Stiamo celebrando il
giubileo desiderando, sperando, pregando e lavorando per la pace. E
continuiamo! Anche se la meta non è dietro l’angolo, proviamo ad alzare
il tiro progettando un mondo dove la pace non si limiti al rispetto
reciproco, al confronto, all’accoglienza ma diventi comunione:
“unione con”. La comunione, lo sappiamo, non è infatti perdita ma
riscoperta e crescita della propria identità. Ne abbiamo conferma quando
incontrandoci agiamo con onestà.
La celebrazione
eucaristica è fucina di comunione. Si parte con la domanda di perdono e
di riconciliazione con Dio e fratelli e sorelle; ci si raccoglie per
l’ascolto della “Parola” insostituibile ed affidabile codice
stradale; ci si stringe attorno all’altare, tavola arricchita dal pane e
dal vino trasformati “per tutti” in Pane e Bevanda di vita nuova.
Riti e passi tutti, in grado di originare non solo vicinanza e
condivisione, ma comunione unificante. Il cammino verso la comunione si
fa, poi, più incalzante con la recita del Padre “nostro” che
parla di annullamento di debiti fra noi e Dio, e fra noi fratelli; segue
una rinnovata ed insistente richiesta di pace, “pace di Dio”, da
accogliere e da comunicare: “scambiatevi un segno di pace”.
Quando poi ci si accosta per “entrare in trasformante incontro”
viene presentato il ”corpo di Cristo”. Una affermazione, secondo
S. Agostino, che comprende anche domanda: “lo credi e vuoi
identificarti in lui”? Con la risposta: “amen, così è, così sia”
manifestiamo convinto e generoso assenso e realizziamo quanto auspicato
nel motto di papa Leone XIV: “in Illo Uno, unum” (se uniti a
Lui siamo uniti fra noi).
Domenica 34° - Il
Pane della Parola (2 Sm 5,1-3; Cl 1,12-20; Lc 23,35-43)
Con la lettura dei brani
di oggi siamo aiutati nella meditazione sulla “comunità-popolo
riconciliato-chiesa”.
La prima pagina infatti
ci presenta il processo di aggregazione del popolo eletto attorno alla
emergente figura del re Davide, dalla discendenza del quale sarebbe
germogliato il messia salvatore: “Il Signore ti ha detto: tu
pascerai il mio popolo Israele”.
E S. Paolo ai Colossesi:
“E’ piaciuto infatti a Dio….che per mezzo di lui e in vista di lui
(Cristo) siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il
sangue della croce sia le cose che stanno sulla terra sia quelle che
stanno nei cieli”.
A quanti, poi, si
rivolgono al Crocefisso a pregando come il “buon ladrone”,
ricordato nel brano evangelico di Luca: “Gesù ricordati di me
quando sarai nel tuo regno…” - viene assicurato – “in
verità ti dico: oggi sarai con me nel paradiso”.
Auguriamoci ed
impegniamoci affinché il miracolo eucaristico della comunione manifesti
la realizzazione del sogno di Gesù:
”amatevi come io vi ho
amato … fate questo in memoria di me”.
19
novembre 2025 foglio n.35 – se ritieni opportuno diffondilo
a cura di “ p.angelo@oadnet.org”