La Parola di Dio, la
quale ci giunge in un contesto rituale, non si limita ad ampliare le
nostre conoscenze con informazioni e spiegazioni ma arricchisce la
nostra intelligenza per raggiungere in profondità il nostro cuore ed
essere tradotta così in stile di vita. Non sempre tale processo è
semplice anche perché la bibbia, pur essendo scritta sotto un unico
Ispiratore (Dio), è stata redatta da autori umani diversi, in luoghi
diversi, in anni e situazioni diverse.
A rendere più facile
la comprensione dovrebbe aiutare la omelia la quale, purtroppo, alcune
volte più che generare comprensione favorisce la distrazione. Non
dimentichiamo però la parabola evangelica nella quale Gesù ricorda che
il buon seme della Parola di Dio porta frutto solo quando viene accolto
in un terreno preparato, soprattutto ben disposto (cfr Mt 13, 1-23).
Le indicazioni del
messale prescrivono, dopo le letture e il commento, un congruo periodo
di silenzio che favorisca la riflessione personale.
XXVII domenica: IL
Pane della Parola
Prestiamo, anzitutto,
attenzione al versetto ripetuto : “Ascoltate oggi la voce del
Signore” (dal salmo 94/95).
Ascoltare per
comprendere, senza pretendere di suggerire o addirittura di cambiarne il
senso delle Parole udite.
Nella prima lettura
(Ab1,2-3; 2,2-4) troviamo il lamento del profeta Abacuc il quale
vorrebbe accelerare il trionfo della giustizia eliminando
oppressione, rapina, violenza. Uno scenario, ancora oggi sotto i
nostri occhi, presente e condizionante. Il Signore risponde rassicurando:
“Ecco soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà
per la sua fede”.
Uguale messaggio
ritroviamo nel brano evangelico (Lc 17,5-10) : non sostituirsi a Dio ma
dite: ”Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo
fare”. E ancora l’invito a fidarsi di Dio: “Se aveste fede quanto
un granello di senape…!”.
S. Paolo, nella
seconda lettura, ricorda al giovane discepolo Timoteo, ed anche a noi,
che: “… non ci è stato dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di
carità, di prudenza…..Non vergognarti dunque di dare testimonianza…
Custodisci, mediante li Spirito Santo che abita in noi, il bene prezioso
che ti è stato affidato” (II Tm 1, 6-8; 13-14). Dedichiamoci
dunque a coltivare il “granello di senape”.
BUON LAVORO!
1 Ottobre 2025 foglio
n.28 – se ritieni opportuno diffondilo
a cura di “ p.angelo@oadnet.org”