ci ha esortato a presentare il nostro corpo come offerta
viva, santa e gradita a Dio, come nostro ossequio ragionevole, a non
conformarci al mondo che passa, ma a riformarci nel rinnovamento della
coscienza, per renderci consapevoli qual è la volontà di Dio, l’azione
buona, gradita e perfetta. E questo sacrificio siamo noi stessi. (De civ.
Dei X, 6)
Per la riflessione
Questo è il sacrificio dei cristiani: Molti e un solo corpo
in Cristo. (De civ. Dei X, 6)
Pensiero agostiniano
Tu cerchi il sacrificio secondo l’ordine di Melchisedec e non
lo trovi in mezzo agli Ebrei; ma esso è celebrato per tutto quanto il mondo
nella Chiesa. (En. in Ps. 106, 13)
29/06 - Preghiera
O Dio, luce del mio cuore, pane della bocca interiore della
mia anima, virtù fecondatrice della mia intelligenza, grembo del mio
pensiero! (Conf. I, 13.21)
Lettura: Pietro è figura dell’unica Chiesa
Il brano del Vangelo ci racconta come Cristo Signore camminò
sulle acque del mare e come l’apostolo Pietro camminando sull’acqua ebbe
paura e tentennò e, poiché non aveva fede, stava affondando, ma poi,
riconoscendo la propria debolezza, venne di nuovo a galla. Questo brano ci
suggerisce che il mare è la vita presente e che l’apostolo Pietro invece è
la figura dell’unica Chiesa. Lo stesso Pietro infatti, ch’è il primo nella
serie degli Apostoli e assai ardente nell’amore per il Cristo, è spesso lui
il solo che risponde per tutti gli altri. Infine quando il Signore Gesù
Cristo domandò ai discepoli chi la gente pensasse che egli fosse e i
discepoli avevano riferito le diverse opinioni della gente, avendo il
Signore chiesto di nuovo e avendo detto: Ma voi chi dite che io sia? fu
proprio Pietro a rispondere: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt
16, 15-16). Diede la risposta uno solo per molti, l’unità che tiene uniti
molti. Allora il Signore gli disse: Beato te, Simone, figlio di Giona,
poiché questa verità non te l’ha rivelata né la carne né il sangue, ma il
Padre mio celeste. Poi soggiunse: E io ti dico (Mt 16, 17ss). Come se avesse
voluto dire: "Poiché tu mi hai detto: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio
vivente, anch’io ti dico: Tu sei Pietro". Prima infatti si chiamava Simone.
Questo nome di Pietro gli fu posto dal Signore e questo nome aveva un
significato simbolico, quello cioè di rappresentare la Chiesa. (Sermo 76, 1)
Per la riflessione
Tu, dice dunque, sei Pietro e su questa pietra che tu hai
riconosciuta pubblicamente, su questa pietra che tu hai riconosciuta come
vera, dicendo: Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente, io edificherò la
mia Chiesa (Mt 16, 18), cioè sopra me stesso, Figlio del Dio vivente, io
edificherò la mia Chiesa. Edificherò te su di me, non me sopra di te. (Sermo
76, 1)
Pensiero agostiniano
A Pietro che persevererà è detto: Pasci le mie pecore (Gv 21,
17); all’eretico che se ne andrà via: Pasci i tuoi capretti (Ct 1, 17). (Sermo
70, 3)
28/06 - Preghiera
Sii per me un Dio protettore. Non sarò salvo se non in te. Se
tu non sarai il mio riposo, la mia malattia non potrà essere guarita.
Sollevami dalla terra; fa’ che io mi posi in te, in modo che ascenda a un
luogo veramente munito. (En. in Ps. 70, d. 1, 5)
Lettura: Chi non mangerà della mia carne non avrà la vita
eterna
Se vado a ricercate cosa debba intendersi per sgabello dei
suoi piedi, mi dice la Scrittura: Sgabello dei miei piedi è la terra. Nella
mia incertezza mi volgo a Cristo, poiché è di lui che vado in cerca. In lui
trovo come si possa adorare la terra, sgabello dei piedi di Dio, senza
cadere nell’empietà. Egli infatti dalla terra assunse la terra, poiché la
nostra carne proviene dalla terra e lui prese la carne dalla carne di Maria.
Rivestito di questa carne mosse i suoi passi quaggiù e la stessa carne ci
lasciò affinché ne mangiassimo per conseguire la salute. Orbene nessuno
mangia quella carne senza prima averla adorata. Ecco dunque trovata la
maniera d’adorare lo sgabello dei piedi del Signore, e trovata in modo che
non soltanto non si pecchi adorandolo, ma si pecchi non adorandolo. Ma sarà
forse la carne a darci la vita? Diceva il Signore, proprio mentre inculcava
gli effetti di tale terra: Lo Spirito è colui che vivifica, la carne non
giova a nulla. […] Quando il Signore inculcava questa verità, aveva da poco
tenuto un discorso sulla propria carne e aveva detto: Chi non mangerà la mia
carne non avrà in sé la vita eterna. Alcuni suoi discepoli, una settantina
circa, rimasero scandalizzati e dissero: È duro questo parlare; chi può
capirci qualcosa? E si allontanarono da lui e non vollero più seguirlo.
Sembrarono loro dure le parole: Chi non mangerà della mia carne non avrà la
vita eterna, poiché le avevano intese stupidamente. Ragionando in modo
carnale, avevano pensato che il Signore avrebbe tagliuzzato il suo corpo in
particelle dandole loro da mangiare. Per questo dissero: Questo discorso è
duro. Essi erano duri, non il discorso. Se infatti non fossero stati duri ma
arrendevoli, si sarebbero detti: Non senza un perché ci dice queste cose; è
segno che lì sotto è nascosto un qualche sacramento. (En. in Ps. 98, 9)
Per la riflessione
O sacramento di pietà! O simbolo di unità! O vincolo di
carità! Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. (In Io. Ev. 26,
13)
Pensiero agostiniano
Sarà necessario, è vero, che esso venga celebrato
visibilmente, tuttavia occorrerà sempre che lo si intenda spiritualmente.
(En. in Ps. 98, 9)
27/06 - Preghiera
Ti comprenderò, o tu che mi comprendi; ti comprenderò come
sono anche compreso da te. Virtù dell’anima mia, entra in essa e adeguala a
te, per tenerla e possederla senza macchia né ruga. Questa è la mia
speranza. (Conf. X, 1.1)
Lettura: Il sacramento della nostra pace e unità
Il Signore nostro Gesù Cristo sappiamo da dove ha ricevuto il
corpo: dalla Vergine Maria. […] Questo pane come può essere il suo corpo? E
questo calice, o meglio ciò che è contenuto nel calice, come può essere il
sangue suo? Queste cose, fratelli, si chiamano sacramenti proprio perché in
esse si vede una realtà e se ne intende un’altra. Ciò che si vede ha un
aspetto materiale, ciò che si intende produce un effetto spirituale. Se vuoi
comprendere [il mistero] del corpo di Cristo, ascolta l’Apostolo che dice ai
fedeli: Voi siete il corpo di Cristo e sue membra (1Cor 12, 27). Se voi
dunque siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore è
deposto il mistero di voi: ricevete il mistero di voi. A ciò che siete
rispondete: Amen e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il
Corpo di Cristo, e tu rispondi: Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perché
sia veritiero il tuo Amen. Perché dunque [il corpo di Cristo] nel pane? Non
vogliamo qui portare niente di nostro; ascoltiamo sempre l’Apostolo il
quale, parlando di questo sacramento, dice: Pur essendo molti formiamo un
solo pane, un solo corpo (1Cor 10, 17). Cercate di capire ed esultate.
Unità, verità, pietà, carità. Un solo pane: chi è questo unico pane? Pur
essendo molti, formiamo un solo corpo. Ricordate che il pane non è composto
da un solo chicco di grano, ma da molti. […] E ciò che dobbiamo intendere
del calice, anche se non è stato detto, ce l’ha fatto capire abbastanza.
Come infatti perché ci sia la forma visibile del pane molti chicchi di grano
vengono impastati fino a formare un’unica cosa - come se avvenisse quanto la
sacra Scrittura dice dei fedeli: Avevano un’anima sola e un solo cuore
protesi verso Dio (At 4, 32) - così è anche per il vino. Fratelli, pensate a
come si fa il vino. Molti acini sono attaccati al grappolo, ma il succo
degli acini si fonde in un tutt’uno. Cristo Signore ci ha simboleggiati in
questo modo e ha voluto che noi facessimo parte di lui, consacrò sulla sua
mensa il sacramento della nostra pace e unità. (Sermo 272, 1)
Per la riflessione
Chi riceve il sacramento dell’unità e non conserva il vincolo
della pace riceve non un sacramento a sua salvezza, ma una prova a suo
danno. (Sermo 272, 1)
Pensiero agostiniano
Cristo è immolato ogni giorno per noi. (En. in Ps. 75, 15)
26/06 - Preghiera
Signore, non temerò il male, perché tu abiti, grazie alla
fede, nel mio cuore; ed ora sei con me, affinché, dopo l’ombra della morte,
sia anch’io con te. (En. in Ps. 22, 4)
Lettura: Nell’Eucarestia è la vita eterna
Disse allora Gesù ai dodici - cioè a quei dodici che erano
rimasti -: Volete andarvene anche voi? Non se ne andò nessuno, neppure
Giuda. Il motivo per cui Giuda rimase era già chiaro al Signore, e più tardi
lo fu anche per noi. Pietro rispose per tutti, uno per molti, l’unità per
l’universalità: Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Se ci
scacci da te, dacci un altro simile a te. Da chi andremo? Se ci allontaniamo
da te, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna. Vedete come Pietro, per
grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha
capito? Perché ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita
eterna offrendoci il tuo corpo e il tuo sangue. E noi abbiamo creduto e
conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e creduto, ma abbiamo creduto e
conosciuto. Abbiamo creduto per poter conoscere; se, infatti, avessimo
voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti né a conoscere né a
credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei
il Cristo Figlio di Dio (Gv 6, 68-70), cioè che tu sei la stessa vita
eterna, e nella carne e nel sangue ci dai ciò che tu stesso sei. (In Io. Ev.
1, 12)
Per la riflessione
Il Signore ci dà la sua carne da mangiare; ma intendere
questo secondo la carne è morte, mentre il Signore ci dice che nella sua
carne si trova la vita eterna. Non dobbiamo quindi intendere secondo la
carne neppure la carne. (In Io. Ev. 27, 1)
Pensiero agostiniano
[L’Eucarestia] è un cibo che ristora e non viene meno; è un
cibo che, quando lo si prende, non si consuma; è un cibo che sazia gli
affamati e rimane intero. (Sermo 28, 2)
25/06 - Preghiera
Hai allietato con la gioia spirituale la mia mente. E la tua
coppa inebriante quanto è eccellente! E la tua coppa che dà l’oblio delle
passate vane delizie, quanto è eccellente! (En. in Ps. 22, 5)
Lettura: Procuriamo di accostarci all’altare con innocenza
Anche noi oggi riceviamo un cibo visibile: ma altro è il
sacramento, altra è la virtù del sacramento. Quanti si accostano all’altare
e muoiono, e, quel che è peggio, muoiono proprio perché ricevono il
sacramento! E’ di questi che parla l’Apostolo quando dice: Mangiano e bevono
la loro condanna (1Cor 11, 29). Non si può dire che fosse veleno il boccone
che Giuda ricevette dal Signore. E tuttavia non appena lo ebbe preso, il
nemico entrò in lui; non perché avesse ricevuto una cosa cattiva, ma perché,
malvagio com’era, ricevette indegnamente una cosa buona. Procurate dunque, o
fratelli, di mangiare il pane celeste spiritualmente, di portare all’altare
l’innocenza. I peccati, anche se quotidiani, almeno non siano mortali. Prima
di accostarvi all’altare, badate a quello che dite: Rimetti a noi i nostri
debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori (Mt 6, 12). Perdona e ti
sarà perdonato: accostati con fiducia, è pane, non è veleno. Ma perdona
sinceramente: perché se non perdoni sinceramente, mentisci, e mentisci a
colui che non puoi ingannare. Puoi mentire a Dio, ma non puoi ingannarlo.
Egli sa come stanno le cose. Egli ti vede dentro, dentro ti esamina, ti
guarda e ti giudica, ti condanna o ti assolve. (In Io. Ev. 26, 11)
Per la riflessione
Questo è - dunque - il pane che discende dal cielo, affinché
chi ne mangia non muoia (Gv 6, 50). Ma questo si riferisce alla virtù del
sacramento, non alla sua forma visibile: ciò che conta è che uno mangi
interiormente, non solo esteriormente: che mangi col cuore, non che mastichi
coi denti. (In Io. Ev. 26, 12)
Pensiero agostiniano
Questo mistero [l’Eucarestia] è lontano dal cuore dei
sapienti superbi e perciò non cristiani. (Ep. 187, 6.21)
24/06 - Preghiera
Per Cristo ti supplico, in nome di quel santo dei santi
nessuno mi sia di impedimento. Anch’io ho creduto, perciò anche parlo (Sal
115, 10). Questa è la mia speranza, per questa vivo: di contemplare le
delizie del Signore (Sal 26, 4). (Conf. XI, 22.28)
Lettura: La nascita di san Giovanni Battista
Di nessuno la Chiesa ha celebrato il giorno della nascita
secondo la carne, né dei Profeti, né dei Patriarchi e neppure degli
Apostoli: celebra unicamente due Natività, di Giovanni Battista e di Cristo.
Nacque Giovanni, nacque anche Cristo: Giovanni fu annunziato
da un angelo, Cristo fu annunziato da un angelo. Grande prodigio l’uno e
l’altro. Una donna sterile genera il precursore, che è servo, da un uomo
avanzato in età; una vergine, senza concorso di uomo, genera il Signore che
è il padrone. Grande uomo Giovanni, ma Cristo più che uomo, perché è uomo e
Dio. Grande uomo; ma l’uomo doveva essere umiliato, perché tornasse a
esaltazione di Dio. Infine, apprendi da quello stesso uomo perché doveva
essere umiliato l’uomo: Non sono degno di sciogliere il legaccio del suo
sandalo (Gv 1, 27). Nel caso se ne fosse ritenuto degno, quanto non si
sarebbe umiliato? Neppure di questo si disse degno. Si annientò
completamente e si abbassò fino ad essere sepolto. Era infatti una lucerna e
aveva timore di essere spento dal vento della superbia.
Infine, poiché nei confronti di Cristo doveva essere umiliato
ogni uomo, perciò anche Giovanni; e che Cristo uomo-Dio doveva essere
esaltato, lo rivelò la nascita e la diversa passione. Giovanni nacque in
questo giorno: da esso la luce del giorno decresce. Cristo nacque il
venticinque dicembre: da questa data cresce la luce del giorno. Nella
passione, Giovanni fu privato del capo, Cristo venne esaltato sulla croce. (Sermo
287, 1.1; 2.3; 3.4)
Per la riflessione
Il Verbo né progredisce per stesso, né va riducendosi in sé.
Al contrario, si dice che fa progressi in noi quando, avanzando nella
perfezione, ci eleviamo verso di lui. (Sermo 288, 5)
Pensiero agostiniano
Quanto più conosci Dio, e quanto più lo accogli in te, tanto
più apparirà che Dio cresca in te; in sé però non diminuisce, essendo sempre
perfetto. (In Io. Ev. 14, 5)
23/06 - Preghiera
O Dio, che ci unisci; o Dio, che ci induci alla verità piena;
o Dio, che ci manifesti la pienezza del bene e non ci rendi incapaci di
seguirlo né permetti che altri lo faccia: ti scongiuro. (Sol. I, 1.3)
Lettura: L’Eucarestia fonte della nostra salvezza
Qualcuno dirà che non si deve ricevere l’Eucarestia tutti i
giorni. Se tu gli domandassi perché, ti potrebbe rispondere: "Perché si
devono scegliere i giorni in cui si vive con maggior purezza e continenza
per accostarsi degnamente a un sì augusto sacramento, poiché chi mangerà
indegnamente, mangia e beve la propria condanna" (1Cor 11, 29). Un altro
invece potrebbe dire: "Al contrario, se la piaga del peccato è così grave e
tale la violenza del morbo spirituale, che si debbano differire siffatte
medicine, uno dev’essere allontanato dall’altare per ordine del vescovo
affinché faccia penitenza; solo in seguito dev’essere riconciliato con Dio
con l’assoluzione impartita dalla medesima autorità: si riceverebbe infatti
indegnamente il sacramento, se si ricevesse nel tempo in cui uno deve far
penitenza; nessuno dovrebbe di proprio arbitrio astenersi dalla comunione o
accostarsene quando gli aggrada. A ogni modo, se i peccati non son così
gravi da meritare la scomunica, nessuno deve star lontano dalla medicina
quotidiana del Corpo del Signore". Fra i due forse risolve meglio la
questione chi inculca di rimanere soprattutto nella pace di Cristo; ciascuno
poi faccia quel che crede dover fare secondo la propria fede e il sentimento
della sua pietà. Nessuno dei due oltraggia il corpo e il sangue del Signore;
tutti e due al contrario fanno a gara per onorare il sacramento ch’è fonte
della nostra salvezza. (Ep. 54, 3.4)
Per la riflessione
Gli orgogliosi non mi calunnino (Sal 118, 122), se ripensando
al prezzo del mio riscatto, io ne mangio, ne bevo, se ne distribuisco agli
altri; se, povero, desidero saziarmene insieme a quanti se ne nutrono e ne
sono saziati. Lodano il Signore coloro che lo cercano (Sal 21, 27). (Conf.
X, 43.70)
Pensiero agostiniano
Nessuno dà in cibo se stesso ai convitati: Cristo Signore lo
fa; egli invita, egli (che è) il cibo e la bevanda. (Sermo 329, 1)
22/06 - Preghiera
O cibo e pane degli angeli! Di te si nutrono gli angeli, di
te si saziano senza stancarsi, di te vivono, di te sono come impregnati, di
te sono beati. Dove ti trovi invece per causa mia? (Sermo 196, 3)
Lettura: Il pane eucaristico è segno di unità tra i
credenti
Bisogna che sappiate che cosa avete ricevuto, che cosa
riceverete, che cosa ogni giorno dovrete ricevere. Quel pane che voi vedete
sull’altare, santificato con la parola di Dio, è il corpo di Cristo. Il
calice, o meglio quel che il calice contiene, santificato con la parola di
Dio, è sangue di Cristo. Con questi [segni] Cristo Signore ha voluto
affidarci il suo corpo e il suo sangue che ha sparso per noi per la
remissione dei peccati. Se voi li avete ricevuti bene, voi stessi siete quel
che avete ricevuto. L’Apostolo infatti dice: Poiché c’è un solo pane, noi,
pur essendo molti, siamo un corpo solo (1Cor 10, 17). E in questo pane vi
viene raccomandato come voi dobbiate amare l’unità. Infatti quel pane è
forse fatto di un sol chicco di grano? Non eran molti i chicchi di frumento?
Ma prima di diventar pane erano separati e sono stati uniti per mezzo
dell’acqua, dopo essere stati in qualche modo macinati. (Sermo 227, 1)
Per la riflessione
Dice l’Apostolo: Chi mangia il corpo di Cristo o beve il
calice del Signore indegnamente sarà reo del corpo e del sangue del Signore
(1Cor 11, 27). Che vuol dire ricevere indegnamente? Ricevere con derisione,
ricevere senza convinzione. Non ti sembri di poco valore per il fatto che lo
vedi. Quel che tu vedi, passa; ma l’invisibile che viene espresso nel segno,
quello non passa, rimane. (Sermo 227, 1)
Pensiero agostiniano
È stato proprio lo Spirito Santo a volere che, in onore di un
così augusto Sacramento, nella bocca del cristiano entrasse il corpo del
Signore prima di ogni altro cibo. (Ep. 54, 6.8)

21/06 - Preghiera
O Dio, tu sei Uno; vieni in mio aiuto tu, cui sono soggette
tutte le cose prive di autosufficienza, cui obbedisce ogni anima buona.
(Sol. I, 1.4)
Lettura: Quando compiamo qualche buona azione pensiamo
all’eternità
Non potete servire a due padroni. Quindi dobbiamo con cuore
sincero fare del bene per tutti, in vista del regno di Dio e nel compiere
l’opera buona non attendere la ricompensa degli utili nel tempo o sola o
assieme al regno di Dio. E a significare tutte le cose nel tempo ha indicato
il domani, dicendo: Non affannatevi per il domani (Mt 6, 34). Difatti non si
può indicare il domani se non nel tempo, in cui al passato segue il futuro.
Dunque quando compiamo qualche buona azione, non pensiamo alle cose del
tempo, ma all’eternità: allora l’azione sarà buona e perfetta. Infatti il
domani, soggiunge, avrà già per sé le sue inquietudini, ossia: quando sarà
necessario, prendi il cibo, la bevanda, il vestito, quando cioè il bisogno
comincerà a pressare. Vi saranno allora questi utili, perché il nostro Padre
sa che di tutte queste cose abbiamo bisogno. Infatti, conclude, a ciascun
giorno basta la sua afflizione (Mt 6, 34), cioè: Basta che ad usare questi
beni solleciti il bisogno. Ritengo che appunto per questo l’ha considerata
afflizione, perché è per noi causa di pena, in quanto appartiene a questa
soggezione alla sofferenza e alla morte che abbiamo meritato peccando.
Dunque alla pena del bisogno nel tempo non aggiungere un male più grave, al
punto che non solo soffri la mancanza di questi beni, ma anche che soltanto
per soddisfarla onori Dio. (De serm. Domini in monte II, 17.56)
Per la riflessione
Appare evidente che nostro Signore non disapprova se, secondo
l’umana usanza, ci si procura il vitto, ma se per esso si è al servizio di
Dio, sicché nelle proprie attività non si ha di mira il regno di Dio, ma il
conseguimento degli utili. (De serm. Domini in monte. II, 17.57)
Pensiero agostiniano
E’ necessario che tu ti converta, perché, rimandando, non sia
sorpreso da morte improvvisa e così non si trovi proprio nulla che tu abbia
radunato nel presente per poi possedere nel futuro. (Sermo 18, 5)
20/06 - Preghiera
Signore, non mi abbandonarmi mai! Se mi hai abbandonato
perché mi si palesi quanto sia grande la mia debolezza senza il tuo
soccorso, non abbandonarmi però mai, perché non perisca. Ecco dunque, tu hai
ordinato che i tuoi comandamenti siano osservati oltre misura. Non posso
addurre più la scusa della mia ignoranza, ma, siccome io sono ancora debole,
oh, siano i miei passi diretti a custodire le vie della tua giustizia!
Allora io non sarò confuso, quando avrò lo sguardo rivolto ai tuoi
comandamenti. Allora ti confesserò nella rettitudine del cuore per aver
imparato i decreti della tua giustizia, allora custodirò le vie della tua
giustizia. Se mi hai abbandonato per impedire che io mi gloriassi di me
stesso, non mi abbandonare mai. Fa’ che, giustificato da te, abbia a
gloriarmi in te. (En. in Ps. 118, d. 4, 5)
Lettura: Servire Cristo nei fratelli
Mi segua vuol dunque dire: segua le mie vie, non le sue, così
come altrove sta scritto: Chi dice di essere in Cristo, deve camminare così
come egli camminò (1Gv 2, 6). Così, ad esempio, se uno porge il pane a chi
ha fame, deve farlo animato da misericordia, non per vanità, non deve
cercare in quel gesto altro che l’opera buona, senza che sappia la sinistra
ciò che fa la destra, di modo che l’opera di carità non debba essere
sciupata da secondi fini. Chi opera in questo modo, serve Cristo; e
giustamente sarà detto di lui: Ogni volta che l’avete fatto ai più piccoli
dei miei fratelli, lo avete fatto a me (Mt 25, 40). Chi compie per Cristo,
non solamente opere di misericordia corporali, ma qualsiasi opera buona [e
qualsiasi opera è buona se tiene conto del principio che il fine di tutta la
legge è Cristo, a giustizia di ognuno che crede (Rm 10, 4)], egli è servo di
Cristo, specie se giungerà fino a quella grande opera di carità che consiste
nell’offrire la propria vita per i fratelli, che equivale a offrirla per
Cristo.
Sicché, o fratelli, quando sentite il Signore che dice: Dove
sono io, là sarà anche il mio servo, non vogliate pensare solamente ai
vescovi e sacerdoti degni. Anche voi, ciascuno a suo modo, potete servire
Cristo, vivendo bene, facendo elemosine, facendo conoscere a quanti vi è
possibile il suo nome e il suo insegnamento. E così ogni padre di famiglia
si senta impegnato, a questo titolo, ad amare i suoi con affetto veramente
paterno. Per amore di Cristo e della vita eterna, educhi tutti quei di casa
sua, li consigli, li esorti, li corregga, con benevolenza e con autorità.
Egli eserciterà così nella sua casa una funzione sacerdotale e in qualche
modo episcopale, servendo Cristo per essere con lui in eterno. (In Io. Ev.
51, 12-13)
Per la riflessione
Servono Gesù Cristo coloro che non cercano i propri
interessi, ma quelli di Gesù Cristo. (In Io. Ev. 51, 12)
Pensiero agostiniano
Qualunque cosa uno faccia, se lo fa con l’intenzione di
conseguirne dei vantaggi materiali, lo fa servilmente. (Sermo 33, 3)
19/06 - Preghiera
O Mercante buono, acquistaci! Che sto a dire "acquistaci",
quando dobbiamo rendere grazie perché ci hai già comprati? Tu versi per noi
il nostro prezzo e noi beviamo il tuo sangue; dunque tu versi per noi il
nostro prezzo. (Sermo 130, 2)
Lettura: Scioglierò i miei voti davanti a quanti lo temono
Quali sono i suoi voti? Il sacrificio che ha offerto a Dio.
Conoscete qual è questo sacrificio? I fedeli conoscono i voti che ha sciolto
alla presenza di quanti lo temono; aggiunge infatti: Mangeranno i poveri e
saranno saziati. Beati i poveri perché mangiano per essere saziati; i poveri
infatti mangiano, mentre i ricchi non sono saziati perché non hanno fame.
Mangeranno i poveri: ad essi apparteneva quel Pietro pescatore, quell’altro
pescatore Giovanni e Giacomo suo fratello, e anche Matteo il pubblicano.
Facevano parte dei poveri coloro che hanno mangiato e si sono saziati, ed
hanno sofferto per le cose che hanno mangiato. Egli offrì la sua cena ed
offrì la sua passione; e si è saziato colui che lo ha imitato. I poveri lo
hanno imitato; essi infatti hanno sofferto per andar dietro alle orme di
Cristo. […] I ricchi lodano se stessi, i poveri lodano il Signore. Perché
sono poveri? Perché lodano il Signore ed il Signore cercano. (En. in Ps. 21,
II, 27)
Per la riflessione
Sarà necessario, è vero, che esso venga celebrato
visibilmente, tuttavia occorrerà sempre che lo si intenda spiritualmente.
Esaltate il Signore nostro Dio e adorate lo sgabello dei suoi piedi, poiché
è santo. (En. in Ps. 98, 9)
Pensiero agostiniano
Si avvicinarono i Giudei a Cristo per crocifiggerlo: quanto a
noi, avviciniamoci a Cristo per ricevere il suo corpo e il suo sangue. (En.
in Ps. 33, d. 2, 10)
18/06 - Preghiera
Tu, Signore, Signore. Cioè: tu che sei Signore con assoluta
verità; non come sono signori gli uomini che si comprano [gli schiavi]
sborsando di tasca propria, ma come lo è quell’unico Signore che [ci] comprò
a prezzo del [suo] sangue. Signore, Signore, tu che mi dai la forza per la
mia salvezza. (En. in Ps. 139, 11)
Lettura: Desiderio di purificare l’occhio del cuore
Che cosa turba l’occhio del cuore? Ciò che turba, ottura e
offusca l’occhio del cuore è la cupidigia, l’avidità, l’iniquità, l’amore
del mondo. E tuttavia con quanta cura si cerca il medico, quando l’occhio
del corpo è turbato, come siamo solleciti di farlo aprire e farlo liberare
dalle impurità affinché guarisca e possa vedere la luce terrena! Si corre,
non ci si dà pace, non si aspetta un momento anche se cade nell’occhio
soltanto una pagliuzza. Il sole che desideriamo vedere con occhi sani, lo ha
fatto certamente Dio. Naturalmente è molto più luminoso del sole Colui che
lo ha fatto, e la luce che si addice all’occhio dell’anima è di natura del
tutto diversa. Quella luce è l’eterna sapienza. D’altra parte Dio ti ha
fatto, o uomo, a sua immagine. Ti avrebbe forse dato il mezzo di vedere il
sole fatto da lui e non ti avrebbe dato il mezzo di vedere il tuo Creatore,
dal momento che ti ha fatto a sua immagine? Ti ha dato anche questo: t’ha
dato l’uno e l’altro mezzo. Mentre tieni assai cari gli occhi esterni,
trascuri assai l’occhio interiore; lo porti sciupato e ferito. Se il tuo
Creatore vorrà mostrarsi a te, sarà per te un tormento; sarà un tormento per
il tuo occhio prima che venga curato e guarito. Poiché anche nel paradiso
Adamo peccò e si nascose allo sguardo di Dio. Allorché dunque aveva il cuore
sano della pura coscienza, godeva della presenza di Dio; dopo che il suo
occhio rimase ferito dal peccato, provò paura della luce divina, cercò uno
scampo nelle tenebre e nel folto degli alberi, fuggendo la verità e bramando
le ombre dell’errore. (Sermo 88, 6)
Per la riflessione
Ora siamo malati, soffriamo, giaciamo nel letto
dell’infermità, ma non dobbiamo disperare. Siccome poi non potevamo andare
dal medico, s’è degnato di venire da noi lui in persona. (Sermo 88, 7)
Pensiero agostiniano
A noi sani il medico ha dato i comandamenti; il medico ci ha
dato i comandamenti perché non avessimo bisogno del medico. Non hanno
bisogno del medico i sani - è detto - ma i malati (Mt 9, 12). (Sermo 88, 7)
17/06 - Preghiera
Il favore della tua grazia, Signore, mi ha sostenuto. La tua
correzione, non consentendomi di deviare, mi ha guidato in modo che
qualsiasi cosa faccia abbia per scopo quel fine nel quale si è uniti a te.
La medesima tua correzione mi insegnerà a giungere là dove mi ha diretto.
(En. in Ps. 17, 38)
Lettura: Le opere inseparabili del Padre e del Figlio
Ritorna dunque con me a ciò che dicevo, [a proposito della
inseparabilità delle opere della SS. Trinità,] per vedere se riusciamo ad
intendere in modo tale da superare insieme la difficoltà. Poiché io, secondo
la fede cattolica, vedo come uscirne senza danno, senza inciampare; tu
invece, chiuso d’ogni parte, cerchi una via d’uscita. Guarda per dove sei
entrato. Forse non hai capito ciò che ti ho detto: Guarda per dove sei
entrato; ascolta colui che dice: Io sono la porta (Gv 10, 7). Non per nulla
cerchi una via d’uscita e non la trovi, perché non sei entrato per la porta
ma, calandoti per il muro, sei caduto. Cerca, dunque, di rialzarti dalla tua
caduta, ed entra per la porta, se vuoi entrare senza danno e uscire senza
errare. Entra per Cristo, e non dire ciò che ti viene in mente, ma ciò che
lui ti rivela. E’ questo che devi dire. Ecco come la fede cattolica esce da
questa difficoltà. Il Figlio camminò sul mare, posò i piedi di carne sopra
le onde: era la carne che camminava, e la divinità la sosteneva. Il Padre
era in questo caso forse assente? Se fosse stato assente, come potrebbe il
Figlio dire: Il Padre che dimora in me, è lui che compie le opere (Gv 14,
10)? Se il Padre, che dimora nel Figlio, è lui che compie le sue opere, il
camminare del corpo sopra il mare era opera del Padre, che egli compiva per
mezzo del Figlio. Cioè, quel camminare sulle onde era opera inseparabile del
Padre e del Figlio; li vedo all’opera tutti e due: il Padre non abbandona il
Figlio, né il Figlio si allontana dal Padre. Insomma, tutto ciò che fa il
Figlio, non lo fa senza il Padre, perché tutto ciò che fa il Padre non lo fa
senza il Figlio. (In Io. Ev. 20, 6)
Per la riflessione
La parola di Dio provoca turbamento nei cuori che non sono
retti, mentre stimola i cuori ben disposti. (In Io. Ev. 20, 5)
Pensiero agostiniano
Senza la tua volontà, la giustizia di Dio può esserci, ma in
te non può esserci, se sei contrario. (Sermo 169, 11.13)
16/06 - Preghiera
O Signore Dio nostro, rendici felici di te, affinché
arriviamo fino a te. Non vogliamo esser beati in virtù dell’oro o
dell’argento o di poderi; non vogliamo esser felici per questi beni terreni
pieni di vanità e transitori della vita caduca. La nostra bocca non
proferisca la vanità. (Sermo 113, 6)
Lettura: Le opere della SS. Trinità sono inseparabili
La fede cattolica, solidamente rafforzata dallo Spirito di
Dio nei suoi santi, insegna, contro ogni perversa eresia, che le opere del
Padre e del Figlio sono inseparabili. Che significa questo? Che come il
Padre e il Figlio sono inseparabili, così anche le opere del Padre e del
Figlio sono inseparabili. Come possiamo dire che il Padre e il Figlio sono
inseparabili? Perché egli stesso afferma: Io e il Padre siamo una cosa sola
(Gv 10, 30). Il Padre e il Figlio non sono due dèi, ma un solo Dio; il Verbo
e colui di cui egli è il Verbo, sono un solo e unico Dio. Il Padre e il
Figlio, intimamente congiunti nella carità, sono un solo Dio, e uno solo è
anche il loro Spirito di carità, di modo che il Padre e il Figlio e lo
Spirito Santo formano la Trinità. Come dunque sono uguali e inseparabili le
persone, non soltanto le persone del Padre e del Figlio, ma anche dello
Spirito Santo, così sono inseparabili anche le loro opere. Per maggior
chiarezza lo ripeto ancora: le loro opere sono inseparabili. La fede
cattolica non insegna che Dio Padre ha fatto una cosa e il Figlio un’altra
distinta; ma che il Padre ha fatto ciò che anche il Figlio ha fatto, ciò che
anche lo Spirito Santo ha fatto. Per mezzo del Verbo infatti furono fatte
tutte le cose. Quando disse e furono fatte, furono fatte per mezzo del
Verbo, per mezzo del Cristo. Infatti in principio era il Verbo, e il Verbo
era presso Dio, e il Verbo era Dio; tutte le cose sono state fatte per mezzo
di lui (Gv 1, 1-3). Se tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui,
quando Dio disse: Sia luce e fu la luce, operò nel Verbo, operò per mezzo
del Verbo. (In Io. Ev. 20, 3)
Per la riflessione
La fede cattolica ritiene che le opere del Padre e del Figlio
sono inseparabili. Capisca chi può (Mt 19, 12). Chi non riuscirà a capire,
non lo rimproveri a me, ma alla propria lentezza e si rivolga a colui che
apre il cuore perché vi riversi il suo dono. (In Io. Ev. 20, 3)
Pensiero agostiniano
Sia in te la carità e necessariamente ne conseguirà la
pienezza della scienza. Che cosa non conosce, infatti, colui che conosce la
carità? (En. in Ps. 79, 2)
15/06 - Preghiera
Signore Dio mio, quanto sei eccelso! Eppure quanti si
abbassano in cuore (Dan 3, 87) sono la tua casa. Tu infatti sollevi gli
abbattuti e non cadono quanti hanno in te la loro elevatezza. (Conf. XI,
31.41)
Lettura: Siamo tempio di Dio
Dio, presente dappertutto nella sua totalità, non abita in
tutti, ma solo in coloro che egli fa diventare suo santo tempio o
altrettanti suoi santi templi, liberandoli dal potere delle tenebre e
trasferendoli nel regno del suo Figlio diletto (Col 1, 13), regno che ha
inizio con la rigenerazione. "Tempio di Dio" poi è un termine usato in sensi
diversi: è usato in senso simbolico quando è costruito dalla mano dell’uomo
con materie inanimate, com’era il tabernacolo fatto di legno, di veli, di
pelli e d’altri simili arredi e com’era lo stesso tempio costruito dal re
Salomone con pietre, legnami e metalli; in un altro senso invece si chiama
"tempio di Dio" nella sua vera realtà, la quale è rappresentata
allegoricamente da quelle cose simboliche. Per tale motivo è detto: E voi,
come pietre vive, costruitevi in modo da formare una casa spirituale (1Pt 2,
5). Per lo stesso motivo sta anche scritto: Noi infatti siamo tempio del Dio
vivo, come dice Dio stesso: Io abiterò tra loro e camminerò in mezzo a loro;
io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo (2Cor 6, 16).
Non ci deve nemmeno fare impressione il fatto che Dio compie
prodigi per mezzo di alcuni individui che non fanno parte - o non fanno
ancora parte - di questo tempio, cioè coloro in cui Dio non abita o ancora
non abita, come li compiva per mezzo di quel tale che scacciava i demoni nel
nome di Cristo pur non essendo ancora suo seguace; eppure Cristo ordinò che
lo lasciassero fare, poiché la sua azione serviva a far conoscere a molti il
proprio nome. (Ep. 187, 12.35-36)
Per la riflessione
Quando tu pensi all’inabitazione di Dio, pensa all’unità e
alla comunione dei Santi, specialmente nel cielo, ove si dice che
soprattutto Dio abita, poiché lì si compie perfettamente la sua volontà
mediante la perfetta obbedienza dei Santi in cui egli abita; ed in secondo
luogo in terra ove Dio, edificandola, abita la sua casa, che dovrà essere
dedicata alla fine del mondo. (Ep. 187, 13.41)
Pensiero agostiniano
Ve ne sono alcuni che certamente possiedono il dono di Dio, e
non vogliono gloriarsi in Dio, ma in se medesimi; hanno certamente costoro
il dono di Dio, ma non fanno parte della bellezza della casa di Dio. (En. in
Ps. 25, II, 12)

14/06 - Preghiera
O verità, luce del mio cuore, non vorrei che fossero le mie
tenebre a parlarmi. […] Non sia io per me la mia vita: di me vissi male, fui
morte per me, e in te rivivo: parlami, ammaestrami. (Conf. XII, 10.10)
Lettura: L’inabitazione nelle anime della Trinità
Ma ciò che desta molto maggiore meraviglia è il fatto che
Dio, pur essendo intero in ogni luogo, tuttavia non abita in tutti gli
uomini. Non a tutti infatti può applicarsi l’affermazione dell’Apostolo già
da me citata, oppure anche quest’altra: Non sapete che voi siete tempio di
Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (1Cor 3, 16) Ecco perché al
contrario il medesimo Apostolo dice a proposito di alcuni: Chi non ha lo
Spirito di Cristo, costui non appartiene a lui (Rm 8, 9). Chi, inoltre,
oserebbe pensare, tranne chi ignora del tutto l’inseparabilità della
Trinità, che il Padre e il Figlio possano abitare in qualcuno in cui non
abita lo Spirito Santo, oppure che lo Spirito Santo abiti in qualcuno in cui
non abitano il Padre e il Figlio? Perciò si deve ammettere che Dio è
dappertutto con la presenza della divinità, ma non dappertutto con la grazia
con cui abita nelle anime. A causa di tale inabitazione nelle anime, nella
quale si riconosce senz’alcun dubbio la grazia del suo amore, noi non
diciamo: "Padre nostro, che sei dappertutto", pur essendo ciò vero, bensì:
Padre nostro che sei nei cieli (Mt 6, 9), affinché nella preghiera
ricordiamo piuttosto il suo tempio, come lo dobbiamo essere anche noi
poiché, nella misura in cui lo siamo, apparteniamo alla comunione con lui e
alla famiglia dei suoi figli adottivi. Ora, se il popolo di Dio non ancora
diventato uguale agli Angeli suoi viene detto suo tempio già fin d’ora nel
presente pellegrinaggio, quanto più è tempio suo nel cielo, dov’è il popolo
degli Angeli, ai quali dobbiamo unirci e diventar simili quando al termine
del pellegrinaggio riceveremo il premio promesso? (Ep. 187, 5.16)
Per la riflessione
Questo mistero è lontano dal cuore dei sapienti superbi e
perciò non cristiani, e per conseguenza neppure davvero sapienti. (Ep.
187, 6.21)
Pensiero agostiniano
Lo Spirito di Dio dimora nell’anima e, tramite l’anima, nel
corpo, così che anche i nostri corpi sono tempio dello Spirito Santo che
abbiamo da Dio. (Sermo 161, 6.6)
13/06 - Preghiera
Tu che esisti da sempre, e prima che noi fossimo e prima che
fosse il mondo, ti sei fatto nostro rifugio dal momento in cui noi ci siamo
rivolti a te. (En. in Ps. 89, 3)
Lettura: La discesa dello Spirito Santo
Celebriamo la solennità della discesa dello Spirito Santo;
infatti nel giorno della Pentecoste - e questo giorno è già iniziato - si
trovavano in uno stesso luogo centoventi persone, tra le quali gli Apostoli
e la Madre del Signore e altri, uomini e donne, che pregavano ed aspettavano
[che si adempisse] la promessa di Cristo, cioè la discesa dello Spirito
Santo. Non era vana la speranza di coloro che aspettavano, perché non era
fallace la promessa di colui che l’aveva preannunciata. L’atteso venne e
trovò vasi mondi, dai quali poté essere accolto. Apparvero quindi ad essi
come delle lingue di fuoco separate e si posarono sopra ciascuno di loro; e
incominciarono a parlare lingue diverse, secondo che lo Spirito Santo dava
ad essi di esprimersi (At 2, 3-4). Ciascuno di essi parlava in tutte le
lingue perché preannunziava la Chiesa che sarebbe stata presente in mezzo a
tutti i popoli. Uno stesso uomo era segno dell’unità; tutte le lingue
parlate da uno stesso uomo erano segno che tutti i popoli si sarebbero
raccolti in unità. Gli Apostoli, ripieni di Spirito Santo, parlavano, con
stupore degli ascoltatori, che ne erano invece privi. Ma, e ciò è più
biasimevole, non solo si stupivano, ma li schernivano e dicevano: Questi
sono ubriachi e pieni di mosto! (At 2, 13) Uno scherno davvero stupido e
falso! Chi è ubriaco non solo non impara una lingua straniera, ma dimentica
anche la propria. Tuttavia la verità realmente parlava attraverso di loro,
anche se erano ignoranti e calunniatori. Infatti gli Apostoli erano
veramente pieni di vino nuovo, perché erano diventati otri nuovi. Ma gli
otri vecchi si stupivano degli otri nuovi e mentre li calunniavano né si
rinnovavano né venivano riempiti. Finalmente, smettendola di schernirli,
prestarono orecchio agli Apostoli che parlavano e rendevano ragione di
quanto era accaduto e, per grazia di Cristo, predicavano; ascoltandoli si
pentirono; pentiti, si mutarono; mutati credettero; credendo meritarono di
ricevere quanto con stupore avevano visto negli altri. (Sermo 266, 2)
Per la riflessione
Chi vuol avere lo Spirito Santo, si guardi dal rimanere fuori
della Chiesa o d’entrarvi simulatamente oppure, se v’è già entrato con
finzione, si guardi bene dal persistere in questa simulazione, se vuol
veramente crescere in unione con l’albero della vita. (Ep. 185, 11.50)
Pensiero agostiniano
Chi ha lo Spirito Santo è nella Chiesa, la quale parla tutte
le lingue. (Sermo 268, 2)
12/06 - Preghiera
Senza dubbio, Signore, mi hai concesso una libera volontà, ma
senza di te a niente riesce il mio sforzo. Tu infatti sei mio aiuto, tu che
mi hai plasmato, e non mi abbandoni, tu che mi hai creato. (En. in Ps. 17,
38)
Lettura: In qual modo deve amarsi la vita eterna
A un giovane il Signore disse: Se vuoi entrare nella vita,
osserva i comandamenti (Mt 19, 17). Non disse: "Se vuoi entrare nella vita
eterna", ma: Se vuoi entrare nella vita, definendo vita quella che sarà la
vita eterna. Ebbene, anzitutto dobbiamo porre in risalto l’amore per la
eterna vita presente. In effetti, non solo si ama questa vita, quale che
sia; ma si teme, si ha paura di terminare questa vita qualunque essa sia,
piena di affanni, misera. Per questo motivo occorre vedere e considerare in
qual modo deve amarsi la vita eterna, dal momento che tanto si ama la
presente, infelice e un giorno destinata a finire. Considerate, fratelli,
quanto si debba amare la vita che non dovrà mai finire. Tu dunque ami questa
vita in cui soffri tanto, corri, sei pieno di preoccupazioni e di affanni e
si stenta a contare tutto ciò che è necessario in questa misera vita:
seminare, arare, piantare nuovi alberi, navigare, macinare, cucinare,
tessere; e dopo tutte queste fatiche terminerai la vita. Ecco le sofferenze
che devi sopportare in questa vita infelice che pur ami! E tu credi forse di
vivere sempre e di non morire giammai? I templi, le pietre, i marmi, per
quanto consolidati con ferro e con piombo, tuttavia vanno in rovina, e
l’uomo crede di non morire giammai? Imparate dunque, fratelli, a cercare la
vita eterna, in cui non dovrete sopportare queste sofferenze, ma regnerete
in eterno con Dio. Orbene, chi brama la vita, come dice un Profeta, desidera
vedere giorni felici (Sal 33, 13). Effettivamente nei giorni infelici si
desidera piuttosto la morte che la vita. Individui oppressi da tribolazioni
e da angosce, da tormenti e da infermità non li vediamo e sentiamo forse
dire altro, se non: "O Dio, mandami la morte, accorcia i miei giorni"? Ma
quando arriva la malattia, si corre, si fanno venire i medici, si promettono
soldi d’oro e regali. Ma la morte stessa ti dirà: "Eccomi qui; poco prima
pregavi Dio che arrivassi, e perché adesso vuoi sfuggirmi? Ho scoperto che
sei un falsario e amante d’una misera vita". (Sermo 84, 1)
Per la riflessione
Non dobbiamo considerare quanto il Signore permette agli
ingiusti, ma quanto riserba ai giusti. (En. in Ps. 36, II, 4)
Pensiero agostiniano
Chi vive bene meriterà una maggiore intelligenza, chi al
contrario vive male, perderà anche la comprensione di ciò che aveva capito.
(Sermo 252, 12)
11/06 - Preghiera
Signore, mio Dio, sono misero e povero (Sal 85, 1), tu ricco
per tutti coloro che ti invocano (Rm 10, 12), tu senza affanni, che ti
affanni per noi. Recidi tutt’intorno alle mie labbra, dentro e fuori, ogni
temerità e ogni menzogna. (Conf. XI, 2.3)
Lettura: La forza del timore di Dio
Non dubito, o miei cari fratelli, che nel vostro cuore sia
ben radicato quel timore di Dio che vi permetterà di giungere a vera e
solida fortezza. Comunemente si dice forte uno che non ha paura di nessuno:
ma è una falsa fortezza quella che non pone in primo luogo il timore di Dio.
Temendo si presta ascolto, prestando ascolto si ama e amando non si ha più
timore: allora uno sarà veramente forte, forte non per durezza della sua
superbia, ma per la sicurezza che viene dalla giustizia. Lo dice anche la
Scrittura: Nel timore del Signore è la fiducia del forte (Pro 14, 26).
Quando si teme la pena che viene minacciata, si impara ad amare il premio
che viene promesso; e così il timore del castigo fa conservare una buona
condotta di vita e la buona condotta procura tranquillità di coscienza la
quale libera dal timore del castigo. In conclusione chi vuol essere libero
da timore impari a temere: vivendo temporaneamente l’inquietudine del
timore, potrà godere poi la tranquillità per sempre. Giovanni dice:
Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore
(1Gv 4, 18). Se tu dunque non vuoi avere paura, esamina se già possiedi
quella carità perfetta che la caccia via. La pretesa di liberarsi dalla
paura prima di aver raggiunto la perfezione di carità, rivela che si è
ancora gonfi di superbia, non animati dalla carità. Come chi ha il fisico
sano, quando ha fame prende del cibo, non fa il difficile, così chi ha un
animo retto caccia via la paura con l’amore, non cercando falsi vanti. (Sermo
348, 1)
Per la riflessione
La salita alla sapienza parte dal timore, perché principio
della sapienza è il timore del Signore. Dalla valle del pianto si sale al
monte della pace. (Sermo 347, 2)
Pensiero agostiniano
La fortezza cristiana comporta non solo la pratica del bene,
ma anche la pazienza di fronte al male. (Sermo 46, 13)
10/06 - Preghiera
Sì, o Signore, prepara ciò che sei andato a preparare; e
prepara noi per te e prepara te per noi, preparandoti il posto in noi e
preparando a noi il posto in te. Tu infatti hai detto: Rimanete in me e io
rimarrò in voi (Gv 15, 4). Secondo che sarà più o meno partecipe di te,
ciascuno avrà un merito, e quindi un premio, maggiore o minore. La
molteplicità delle dimore è appunto in rapporto alla diversità dei meriti di
coloro che dovranno occuparle, tutti però avranno la vita eterna e la
beatitudine infinita. (In Io. Ev. 68, 3)
Lettura: Fuggire sulle ali della carità
Dove andrò per sottrarmi al tuo spirito? Lo Spirito del
Signore riempie infatti tutta la terra e chi, nel mondo, può fuggire lontano
da quello Spirito che riempie il mondo?
Se riprenderò le mie penne per [andare] diritto e abiterò
negli estremi confini del mare, allora potrò fuggire e sottrarmi al tuo
volto. Se per sottrarsi al volto di Dio vuol fuggire fino agli estremi
confini del mare, sarà, questo, segno che laggiù non c’è colui dal quale
fugge e del quale or ora diceva: Se scenderò nell’inferno, là pure tu sei?
Strano che non sia agli estremi confini del mare colui che si trova presente
anche negli inferi. Ma, dice, ora ho capito in che modo possa fuggire
lontano dalla tua ira. Debbo riprendere le mie penne, non però per
orientarmi in direzioni sbagliate ma giuste, senza cioè inorgoglirmi per
superba presunzione e senza deprimermi in fatale disperazione. E quali sono
le penne che vuol riprendere, se non quelle due ali che sono i due precetti
della carità, quei precetti in cui si compendiano tutta la legge e i
profeti? Dice: Basta che recuperi queste ali, queste penne, e le usi in
questa maniera, andando con esse ad abitare presso gli estremi confini del
mare. Facendo così potrò insieme fuggire lontano dal tuo volto e dirigermi
verso il tuo volto: potrò fuggire il tuo volto adirato e contemplare il tuo
volto placato. In effetti, cos’è l’estremo confine del mare se non la fine
del mondo? Voliamo a quella meta con la speranza e il desiderio, avendo come
ali i due precetti della carità. Non permettiamoci soste se non quando
avremo raggiunto l’estremo confine del mare. Se infatti pretenderemo
fermarci altrove, precipiteremo in mare. Voliamo fino al punto dove il mare
finisce, sospesi con le penne del duplice amore. Nel frattempo voliamo a Dio
con la speranza, e contempliamo anticipatamente con religiosa fiducia quella
meta [lusinghiera] in cui termina il mare. (En. in Ps. 138, 10.12)
Per la riflessione
Non amiamo il mare, ma voliamo agli estremi confini del mare!
Nessuno abbia timore, ma d’altra parte nessuno riponga la fiducia nelle sue
proprie penne! (En. in Ps. 138, 13)
Pensiero agostiniano
Lo Spirito Santo viene nella nostra anima e chi possiede ciò
che è principale, possiede tutto. (Sermo 161, 6.6)
09/06 - Preghiera
Ti ascolti il centurione, o buon Gesù, che non si stimava
degno d’accoglierti in casa (Mt 8, 8). (De s. virginitate 36.36)
Lettura: La gratuità della giustificazione
La benedizione del Signore per sempre: così sia, così sia.
Rendiamo grazie alla sua misericordia; rendiamo grazie alla sua grazia! Noi
rendiamo grazie, ma non diamo [la grazia], non la ridoniamo né l’applichiamo
o restituiamo. Noi soltanto con la parola diciamo grazie; mentre riceviamo
la grazia nella realtà. Egli ci ha salvati gratuitamente, senza tener conto
della nostra empietà. Ci ha cercati senza che noi lo cercassimo; ci ha
trovati, ci ha redenti, ci ha liberati dalla soggezione al diavolo e dal
potere del demonio. Per purificarci, con la fede ci ha incatenati e con
questo ci ha liberati da quei nemici che non credono e che perciò non
possono essere purificati. […] E per confermare questa benedizione
escludendo così ogni timore, aggiunge: Così sia, così sia! Questa è la firma
di garanzia di Dio. Sicuri pertanto delle sue promesse, crediamo nelle cose
passate, riconosciamo le presenti e speriamo nelle future. Il nemico non ci
distolga dalla via, affinché colui che ci accoglie sotto le sue ali come
pulcini, possa riscaldarci. Non allontaniamoci dalle sue ali, se non
vogliamo che il falco volante per l’aria ci rapisca mentre siamo ancora
pulcini implumi. Il cristiano non deve infatti sperare in se stesso; se
vuole essere sicuro, cresca al tepore materno. (En. in Ps. 88, d. 2, 14)
Per la riflessione
Amiamo il Signore, Dio nostro; amiamo la sua Chiesa! Amiamo
lui come padre, la Chiesa come madre. Amiamo lui come Signore, la Chiesa
come sua ancella. Difatti noi siamo i figli dell’ancella. (En. in Ps. 88, d.
2, 14)
Pensiero agostiniano
Non vantare in alcun modo i tuoi meriti, poiché anche questi
tuoi meriti sono doni suoi. (En. in Ps. 144, 11)
08/06 - Preghiera
Fa’ risplendere, Signore, le tue misericordie. Non perdano
pregio le tue misericordie, per non essere amate di meno. (En. in Ps. 16, 7)
Lettura: Chi è lo Spirito Santo
Dopo esserne uscito in fretta e ritornato indietro di corsa,
[Cristo Gesù, nostro Signore,] ha mandato il suo Spirito; e coloro sui quali
esso è disceso hanno visto delle lingue separate, come di fuoco. Come fuoco
è venuto lo Spirito Santo, per consumare l’erba della carne, per crogiolare
l’oro e purificarlo; come fuoco è venuto e per questo leggiamo: e non vi è
chi si nasconda al suo calore.
La legge immacolata del Signore converte le anime. È lo
Spirito Santo. La testimonianza del Signore è fedele e porge la sapienza ai
fanciulli, non ai superbi. Questo è lo Spirito Santo.
I precetti del Signore sono retti, e non spaventano, ma
allietano i cuori. Ecco lo Spirito Santo. Il comandamento del Signore è
nitido; rischiara gli occhi, non abbaglia: non gli occhi della carne, ma
quelli del cuore; non quelli dell’uomo esteriore, ma dell’uomo interiore.
Ecco lo Spirito Santo.
Il timore di Dio, non il servile ma il puro; che ama
gratuitamente e non teme di essere punito da colui per il quale trepida, ma
di essere separato da colui che ama. Questo è il timore puro, che non manda
fuori la perfetta carità, ma che permane eternamente. Tale è lo Spirito
Santo; cioè, questo dona, conferisce, infonde lo Spirito Santo. I giudizi
del Signore sono veraci, giusti in se stessi, destinati non alle liti che
dividono, ma alla riunione nell’unità. Questo vuol dire in se stessi. Ecco
lo Spirito Santo. Per questo ha fatto parlare nelle lingue di tutti coloro
nei quali per la prima volta è venuto, poiché ha annunziato che avrebbe
riunito nell’unità le lingue di tutte le genti. Ciò che allora faceva un
solo uomo dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, cioè parlare in tutte le
lingue, ora lo fa l’unità medesima: parla in tutte le lingue. (En. in Ps.
18, II, 7-10)
Per la riflessione
Quello stesso Cristo che con me confessi, amalo con me. E
colui che non vuole la stessa cosa, rifiuta, recalcitra, respinge: per lui
questo non è desiderabile molto più dell’oro e delle pietre preziose. (En.
in Ps. 18, II, 11)
Pensiero agostiniano
Se Dio ti favorisce con doni, servitene per la tua
consolazione, non per la tua rovina. Se ti toglie dei beni, che ciò ti serva
ad aumentare la tua pazienza, non a farti bestemmiare. (En. in Ps. 63, 18)

08/06 - Pensiero agostiniano
Se Dio it favorisce con doni, servitene per la tua consolazione, non per
la tua rovina. Se it toglie dei beni, che ciò it serva ad aumentare la tua
pazienza, non a farti bestemmiare. (S.Agostino: En. In Ps. 63, 18)
07/06 - Pensiero agostiniano
Quanto a te, devi prestare una Grande fede, affinché di fronte
all’inondazione Della grazia it umilii, supplichi Dio, senza presumere in
alcun modo di te stesso, it spogli di Golia e it rivesta di Davide. (S.Agostino:
Sermo 32, 9)
06/06 - Per la riflessione
Vuoi che la tua preghiera voli fino a Dio? Donale due Ali: IL digiuno e
l’elemosina. (S.Agostino: En. In Ps. 42, 8)
05/06 - Pensiero agostiniano
E’ assai meglio subire l’ingiustizia che commetterla. (S.Agostino: En.
In Ps. 124, 8)
04/06 - Pensiero agostiniano
Is invochi l’Onnipotente contro IL diavolo che è un nemico agguerrito.
Abiti dentro di te colui che non può essere vinto, Ed allora certamente
vincerai colui che è solito vincere. (S.Agostino: In 1Io. Ep. 4, 3)
03/06 - Pensiero agostiniano
Non dimenticare che IL corpo di Cristo è ancora nel mondo, non
dimenticare che IL corpo di Cristo is trova ancora nell’aia; osserva in che
modo è bestemmiato dalla paglia. (S.Agostino: In Io. Ev. 28, 11)
02/06 - Per la riflessione
Il dolore che is verifica nel cuore dei devoti, perseguitati dal
comportamento dei cristiani malvagi o falsi, giova a coloro che lo
sopportano, poiché proviene dalla carità con cui desiderano che I malvagi
non vadano perduti e che non impediscano la salvezza degli altri. (S.Agostino:
De civ. Dei XVIII, 51.2)
01/06 - Per la riflessione
Non è straordinario gloriarsi nella gioia, gloriarsi nella letizia; IL
retto di cuore is Gloria anche nella tribolazione. (S.Agostino: En. In Ps.
31, II, 25)

01/06 - Pensiero agostiniano
In ogni dono del Signore Dio nostro, in ogni consolazione ed in ogni
punizione che ci viene da lui, nella grazia che egli si è degnato di darci,
nell’indulgenza per la quale non ci ha reso il meritato castigo, in tutte le
sue opere, sempre l’anima nostra deve benedire il Signore. (
S.Agostino:
En. In Ps. 102, 1)
31/05 - Pensiero agostiniano
La natura pervertita dal peccato genera i cittadini della città terrena,
la grazia che libera la natura dal peccato genera i cittadini della città
celeste. (S. Agostino: De civ. Dei XV, 2)
30/05 - Pensiero agostiniano
Sappi bene usare le cose inferiori e potrai rettamente fruire del bene
superiore. (S.Agostino: Sermo 21, 3)
29/05 - Pensiero agostiniano
Prepàrati a vedere nel cielo Colui dal quale sei stato visto grazie alla
misericordia. (S.Agostino: Sermo 69, 3.4)
28/05 - Preghiera
Tu, Dio, a chi ti ama come comandi, tu mostri te stesso e gli basti;
quindi non si distoglie da te nemmeno per volgersi a sé. Questa è la dimora
di Dio, non terrestre né corporea di materia celeste, bensì spirituale e
partecipe della tua eternità, poiché senza macchia in eterno. (S.Agostino:
Conf. XII, 15.19)
27/05 - Pensiero agostiniano
[L’uomo] è veramente felice non se ha ciò che ama, ma se ama ciò che
deve essere amato. ( S.Agostino: En. in Ps. 26, II, 7)
26/05 - Pensiero agostiniano
Chi non si abbandonerà alla felicità che lo corrompe né si lascerà
abbattere dall’avversità, aspetta con tranquillità l’ultimo giorno. (S.Agostino:
En. In Ps. 147, 4)

25/05 - Preghiera
Per contemplare la felicità del Signore: ecco che cosa amo, ecco perché
voglio abitare nella casa del Signore per tutti i giorni della mia vita.
Perché ivi è un sublime spettacolo: contemplare cioè la felicità del Signore
stesso. (En. in Ps. 26, II, 8)
24/05 - Per la riflessione
Non dobbiamo essere privi di speranza, ma, animati da viva fiducia,
dobbiamo avere la certezza che, come per la carità Cristo seguita ad essere
in terra insieme con noi, così per la stessa carità noi siamo con lui nel
cielo. (En. in Ps. 122, 1)
23/05 - Pensiero agostiniano
Se la lingua non può domarla nessuno, dobbiamo ricorrere a Dio perché
domi la nostra lingua. (Sermo 55, 2.2)
22/05 - Pensiero agostiniano
Chi parla come pensa, anche se dice cose non vere, parla con sincerità.
(Ep. 110, 3)
21/05 - Pensiero agostiniano
Ciascuno, quando sarà conscio del proprio stato, si dolga se deve
correggersi, oppure si rallegri se merita approvazione. (En. in Ps. 31, II,
1)
20/05 - Pensiero agostiniano
La malizia prova piacere del male altrui; l’invidia si tormenta del bene
dell’altro; l’inganno rende doppio il cuore, l’ipocrisia rende doppia la
parola; la maldicenza ferisce la fama. (Sermo 353, 1.1)
19/05 - Pensiero agostiniano
Se in effetti uno si perde amando se stesso, certamente si ritrova col
rinnegare se stesso. (Sermo 96, 1)

18/05 - Pensiero agostiniano
Non può accadere che si renda colpevole di azioni cattive colui che
nutre buoni pensieri. (En. in Ps. 148, 2)
17/05 - Pensiero agostiniano
È meglio camminare da vivi sopra la terra, che sprofondare sotto terra
per il desiderio. (En. in Ps. 62, 18)
16/05 - Pensiero agostiniano
Nessun invidioso può ledere un altro, senza essere di tormento prima a
se stesso. (Contra Secundinum 10, 1)
15/05 - Pensiero agostiniano
Erra chiunque crede di poter conoscere la verità vivendo ancora
nell’iniquità. (De agone chr. 13.14)
14/05 - Pensiero agostiniano
Fare oggetto di compiacimento se stessi non è amore retto, ma è vanità
della superbia. (Sermo 348, 2)
13/05 - Pensiero agostiniano
Se Dio non fosse intervenuto una prima volta a perdonare usando
misericordia, non avrebbe chi poter coronare nel giudizio. (En. in Ps. 100,
1)
12/05 - Pensiero agostiniano
Siamo di fronte al caso più grave, che è l’abitudine perversa. Una cosa
infatti è peccare, un’altra è contrarre l’abitudine al peccato. (In Io. Ev.
49, 3)
11/05 - Pensiero agostiniano
Nella confessione l’uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia Dio
manifesta la sua grandezza. (In Io. Ev. 14, 5)

11/05 -
Preghiera di Pentecoste e di tutti i giorni
“Respira in me, o Spirito Santo,

perché io pensi ciò che è santo.
Spingimi tu, o Spirito Santo,
perché io faccia ciò che è santo.
Attirami tu, o Spirito Santo,
perché io ami ciò che è santo.
Fortificami tu, o Spirito Santo,
perché io custodisca ciò che è santo.
Aiutami tu, o Spirito Santo,
perché io non perda ciò che è santo. Amen”.
Ricordando che normalmente riceviamo lo Spirito Santo in proporzione della
nostra preghiera (desiderio) e del nostro amore per i fratelli (opere buone)
(E` ancora il pensiero di S.Agostino).
10/05 - Preghiera
Rivolti a Dio, preghiamolo per noi e per tutto il suo popolo, che con
noi è presente negli atri della sua casa: gli chiediamo che si degni di
custodirlo e proteggerlo per Gesù Cristo suo Figlio e nostro Signore, che
con lui vive e regna nei secoli dei secoli. Amen. (Sermo 362, 30.31)
09/05 - Pensiero agostiniano
Anche i peccati meno gravi, se trascurati, proliferano e producono la
morte. (In Io. Ev. 12, 14)
08/05 - Pensiero agostiniano
L’anima si converte a Dio solo quando si distacca da questo mondo. (En.
in Ps. 9, 10)
07/05 - Pensiero agostiniano
Chi rifiuta l’umiltà della penitenza, costui non ha in mente di
avvicinarsi a Dio. (Sermo 351, 1)
06/05 - Preghiera
Giudicami, o Signore, poiché dopo la misericordia che tu per primo mi
hai usata, ho qualche merito per la mia innocenza la cui via ho custodita.
(En. in Ps. 25, I, 2)
05/05 - Per la riflessione
Adirati perché hai peccato e, punendo te stesso, non voler più peccare.
Risuscita il cuore con la penitenza e questo sarà il sacrificio al Signore.
(Sermo 19, 2)
La migliore Novena allo Spirito Santo, in conmpagnia di S. Agostino e`
rimuovere gli astacoli del peccato per riceverlo in abbondanza.
04/05 - Pensiero agostiniano
Sii pure triste prima di confessare; ma, quando hai confessato, esulta:
ormai sei sulla via della guarigione. (En. in Ps. 66, 7)

Gli anni
passano, e ne sono passati 34 dal giorno dell'Ordinazione sacerdotale di
Padre Luigi.
04/05 - Pensiero agostiniano
Sii pure triste prima di confessare; ma, quando hai confessato, esulta:
ormai sei sulla via della guarigione. (En. in Ps. 66, 7)

03/05 - Pensiero agostiniano
Quando qualcuno difende i suoi peccati, commette una grande ingiustizia,
perché difende ciò che Dio odia. (En. in Ps. 58, d. 1, 14)
02/05 - Pensiero agostiniano
Incomincia la Novena di Pentecoste
Accanto, la bella preghiera "Vieni, Spirito Santo", se lunga, può essere
usata con una strofa al giorno
Affinché dunque possa esser creato un cuore puro, bisogna che venga spezzato
quello impuro. (Sermo 19, 3)
Mese Mariano
01/05 - Pensiero agostiniano
La donna, diventando Madre di Cristo, riparerà IL peccato DA lei commesso
ingannando l’uomo. (Sermo 51, 2.3)
30/04 - Pensiero agostiniano
Cantiamo al Signore nella nostra vita. (En. in Ps. 103, d. 4, 17)
29/04 - Pensiero agostiniano
Uno che è cattivo, è reso buono solo da colui che è sempre buono. (Sermo 61,
2.2)
28/04 - Pensiero agostiniano
Chi riconosce I propri peccati e li condanna, è già d'accordo con Dio. (In
Io. Ev. 12, 13)

27/04 - Pensiero agostiniano
L'Eucaristia è il nostro pane quotidiano, ma dobbiamo riceverlo non tanto
come ristoro del corpo, quanto come sostegno dello spirito. (Sermo 57, 7.7)

26/04 - Pensiero agostiniano
Fa' volentieri ciò che ti viene comandato; in tal modo tu farai ciò che vuoi
e nello stesso tempo farai non la tua, ma la volontà di Dio da cui dipendi.
(In Io. Ev. 19, 19)
25/04 - Pensiero agostiniano
Come ha promesso ai santi la vita, la beatitudine, il regno, l'eredità
eterna senza fine, così Cristo ha minacciato agli empi il fuoco eterno. Se
ancora non amiamo ciò che ha promesso, per lo meno temiamo ciò che ha
minacciato. (Sermo 22, 10)
24/04 - Pensiero agostiniano
Se è timore di Dio quello con cui sono beati i poveri in spirito, poiché di
essi è il regno dei cieli, chiediamo che negli uomini sia santificato il
nome di Dio nel genuino timore che permane per sempre. (De serm. Dom. in
monte II, 11.38)
23/04 - Pensiero agostiniano
Chi ha Dio per Padre e per fratello ha Cristo, non abbia timore nel giorno
dell'ira. (En. in Ps. 48, d. 1, 8)
22/04 - Preghiera
Il mio bene è l'unione con Dio (Sal 72, 28), poiché, se non rimarrò in lui,
non potrò rimanere neppure in me. Egli invece rimanendo stabile in sé,
rinnova ogni cosa (Sap 7, 27). Tu sei il mio Signore, perché non hai bisogno
dei miei beni (Sal 15, 2). (Conf. VII, 11.17)
21/04 - Pensiero agostiniano
Se il vento ci stimolasse [al male], se eccitasse le cattive passioni
dell'anima nostra, non dobbiamo disperare. Svegliamo Cristo affinché
possiamo fare la traversata del mare [della vita] nella calma e arrivare
alla patria. (Sermo 63, 3)
20/04- Preghiera agostiniana
Signore, vedi in me l'opera tua, non la mia. Se infatti guarderai alle opere
compiute da me, dovrai condannarmi; se guarderai all'opera tua, mi
coronerai. Poiché anche le mie opere buone, se e quante ce ne sono, mi son
derivate da te e quindi son più tue che mie. (En. in Ps. 137, 18)

13/04 - Preghiera
Ti lodi il mio cuore, la mia lingua; tutte le mie ossa dicano: "Signore,
chi simile a te?" (Sal 34, 10). Così dicano e tu rispondimi, di' all'anima
mia: "La salvezza tua io sono". (Conf. IX, 1.1)
12/04 - Preghiera
Fa', o Padre, che anch'io ti cerchi, ma difendimi dall'errore, affinché
mentre io ti cerco, nessun'altra cosa mi venga incontro in vece tua. (Soliloquia
I, 1.6)
11/04 - Pensiero agostiniano
[Il Signore] ti ha cercato, quando eri empio, per riscattarti; ora che
sei riscattato ti lascerà perire? (En. in Ps. 66, 7)
10/04 - Pensiero agostiniano
Uno solo dobbiamo cercare: Colui che ci riscatta e ci fa liberi, che ha
dato il suo sangue per comprarci e che dei servi ha fatto i suoi fratelli.
(En. in Ps. 34, d. 1, 15)
09/04
- Preghiera
Tu, Signore, sarai la nostra dolcezza, tu che sei il perdono dei nostri
peccati. Tu sarai tutto intero il premio dei giustificati. O Signore, Dio
degli eserciti, convertici! Mostraci il tuo volto e saremo salvi. (En. in Ps.
79, 14)
08/04 - Preghiera
Signore Dio, poiché tutto ci hai fornito di ogni bene, donaci la pace (Is
26, 12), la pace del riposo, la pace del sabato, la pace senza tramonto. (Conf.
XIII, 35.50)
07/04 - Preghiera
Signore, la tua disciplina, come verga per il gregge delle pecore e come
bastone per i figli già più grandi e che dalla vita animale crescono a
quella spirituale, non mi ha afflitto, anzi da essa sono stato consolato;
perché tu ti ricordi di me. (En. in Ps. 22, 4)

06/04 - Per la riflessione agostiniana
Il cristiano è colui che non disprezza la via di Cristo, ma vuole seguirla
attraverso le sue sofferenze. (En. in Ps. 36, d. 2, 16)

05/04 - Pensiero agostiniano
Non può essere partecipe della divina carità chi è nemico dell'unità. (Ep.
185, 50)
04/04 - Preghiera
Verità, Dio mio, mi rivolgo a te, ti prego: perdona i miei peccati. (Conf.
XI, 3.5)
03/04 - Preghiera
Signore, che cosa è l'uomo perché ti sei fatto a lui conoscere, o il figlio
dell'uomo perché tu ne tenga conto? Lo stimi, lo valuti e lo calcoli tanto e
tanto; lo collochi in un certo qual ordine e ben conosci le cose al di sotto
o al di sopra delle quali lo collochi. (En. in Ps. 143, 10)
02/04 - Preghiera
Le mie gioie, di cui dovrei piangere, contrastano le afflizioni, di cui
dovrei gioire, e non so da quale parte stia la vittoria. Ahimè, Signore,
abbi pietà di me! (Conf. X, 28.39)
01/04 - Preghiera![]()