2025: ANNO DA NON SPRECARE

 

 

(27) ”Continuiamo il cammino”

 

 

 

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Per un lungo periodo, causa covid, le vaschette con l’acqua benedetta all’ingresso delle chiese erano vuote: si usava altro “disinfettante”!. E’ bene riprendere il rito: l’acqua ridà vita e pulizia; accompagnata dal segno della croce ci ricorda che ”vita e pulizia- perdono” si realizzano con la morte in croce di Gesù. Ci si prepara così ad un’altra domanda di perdono che ci introduce all’incontro con Dio nella la messa.. La domanda comune,  preceduta da apposito invito ed alcuni momenti di silenzio  (esame di coscienza)  viene espressa con formule appropriate. Si proclama quindi, o si canta l’inno con il quale acclamiamo il Signore: ” Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria (presenza) immensa…”.  Dopo questi sinceri convenevoli entriamo nel vivo dell’incontro rivolgendo la preghiera che intende raccogliere e presentare, a nome di tutti, i buoni desideri dei presenti e non solo.

Ora la Parola passa a Dio che si serve della voce di lettori preparati sia tecnicamente (modulazione della voce), sia spiritualmente (venerazione e comprensione del testo proclamato). Il brano del vangelo viene letto, dopo appropriata benedizione, dal diacono o dal sacerdote che prega: “il Signore sia nel mio (tuo) cuore e sulle mie (tue) labbra perché possa annunciare degnamente il suo vangelo”. Tutti i presenti esprimono la propria adesione ed accoglienza al messaggio, tracciando in fronte, sulla bocca, sul cuore una piccola croce.

XXVI domenica: il Pane della Parola

La prima lettura ed il brano evangelico sono sempre correlati: si parla oggi (Am 6,1°-4-7 e Lc 16, 19-31) di gente che si dà, per quanto possibile alla “bella vita” valutata secondo criteri quanto mai limitati ed egoisticamente insensibili alla sofferenza quotidiana di tanti altri: il guadagno, il successo, il benessere, il godimento, prima e nonostante tutto. Ancora oggi c’è gente che pensa così e lavora per vivere, per realizzarsi, per spegnersi così. Lo sappiamo dalla informazione, a volte superficiale, ma affidabile,  di “come vanno le cose nel mondo intero”.

Fortunatamente altri, e non pochi, non cambiano - vedendo le tragedie - canale televisivo, non si estraniano, non guardano altrove, aprono occhi, cuore e portafoglio, si rimboccano le maniche e non solo mandano e si congratulano, ma vanno.

Dio da che parte sta? “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto o nudo e ti abbiamo vestito? Quando ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?... In verità vi dico quello che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 26, 37-40).     

 

28 Settembre 2025  foglio n.27 – se ritieni opportuno diffondilo

 

a cura di “p.angelo@oadnet.org”

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 31-01-26