Usciamo dal giubileo convertiti e rinnovati nella misura in
cui crediamo e assimiliamo le parole che seguono la “trasformazione
del pane e del vino” nella Persona di Cristo, che si offre sulla
croce e dalla croce risorge: ”annunziamo la tua morte Signore
proclamiamo la tua risurrezione”. Di seguito, nella messa, si
evidenzia il collegamento fra eucaristia e chiesa - “Ricordati Padre
della tua Chiesa diffusa su tutta la terra e qui convocata nel giorno
(domenica) in cui il Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi
della sua vita immortale” – pregando per il papa, il vescovo, i
presenti, e tutti i defunti. Da non dimenticare: “Ti preghiamo
umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo lo Spirito
santo ci riunisca in un solo corpo”. Si conclude questa parte
centrale della messa con la acclamazione del celebrante il quale eleva
il Pane ed Vino consacrati proclamando che in Cristo si realizza appieno
la “gloria o intervento di Dio”, la riconciliazione fra cielo e
terra. L’assemblea conferma con un convinto e fiducioso “amen:
“lo crediamo, lo speriamo, così sia.
9 novembre – Dedicazione della basilica
Lateranense in Roma” –
Oggi si ricorda e si celebra la inaugurazione della basilica
di S. Giovanni prima ed attuale sede ufficiale del papa, successore di
S. Pietro.
La prima lettura (Ez 47, 1…12) parla simbolicamente di una
sorgente che scaturisce dal tempio, casa dove Dio abita; sorgente che
dove giungerà “tutto farà rivivere”. Il simbolo trova
realizzazione quando dal costato ferito di Cristo crocifisso sgorgano
gli elementi vitali: “sangue ed acqua”.
Nella seconda lettura (2 Cr 3,9…17) S. Paolo ci ammonisce: “Non
sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se
uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il
tempio di Dio che siete voi”.
Il brano evangelico (Gv 2,13-22) ci invita a riflettere su
quale “appartamento “ della nostra vita riserviamo a Dio, dove lo
lasciamo entrare; sulla riserva di luce e di sale che riceviamo,
conserviamo e doniamo (“voi siete il sale della terra, la luce del
mondo”); su quale “frequenza” riceviamo e trasmettiamo il Vangelo.
Il cammino dell’anno santo, ancora una volta, ci chiede di
restaurare e bonificare non solo le stanze presentabili in cui viviamo e
accogliamo, ma anche le “cantine” meno solari e trasparenti che
ignoriamo o nascondiamo.
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ottobre 2025 foglio n.32 – se ritieni opportuno diffondilo
a cura di “ p.angelo@oadnet.org”