2025: ANNO DA NON SPRECARE

 

 

(35) ”Giubileo e Comunione”

 

 

 

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Stiamo celebrando il giubileo desiderando, sperando, pregando e lavorando per la pace. E continuiamo! Anche se la meta non è dietro l’angolo, proviamo ad alzare   il tiro progettando un mondo dove la pace non si limiti al rispetto reciproco, al confronto, all’accoglienza ma diventi comunione: “unione con”. La comunione, lo sappiamo, non è infatti perdita ma riscoperta e crescita della propria identità. Ne abbiamo conferma quando incontrandoci agiamo con onestà.

 La celebrazione  eucaristica è fucina di comunione. Si parte con la domanda di perdono e di riconciliazione con Dio e fratelli e sorelle; ci si raccoglie per l’ascolto della “Parola” insostituibile ed affidabile codice stradale; ci si stringe attorno all’altare, tavola arricchita dal pane e dal vino trasformati “per tutti” in Pane e Bevanda di vita nuova. Riti e passi tutti, in grado di originare non solo vicinanza e condivisione, ma comunione unificante. Il cammino verso la comunione si fa, poi, più incalzante con la recita del Padre “nostro” che parla di annullamento di debiti fra noi e Dio, e fra noi fratelli; segue una rinnovata ed insistente richiesta di pace, “pace di Dio”, da accogliere e da comunicare: “scambiatevi un segno di pace”. Quando poi ci si accosta per “entrare in trasformante incontro” viene presentato il ”corpo di Cristo”. Una affermazione, secondo S. Agostino, che comprende anche domanda: “lo credi e vuoi identificarti in lui”?  Con la risposta: “amen, così è, così sia” manifestiamo convinto e generoso assenso e realizziamo quanto auspicato nel motto di papa Leone XIV: “in Illo Uno, unum” (se uniti a Lui siamo uniti fra noi).

 Domenica 34° - Il Pane della Parola (2 Sm 5,1-3; Cl 1,12-20; Lc 23,35-43)

Con la lettura dei brani di oggi siamo aiutati nella meditazione  sulla “comunità-popolo riconciliato-chiesa”.

La prima pagina infatti ci presenta il processo di aggregazione del popolo eletto attorno alla emergente figura del re Davide, dalla discendenza del quale sarebbe germogliato il messia salvatore: “Il Signore ti ha detto: tu pascerai il mio popolo Israele”.

E S. Paolo ai Colossesi: “E’ piaciuto infatti a Dio….che per mezzo di lui e in vista di lui (Cristo) siano riconciliate  tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della croce sia le cose che stanno sulla terra sia quelle che stanno nei cieli”.

A quanti, poi, si rivolgono al Crocefisso a pregando come il “buon ladrone”, ricordato nel brano evangelico di Luca: “Gesù ricordati di me quando sarai nel tuo regno…” - viene assicurato – “in verità ti dico: oggi sarai con me nel paradiso”.

Auguriamoci ed impegniamoci affinché il miracolo eucaristico della comunione manifesti la realizzazione del sogno di Gesù: ”amatevi come io vi ho amato   … fate questo in memoria di me”.  

 

19 novembre 2025 foglio n.35 – se ritieni opportuno diffondilo

a cura di “ p.angelo@oadnet.org”

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 31-01-26