2025: ANNO DA NON SPRECARE

 

 

(26) ”Incontrarsi”

 

 

 

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L’Anno Santo, è un  continuo richiamo al restauro, al rinnovamento della nostra vita e, conseguentemente, della intera società. Risanamento che  deve partire dal cuore nel quale nascono pensieri, motivazioni, emozioni le quali originano azioni buone o meno. Una cura mai conclusa che  esige regolari controlli ed adeguati interventi. Abbiamo individuato, nella partecipazione alla messa domenicale, la migliore stazione di ristoro, rifornimento, manutenzione, verifica. La messa, infatti, assicura l’incontro salvifico con Dio e con i fratelli di fede. A questo dobbiamo predisporci quando chiudiamo la porta di casa e ci avviamo alla chiesa che ci accoglie con il portone spalancato.

Non sempre, purtroppo, entrando in chiesa troviamo gente che manifesta gioia per l’attesa di un incontro; non mancano, infatti, i ritardatari né   quanti sono puntuali solo per assicurarsi i posti più nascosti ed isolati, o prossimi all’uscita.

 Al suono  della campanella inizia la messa introdotta, a volte, con una mini processione, accompagnata dal canto o dalla recita della antifona che dovrebbero  introdurre nel clima della celebrazione .Da sottolineare Le prime parole del celebrante sono un augurio, consolante ed efficace che verrà ripetuto varie volte nel corso del rito: “il Signore sia con voi”. Per questo siamo qui riuniti per convincerci che non siamo soli ma che Dio è con Noi. E se Dio è con noi chi sarà contro di noi? Ci rassicura S. Paolo!

E venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv1,14; cfr anche Ef 1,3 -14), “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28, 20). Dio, con la sua presenza, diventa consolazione perché si lascia coinvolgere, “agisce con”, ci accompagna, annulla la solitudine!  

Il Pane della Parola che riceviamo oggi (dom XXV) ci ricorda che Dio non approva, come potrebbe sembrare  dalla prima parte del brano evangelico (Lc 16 1-9), una amministrazione economica egoistica, ingiusta ed oppressiva (cfr Am 8, 4-7), ma evidenzia che “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche nelle cose importanti” e che ”nessuno può servire due padroni”(Lc 16,10…13).

Il “padrone” o meglio il Padre è Dio, i “padri padroni” sono il nostro egoismo; il pensiero dominante, la  voce di chi grida di più; tutto quanto può abbagliare promettendo agio e ricchezza.

La lista del materiale da scartare, perché non adatto a realizzare la speranza ravvivata dalla celebrazione dell’anno santo, sarebbe lunga … lunga …

Ci ricorda S. Paolo  nella seconda lettura: “Uno solo infatti è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù ….Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese” (I Tm” 2, 5…8).

“Ecco io sto alla porta e busso, se qualcuno mi apre la porta…” (Ap 3,20)

 

21 Settembre 2025  foglio n.26 – se ritieni opportuno diffondilo

a cura di “ p.angelo@oadnet.org”

 

 

 

 

 

 

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Ultimo aggiornamento: 31-01-26